Liberato a Roma il cileno Alfonso Podlech

foto di Omar Venturelli

Gianni Tarquini

Verso la conclusione del processo che lo vede imputato per la morte dell’ex sacerdote di origine italiana Omar Venturelli

ROMA  –  Venerdì 11 marzo  è stato scarcerato da Rebibbia Alfonso Podlech, ex procuratore militare di Temuco, in Cile, oggi settantacinquenne, arrestato dal giudice spagnolo Balthazar Garzon il 27 giugno del 2008 e sotto processo davanti alla I Corte d’Assise di Roma per l’omicidio dell’ex sacerdote italiano Omar Venturelli all’interno delle violazioni dei diritti umani della Operazione “Condor” e degli altri abusi dell’ex dittatore cileno Augusto Pinochet.

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La creazione di “nemici interni”, la paura e l’impunità

Pablo Ruiz

Intervista a David Barrios, dell’Osservatorio Latinoamericano di Geopolitica della UNAM

A fine gennaio a Ciudad Juárez, in Messico, organizzazioni sociali e per i diritti umani hanno fatto un digiuno per rendere visibile e sollecitare il governo ad azioni più risolutive per frenare la violenza e le morti che là ci sono.

 

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Argentina: tribunale a favore della Benetton contro gli indigeni di cui ha comprato le terre

Pochi giorni dopo l’annuncio fatto dalla presidente argentina Cristina Fernández su un progetto di legge per limitare l’acquisto di terre da parte di imprese straniere, lo scorso 3 marzo il tribunale di Esquivel nell aprovincia di Chubut nella Patagonia ha definito illegale l’occupazione di terre fatta dalla comunità Santa Rosa e obbliga la comunità ad andarsene. Prosegui la lettura »

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Gli “investimenti” delle multinazionali della globalizzazione nei paesi del Sud

Schiavi moderni nei “campi d’oro” della Pioneer-DuPont

Guadalupe Rodríguez

 “Camminiamo su campi d’oro” (We walk in Fields of Gold) (1), dice letteralmente la canzone che accompagna un video nella pagina web del produttore di semi Pioneer, proprietà della multinazionale nordamericana DuPont. E non è strano che si riempiano di oro, giacché questi straordinari profitti vengono accumulati alle spalle dei lavoratori schiavi che questa impresa tiene nell’umida pampa argentina e che sono venuti alla luce del sole a gennaio 2011. La prima cosa che attira l’attenzione è l’immagine, apparsa nella stampa argentina, dei stretti cassoni o ripiani in cui debbono dormire i lavoratori. Approfondendo, torniamo a constatare la perversità dell’affare agricolo, del sistema agricolo industriale che si espande e viene imposto, e delle bugie su cui si sostiene nel nostro mondo globalizzato questo sistema.

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La guerra, l’affare che ci uccide

Víctor Flores Olea

La più acuta, veritiera e rivelatrice, delle analisi pubblicate sullo stato di guerra che predomina in Messico, è quella del subcomandante Marcos, sulla La Jornada del 16 febbraio 2011, scritta sotto forma di un riverente riconoscimento dei valori intellettuali e morali di Luis Villoro, che confermano anche la forza intellettuale e morale del Subcomandante Insurgente. Onore a chi merita onore, che in questo caso lo è doppiamente.

L’asse della riflessione di Marcos: come sempre la guerra è in primo luogo una questione di affari. Ci riporta alla memoria, tra gli altri, “Gli affari del signor Giulio Cesare, l’opera teatrale di Bertold Brecht. Con le sue sinistre e a volte ridicole conseguenze: per esempio, le bugie e le falsità inevitabili, l’abissale illegittimità, se ancora ce ne fosse bisogno, in cui è sprofondato Felipe Calderón. Affari con il sangue di molti messicani, la immensa maggioranza dei quali, 35 mila morti, non ha nulla a che vedere, né direttamente né indirettamente, con il “crimine organizzato”. Allora perché queste decine di migliaia di “danni collaterali”?

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Grande corteo contro la miniera a cielo aperto a Santurbán

La risposta degli abitanti di Bucaramanga alla convocazione a favore dell’acqua e contro lo sfruttamento della miniera d’oro che la Greystar vuole aprire sul páramo di Santurbán (Santander) è stata gigantesca. Il corteo s’è tenuto il 1 marzo e vi hanno partecipato circa 40.000 persone.

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Lavoratori e sindacalisti sono protagonisti di manifestazioni

 Tatiana Félix

Lavoratori e organizzazioni sindacali dell’Argentina tra ieri ed oggi hanno dato vita a manifestazioni per rivendicare i propri diritti ed esigere migliori condizioni di lavoro. La prima manifestazione è avvenuta questo mercoledì sulla linea ferroviaria per Mar del Plata, quando i ferrovieri hanno attuato un blocco per chiedere, una volta di più, il compimento dei propri diritti lavorativi “non riconosciuti dall’impresa e dimenticati dai sindacati”.

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Guerra di classe in Wisconsin

Jeffrey Sommers   

Dopo 30 anni di peggioramenti economici, i lavoratori degli USA riconoscono il fallimento di queste politiche, e si stanno difendendo.

Presentiamo il governatore Scott Walker. Ad un mese dall’aver assunto la carica già era disposto ad insediarsi come il nuovo sceriffo della città, ripetendo nello Stato del Wisconsin, le formule della presidenza di Ronald Reagan. Seguendo il copione alla lettera, Scott Walker ha emulato Reagan nel suo primo attacco, scontrandosi con i lavoratori. Però il più alto momento di Walker (nel rompere la resistenza del sindacato dei controllori di volo) ha dimostrato che era stato un eccesso. Walker, che si presenta come un personaggio tratto da un cast di Frank Capra, è incappato sul fatto che attualmente le ricette di Reagan producono risultati differenti. Dopo 30 anni di declino economico, i lavoratori degli Stati Uniti riconoscono il fallimento di queste politiche, e si stanno difendendo.

Tutti abbiamo visto le cifre. Mentre negli ultimi tre decenni l’economia statunitense è cresciuta, la mano d’opera è stata colpita al mento. Allo stesso tempo, gli amministratori delle imprese e quelli dei settori FIRE hanno visto crescere le proprie entrate moltiplicate, spesso sussidiati dai contribuenti, anche quando le loro azioni irresponsabili hanno lasciato sul loro passaggio il caos economico. Per tutto il tempo, i lavoratori sono stati rimproverati per il fatto che sono i responsabili della crisi economica del paese e che i ricchi debbono continuare ad afferrare sempre più rendite affinché l’economia prosperi. Anche se a quelli non piace, dicono ai lavoratori, invocando Margaret Thatcher, “non ci sono alternative”.

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FARP: tre chiarimenti

Jorge Lofredo   

In una intervista ancora inedita, le Forze Armate Rivoluzionarie del Popolo (FARP), scissione dell’EPR, hanno dato chiarimenti su distinti aspetti rilevanti.

Tre sono i temi riassunti: sequestri, attuale situazione del movimento rivoluzionario messicano e legami con gruppi simili.

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I diritti umani sono l’ultima cosa che interessa: reparti colombiani addestrano poliziotti e membri dell’esercito messicani

scritto da Cyril Mychalejko, tradotto da Jeremías Medina   

La Colombia addestra migliaia di soldati e poliziotti messicani, nello stesso momento in cui preme sui funzionari nello sforzo di appoggiare la lotta del Messico contro i cartelli della droga. Questo è un ulteriore abbaglio dello storicamente fracassato Plan Colombia e della guerra contro le droghe, che è appoggiata dagli Stati Uniti.

Gli addestramenti sono avvenuti soprattutto in Messico, ma ora le truppe della polizia e della milizia messicana vanno in Colombia per essere addestrate dai “reparti colombiani di polizia messi alla prova in battaglia”, secondo quanto sabato scorso ha rivelato il Washington Post. L’articolo suggerisce anche che la Colombia, oltre ad affermarsi come un potere regionale, attua come un incaricato di Washington, ciò avviene per il fato che non è politicamente possibile aumentare la presenza militare degli Stati Uniti in Messico.

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La Corte Suprema ha condannato Mario Uribe per l’alleanza con Mancuso

L’ex senatore sconterà una pena di 7 anni e 6 mesi di carcere per associazione a delinquere aggravata.

L’ex senatore Mario Uribe Escobar è stato condannato dalla Corte Suprema di Giustizia a sette anni e sei mesi di carcere per aver fatto un’alleanza con l’ex capo paramilitare Salvatore Mancuso per assicurarsi un seggio nel Congresso, appoggiandosi ai suoi ex colleghi Eleonora Pineda e Miguel de la Espriella.

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Ex ‘para’ rivelano i segreti dei peggiori massacri del Llano

Un anno durò l’addestramento dei paramilitari delle AUC inviati dall’Urabà.

Durò un anno l’addestramento di circa 200 paramilitari dell’Urabà che, a luglio del 1997, fecero la prima incursione delle AUC negli antichi feudi delle Farc, nella parte sudorientale del paese: il massacro di Mapiripán.

Quasi tre lustri dopo, alcuni degli assassini stanno parlando di fronte all’unità di ‘Giustizia e Pace’ della Procura su quella mattanza, per la quale un generale, Jaime Humberto Uscátegui, fu punito con 40 anni di carcere, e per la quale lo Stato colombiano fu condannato dalla Corte Interamericana per i Diritti Umani.

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Colombia: le FARC hanno causato 4341 perdite alle forze dell’oligarchia

x ABP Noticias   

Secondo lo Stato Maggiore Centrale delle FARC EP, nella sua relazione annuale relativa ai comunicati di guerra del 2010

Secondo la relazione, pubblicata su www.resistencia-colombia.org, sono state 4341 le perdite riportate dalle Forze Militari e Paramilitari della Colombia.

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Il piano della campagna contro l’EZLN del 1994

 Gilberto López y Rivas

In tempi di diffusione di documenti riguardanti il potere, recentemente è giunto nelle mie mani un importante testo per comprendere la prospettiva strategica e le azioni tattiche dei militari messicani di fronte alla storica sollevazione dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale iniziata il primo gennaio del 1994. Si tratta del piano della campagna del comando generale della VII Regione Militare della Segreteria della Difesa Nazionale (Sedena) stabilita a Tuxtla Gutiérrez, Chiapas, datato ottobre di quell’anno.

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L’occupazione

Raúl Zibechi 

L’irruzione dei più poveri di Buenos Aires sullo scenario urbano, attraverso le massicce occupazioni di terreni per richiedere abitazioni degne, è stata sul punto di generare una crisi politica nel momento in cui svelava i limiti dell’attuale modello di accumulazione. Alla fine, quando la repressione e l’odio classista si sono mostrati impotenti a contenere ciò che minacciava di trasformarsi in una ondata di occupazioni, i governi, nazionale e della città, hanno messo da parte le loro discussioni preelettorali  per firmare un accordo che non apporta soluzioni di fondo ma stabilisce una difficile tregua tra tutti gli attori.

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