Articoli con tag Carcere

Comunicato Pubblico: I prigionieri Mapuche del carcere di Angol terminano lo sciopero della fame

La mobilitazione iniziata nel carcere di Angol da quattro prigionieri politici Mapuche e che è stata appoggiata con grande forza dalle comunità in resistenza nel Wallmapu e nelle case mapuche reti di appoggio e dalle organizzazioni sociali di Temuco, Concepción e Santiago, questo giovedì è arrivata al suo termine dopo che il governo cileno aveva accettato di rivedere la Legge Antiterrorismo e la Legge Civile che ha utilizzato con i testimoni a volto coperto, Prosegui la lettura »

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Il Machi di Yeupeko si unisce allo sciopero della fame dopo la conferma della condanna da parte del massimo Tribunale Cileno

Confermando il razzismo antimapuche con il quale normalmente operano i tribunali cileni, oggi a mezzogiorno la corte suprema ha respinto l’annullamento della condanna a 18 anni che il tribunale di Temuco ha applicato al peñi (fratello, ndt) Celestino Cordova, Machi (guaritore, ndt) del Lof Yeupeko Katrileo.

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Paese Mapuche: Il governo della Bachelet attacca i familiari e ricovera gli scioperanti per fiaccare la mobilitazione

Il governo della Bachelet di nuovo utilizza manovre proprie dell’intelligence per cercare di fiaccare la mobilitazione che i prigionieri politici mapuche portano avanti nel carcere di Angol. Prosegui la lettura »

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Sciopero della fame nella Picota: prigionieri politici e sociali uniscono le loro proprie proteste allo Sciopero Nazionale

Dalle 6.00 di questa mattina i prigionieri politici dello stabilimento carcerario La Picota, a Bogotà, hanno annunciato l’inizio di uno sciopero della fame che, secondo quanto ha dichiarato René Nariño, portavoce del movimento Colombia Informa, include anche i prigionieri sociali. Protestano per la morte di 7 internati e per le carenti condizioni di reclusione.

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ROR 87.9 Latinoamericana: Intervista a prigioniero politico da un carcere della Colombia

120.000 detenuti, 7.500 prigionieri politici: un preso politico ci racconta le condizioni nelle carceri della Colombia e le lotte che si stanno portando avanti. L’abbiamo chiamato direttamente in carcere, e la linea è un po’ disturbata, per questa testimonianza di resistenza e convinzione politica.

File audio 50’11”

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ROR 87.9 – Latinoamericana: libero il profe Patishtan!

La corrispondenza di oggi con il Nodo Solidale sulla liberazione del profe Alberto Patishtan.

Audio 12’33”

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Messico: il prigioniero politico Alberto Patishtán è libero!

di Fabrizio Lorusso da Carmilla

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Dopo 13 anni di prigionia il professore messicano Alberto Patishtán, indigeno dell’etnia tzotzil detenuto politico nel Chiapas, è stato rilasciato in seguito alla decisione del presidente Enrique Peña Nieto che su twitter ha annunciato la concessione della grazia. Prosegui la lettura »

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Corteo in Colombia contro il carcere

Venerdì 11 maggio. Il corteo che si è concluso davanti il ministero degli Interni ha chiesto la fine delle drammatiche condizioni carcerarie: tortura, mancate attenzioni mediche, sovraffolamento, condizioni igeniche pessime oltre al riconoscimento della condizione di prigioniero politico e la fine delle estradizioni di cittadini colombiani negli Usa. Molte delle madri dei reclusi colombiani hanno scelto di sfilare nude per richiamare l’attenzione sui diritti non rispettati dei propri figli, nell’indifferenza generale e internazionale. Prosegui la lettura »

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Colombia: più di 500 prigionieri politici in sciopero della fame

Mercoledì 554 detenuti politici hanno realizzato uno sciopero della fame per chiedere una Commissione di verifica delle condizioni delle carceri colombiane. Nel paese ci sono 8000 prigionieri politici tra guerriglieri delle Farc e dell’Eln e militanti di organizzazioni sociali condannati per il generico reato di “ribellione”. Prosegui la lettura »

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Riconoscere l’esistenza dei prigionieri politici, indispensabile per la pace

Nelle carceri del regime colombiano ci sono più di 8 mila prigionieri politici, tra i quali si contano migliaia di guerriglieri insorti, centinaia di dirigenti di movimenti sociali e centinaia di dirigenti dell’opposizione politica.

Tutti loro, come l’insieme della popolazione carceraria, sono sottoposti a disumane situazioni di detenzione.

Ai prigionieri politici vengono negati tutti i diritti umani riconosiuti dalle normative nazionali, così come tutti quelli che sono riconosciuti dal diritto internazionale e propri della loro condizione di prigionieri politici.

In virtù di quanto detto, nelle carceri c’è una profonda crisi umanitaria. Sono numerosi i casi in cui agli insorti non viene riconosciuto il diritto alla salute e lo stato li condanna alla pena di morte negandogli il diritto ad una pronta, adeguata e appropriata assistenza medica.

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Cronaca dell’orrore dall’Honduras

In un incendio divampato mercoledì nel carcere di Comayagua sono morti carbonizzati 360 detenuti. La polizia non ha aperto le celle per paura della fuga dei detenuti, e ha sparato contro ad alcuni di loro che tentavano la fuga rompendo il tetto. Purtroppo non è la prima volta che in Honduras centinaia di detenuti muoiono in un masscro in carcere, voluto o accidentale che sia. Prosegui la lettura »

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La polizia uccide sempre di più nella Rep. Dominicana

Nei primi sette mesi del 2011 la polizia ha ucciso 154 persone, 29 in più del 2010. Il 15% di tutti gli omicidi commessi nel Paese sono opera della polizia. Prosegui la lettura »

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Video: i crimini commessi nel carcere di Valledupar (Colombia)

Finalmente sottotitolato in italiano il video sui crimini commessi dallo Stato colombiano contro i/le reclusi/e del carcere di Valledupar.
Guarda il Video

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Valledupar, la “Guantanamo colombiana” deve chiudere: lo chiede persino il Parlamento

È il primo carcere costruito con la collaborazione dell’Ufficio Federale delle Carceri degli Stati Uniti, nell’ambito del Plan Colombia. L’acqua manca per settimane e quando viene erogata è disponibile per 5 minuti al giorno. Centinaia denunce di torture e maltrattamenti, insufficenze sanitarie e mediche. Da un mese centinaia di detenuti stanno protestando, ieri il Parlamento ha chiesto al Governo la sua chiusura. Prosegui la lettura »

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Battaglia nel carcere venezuelano di El Rodeo, intervengono 3400 militari

Venerdì notte i soldati sono intervenuti per riportare l’ordine nel carcere di Caracas dove qualche giorno prima 21 detenuti e un visitatore erano rimasti uccisi negli scontri interni. Non è stato reso noto il numero dei reclusi morti, due i soldati caduti. Sequestrate numerose armi e droga. Le organizzazioni dei diritti umani denunciano: grave la situazione delle carceri del Paese, i reclusi sono il quadruplo della capienza massima, e solo un quarto di loro sono arrivati alla condanna definitiva.

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