Archivio per la categoria America Latina

Quando la sinistra è un problema

Raúl Zibechi

Quello che sta succedendo in Venezuela non ha la minima relazione con una “rivoluzione” o con il “socialismo”, né con la “difesa della democrazia”, nemmeno con la logora “riduzione della povertà”, per snoccialare gli argomenti che si impiegano a destra e sinistra. Si potrebbe menzionare “petrolio”, e saremmo più vicini. Ma i fatti indicano altre inflessioni. Prosegui la lettura »

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Colpo di stato nell’OEA

Julio Centeno

La presidenza del Consiglio Permanente dell’OEA spetta dal 1° aprile alla Bolivia, per un periodo di tre mesi. La vicepresidenza ad Haiti. Nonostante ciò, l’ossessione di aggredire il Venezuela ha obbligato il Segretario Generale, Luis Almagro, a obbedire alle istruzioni degli Stati Uniti Prosegui la lettura »

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Assassinano giornalisti per disciplinare i media

Raúl Zibechi

Non sono, non possono essere, effetti collaterali e indesiderati della guerra contro il narcotraffico. I giornalisti critici sono uno degli obiettivi. Non l’unico, perché il principale bersaglio continuano ad essere quelli in basso organizzati. Prosegui la lettura »

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Sovversione made in USA

Mario Ramos

Esiste una franchigia, questa sì vera franchigia, ci riferiamo ai “colpi di stato soavi/morbidi” o “rivoluzioni colorate”, non al cliché che per 10 anni l’opposizione sovversiva ha affibbiato al processo della Rivoluzione Cittadina: la presunta franchigia bolivariana, come se Bolívar fosse estraneo alla nostra storia.

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“Solo la lotta di massa altera la correlazione di forze”

Pablo Solana e Gerardo Szalkowicz

La riconfigurazione dello scenario politico in America Latina è anche un tema di dibattiti nei movimenti popolari. Prosegui la lettura »

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Autocritiche femministe e movimenti antisistema

Raúl Zibechi

La vitalità di un movimento, come quella di qualsiasi essere vivo, può essere constatata dalla sua capacità di cambiare, modificare, esercitare la critica e l’autocritica, qualcosa così dimenticato dalle vecchie sinistre. Una caratteristica di ciò che è invecchiato è la ripetizione, l’inerzia e l’incapacità di muoversi dal luogo scelto.

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Non Una di Meno Argentina: la ribellione delle donne dal basso

María Galindo

Un’analisi del movimento sociale argentino Non Una di Meno (Ni Una Menos), dal punto di vista della femminista boliviana María Galindo, che da anni tesse legami di ribellione con organizzazioni, quartieri e donne del nostro paese (Argentina). Cosa rappresenta questo movimento nel contesto della lotta mondiale delle donne, cosa contribuisce alla depatriarcalizzazione che è in marcia nell’America Latina e perché non può essere esportata. Un testo per sollevare il dibattito. Prosegui la lettura »

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Nel “Giorno senza latini, immigrati e rifugiati” migliaia di lavoratori paralizzano il Wisconsin

Redazione Desinformémonos

Migliaia di latini sono usciti nelle strade a Milwaukee, stato del Wisconsin, per manifestare contro le politiche migratorie del presidente Donald Trump. Al grido di “El pueblo unido jamás será vencido”, i manifestanti hanno camminato portando bandiere degli Stati Uniti e del Messico, così come striscioni con la scritta “Mai più deportazioni”.

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Ex presidente della Petrobras sospetta il coinvolgimento degli USA nel golpe contro Dilma

Andy Robinson

Donald Trump è una minaccia per l’America Latina. Chi lo dubiterebbe. Ma Barack Obama e Hillary Clinton, così come quello stato profondo composto dalle agenzie di intelligenza e dalla macchina occulta del Dipartimento di Stato che i democratici credono il difensore del mondo libero, non sono stati esattamente gli alleati più comprensivi della cosiddetta “Pink tide” (la sinistra che è giunta al potere in America Latina negli anni di George W. Bush, e che ora attraversa una crisi esistenziale). Lo storico Gregg Grandin ha analizzato con gran abilità la tolleranza dei golpe nel Dipartimento di Stato della Clinton e di Obama. Prosegui la lettura »

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Piano Condor. L’assoluzione del torturatore Troccoli lascia l’amaro in bocca

Fabrizio Salvatori

Si è concluso ieri nell’Aula Bunker di Rebibbia a Roma, il procedimento penale noto come Processo Condor, per l’uccisione e la sparizione di quarantatré persone, delle quali ventitré italiani, avvenuti in Cile, Argentina, Bolivia, Brasile e Uruguay, durante le dittature latino-americane, a partire dal colpo di Stato avvenuto in Cile l’11 settembre del 1973. Otto ergastoli e diciannove assoluzioni: questa la sentenza emessa dalla Corte di Assise di Roma. Prosegui la lettura »

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È possibile cambiare il mondo nella tormenta?

Raúl Zibechi

Anche se il pensiero della sinistra antisistema, ha da sempre accolto le crisi come una benedizione giacché danno la possibilità di cambiare il mondo, il pragmatismo in voga ha portato a temerle e rifiutarle perché possono mettere in pericolo le “conquiste” conseguite in periodi di pace sociale.

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Il dragone sfida l’aquila nel suo cortile posteriore

Raúl Zibechi

Il dragone asiatico sta proponendo delle iniziative audaci che, in generale, sono ben accolte dai diversi Governi della regione, ma in questo momento questi si mostrano incapaci di dare risposte d’insieme, giacché i progetti per l’integrazione si sono indeboliti a seguito della svolta conservatrice che buona parte dei paesi sta vivendo negli ultimi anni. Prosegui la lettura »

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2016: i primi lampi

Raúl Zibechi

La tormenta si avvicina. Gli oscuri nuvoloni che si scorgono all’orizzonte si trasformano in raffiche di vento; scoppiano i lampi che annunciano l’imminenza della tempesta. Prosegui la lettura »

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Frei Betto: Gli errori della sinistra sono di non organizzare né politicizzare il popolo

Nestor Martinez

Carlos Alberto Libânio Christo, più conosciuto come Frei Betto, teologo, filosofo e antropologo, è una delle grandi e scarse personalità con molta influenza in Latinoamerica. Prosegui la lettura »

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La polizia aggredisce la cancelliera venezuelana in Argentina

La ministra delle Relazioni Estere venezuelana, Delcy Rodríguez, ha affermato a Buenos Aires di essere stata aggredita da un poliziotto al suo arrivo alla Cancelleria argentina e da un funzionario all’interno dell’edificio, e ha anche dichiarato che si tratta di “una vendetta personale” del presidente Mauricio Macri.

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