Articoli con tag Cultura

Perù: I sette saggi di Mariátegui da una prospettiva attuale

Gustavo Espinoza M.

I 7 saggi di interpretazione della realtà peruviana

Contributo, conseguenze e proiezioni

All’inaugurazione dell’evento che oggi ci riunisce, ho avuto l’occasione di occuparmi di alcuni aspetti precisi dell’opera dell’Amauta*: la sua origine, lo scenario in cui è stata scritta, la sua ripercussione interna ed esterna e la sua attualità. Prosegui la lettura »

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Cultura: Il football secondo Galeano

Enric Llopis

Lo scrittore uruguayano ha avvalorato la sua passione per il calcio in “El fútbol a sol y sombra” (Siglo XXI) [Splendori e miserie del gioco del calcio, Sperling & Kupfer]. Prosegui la lettura »

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La rivoluzione “nera” che mise da subito in discussione la “grande” rivoluzione

Sandro Moiso

Jeremy D. Popkin, Haiti. Storia di una rivoluzione, Einaudi, Torino 2020, pp. 244, 28 euro.

C’è stato almeno un periodo della Storia in cui gli schiavi africani deportati sul continente americano hanno fatto davvero paura: ai loro padroni bianchi e al mondo occidentale che si andava organizzando intorno al modo di produzione capitalistico. Prosegui la lettura »

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La digitalizzazione dei nastri del 68, metterci in mezzo al movimento studentesco

Omar Páramo/Myriam Nuñez

Nel 1968, in un paese con le libertà ridotte e i media sottomessi al potere, la Radio UNAM si trasformò in uno spazio d’eccezione da dove i giovani oppositori al regime di Díaz Ordaz esponevano le loro critiche e facevano la cronaca della nascita di una dissidenza. Prosegui la lettura »

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È morto Quino, il disegnatore di vignette che ha riso dell’autorità

Pablo Elorduy

Il disegnatore argentino Joaquin Lavado ‘Quino’ è deceduto nella città di Mendoza. Le sue critiche mordaci alla società di consumo e alle norme assurde continuano ad essere attuali. Prosegui la lettura »

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Un archivio per i movimenti che verranno

Luca Cangianti

«Abbiamo osato l’assalto al cielo e siamo stati parte di un movimento di milioni di persone. La nostra storia è quella delle lotte operaie, per la casa, per le autoriduzioni, per i beni comuni, per la liberazione delle donne, contro l’imperialismo, il fascismo e il razzismo. Prosegui la lettura »

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Fútbol. Una storia sociale del calcio argentino di Osvaldo Bayer

Segnaliamo l’uscita per Alegre Edizioni di Fútbol. Una storia sociale del calcio argentino. Abbiamo la fortuna di godere dell’opera di Osvaldo Bayer in italiano grazie all’instancabile lavoro culturale di Alberto Prunetti, giá traduttore dell’adattamento italiano di Patagonia rebelde, Elèuthera 2009, di Severino Di Giovanni, Agenzia X 2011 e di Rebeldía y Esperanza. Storia di un esilio, Ouverture, 2016. Prosegui la lettura »

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Chile in Revolte

Sergio Medina

Eccellente documentario sulla Rivolta che può essere liberamente visto nel nostro web e in FB. Prosegui la lettura »

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Osvaldo Bayer, questo imprescindibile seminatore di idee libertarie

Carlos Aznárez

Per salutare un maestro della tempra di un gigante come Osvaldo Bayer, è senza nessun dubbio necessario cercare di parlare di un uomo degno. Questa semplice parola, così in disuso tra politicanti, funzionari di diverso aspetto e una buona quantità di fabbricanti di illusioni, definisce molto bene chi ha fatto della coerenza un modo di vita. Solo l’aver ritrovato per la memoria del nostro popolo l’eroica lotta dei lavoratori rurali della Patagonia, raccontando le sue storie di ribellione e coraggio, ma anche la tragedia che ha causato la repressione su di loro, serve a giudicarlo come un notevole raccoglitore di testimonianze di esempi di vita. Prosegui la lettura »

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La maledizione di Haiti (siamo noi)

Raúl Zecca Castel

Nella terra degli zonbies il confine tra vita e morte è sempre stato straordinariamente labile e, soprattutto, mai definitivo. Eppure, molto spesso, il voudu non ha nulla a che fare con questa folclorica ambiguità esistenziale, mentre c’entrano parecchio gli affari, il business.

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Il governo dell’Oaxaca cancella un murale dei Lapiztola ispirato a Bety Cariño

“Oggi ci rendiamo conto che c’è poca tolleranza verso questo tipo di opere… ed è un peccato”, con queste parole i membri del collettivo di arte urbana Lapiztola ha manifestato la propria indignazione dopo che, secondo quanto informa Noticiasnet, il murale “Seminiamo sogni e raccogliamo speranze” è stato eliminato dal Museo Belber Jiménez.

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Galeano, i libri e la politica

Juan Manuel Karg

Molte delle note e degli articoli relativi alla recente morte dello scrittore uruguayano Eduardo Galeano in risalto in questo momento mettono la sua estesa opera letteraria, fondamentalmente per quanto riguarda quel magnifico libro intitolato “Le Vene Aperte dell’America Latina”, che è servito per spiegare, sempre in modo molto pedagogico, lo sfruttamento a cui è stato sottoposto da secoli il nostro continente. Prosegui la lettura »

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I Nessuno perdono il loro miglior cronista

Raúl Zibechi

Ha giocato con l’incanto e la semplicità delle parole come forse nessuno negli ultimi anni del secolo scorso era stato capace di fare. Siamo fatti di atomi e di storie, diceva Eduardo Galeano. Adesso di lui restano le storie e quel libero e meraviglioso modo di raccontarle con le parole, la voce ma soprattutto con il cuore. Prosegui la lettura »

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Un trionfo finale

Osvaldo Bayer

Sì, novantadue anni dopo i fatti, nel teatro di San Julián è stato rappresentato, così come avvenne, l’episodio delle puttane. Fantasie della realtà. L’inusitato fatto per cui passarono alla storia queste cinque prostitute. Quando con scope e bastoni queste povere donne non lasciarono entrare nel postribolo i soldati fucilatori dei braccianti rurali protagonisti degli scioperi degli anni venti. Queste donne furono gli unici esseri che reagirono contro un crimine così indegno.

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40 anni di “La Patagonia ribelle”: Il film perseguitato

Osvaldo Bayer

La pellicola sull’assassinio di operai anarchici nel 1921 costò l’esilio ai principali attori e all’autore del libro e del copione.

Ha già compiuto 40 anni il film “La Patagonia ribelle”, che potremmo definire come “Il film perseguitato”. Poche volte è successo di proibire con tanta insistenza e aggressività un’opera storica. Ricordo quel 1973, quando il regista Héctor Olivera mi chiamò al telefono e mi disse: “Questa notte sono rimasto a leggere il primo volume del suo libro sugli scioperi patagonici e oggi ho deciso che sarà il mio prossimo film”. Prosegui la lettura »

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