Articoli con tag CONAIE

È possibile che un’improbabile alleanza tra la sinistra e la destra fermi la Rivoluzione Cittadina dell’Ecuador?

Federico Fuentes

L’Ecuador tornerà alle urne il 2 aprile dopo che il primo turno delle elezioni presidenziali non aveva dato una vittoria decisiva a Lenín Moreno, il candidato disposto a continuare la “Rivoluzione Cittadina” dell’uscente presidente Rafael Correa, che ha favorito i poveri.

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Correa dà 15 giorni alla Conaie per abbandonare la sua sede

Equipo Otramérica

Rafael Correa ha fatto un ulteriore passo nel fare pressione sui movimenti che criticano la sua gestione. A meno di un mese dalla partecipazione della Conaie ai cortei di protesta contro la riforma del lavoro e la rielezione presidenziale, il Governo ha comunicato all’organizzazione indigena che le toglie la sua sede.

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La Corte Suprema Argentina ha emesso una sentenza contro i popoli latinoamericani

Adolfo Pérez Esquivel

La Corte Suprema di Giustizia della Nazione ha emesso una sentenza, basata su un parere che la Procuratrice Generale della Nazione, Alejandra Gils Carbó, ha formulato per revocare un sequestro di US$ 19 miliardi alla Chevron Corporation, Prosegui la lettura »

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Regimi di centro-sinistra di fronte ai movimenti sociali radicali

  James Petras

Introduzione

Il 17 febbraio 2013 ci saranno le elezioni nazionali in Ecuador, nelle quali, secondo i pronostici, l’attuale presidente del centro-sinistra, Rafael Correa, vincerà con una maggioranza assoluta contro i candidati dell’opposizione di tutto lo spettro politico, da destra a sinistra. Prosegui la lettura »

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Arrivata a Quito la marcia contro i megaprogetti di Correa

La marcia plurinazionale convocata dalla Conaie e da altre organizzazioni è arrivata venerdì nella capitale equadoriana. Dopo aver percorso 700 km il corteo partito l’8 marzo scorso è arrivato a Quito per contestare la politica del presidente Correa, troppo benevolente nei confronti delle multinazionali minerarie. 70.000 persone hanno partecipato al corteo, 7.000 secondo Correa che aveva mobilitato 60.000 sostenitori del suo partito Alianza PAIS per una contromarcia. Prosegui la lettura »

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Messaggio al Popolo Ecuadoriano

CONAIE

Dalla provincia di Chimborazo, Territorio della Nazione Puruhua, culla di Fernando Daquelema. Ho sentito la necessità di rivolgermi agli Ecuadoriani e alle Ecuadoriane per intavolare un dialogo fraterno, non solo per spiegare le nostre ragioni di lotta in questa “Marcia Plurinazionale per l’Acqua, per la Vita e la Dignità dei Popoli dell’Ecuador”, ma anche per favorire il dialogo sociale tra tutti gli abitanti del paese, specialmente tra tutti coloro che lottano per un altro mondo possibile, un altro mondo migliore, un altro mondo più umano e rispettoso della Vita della Pacha Mama, al di là delle frontiere, perché distruggerla con l’estrattivismo capitalista è distruggere noi stessi, e condannare i nostri figli a vivere in un pianeta distrutto dall’avidità di potere e ricchezza di politici insensibili alla vita planetaria.

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Goccia a goccia si va formando un torrente

Decio Machado

Mentre gli indigeni criticano gli impianti minerari su grande scala, il governo disarticola il decreto minerario.

Andiamo a cambiare il mondo

Lo scorso 5 marzo, a Quito è stato firmato tra il governo ecuadoriano e l’ECSA (Ecuacorriente SA) di proprietà del consorzio cinese CRCC-Tongguan il contratto per lo sfruttamento del Progetto Mirador [1].

Un così agognato e celebrato giorno per il governo ecuadoriano è stato trasmesso sul segnale in chiaro del satellite, mentre il presidente Correa di fronte ai mezzi di comunicazione assicurava che questo contratto era una pietra miliare storica per l’America Latina dato che, secondo quanto raccontava, all’Ecuador andava il 52% della partecipazione della rendita mineraria, mentre che l’Argentina o il Perù hanno rispettivamente appena il 35% ed il 33%.

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Ecuador: la costruzione di un nuovo modello di dominazione

Raúl Zibechi

Gli stessi dirigenti indigeni e sindacali che hanno lottato affinché Rafael Correa giungesse alla presidenza, subiscono la prigione e sono posti sotto processo

La politica ecuatoriana mostra chiari segni di schizzofrenia. Il governo utilizza un linguaggio rivoluzionario, in tutti i discorsi fa appello alla “Rivoluzione Cittadina”, ma gli artefici di questo processo, coloro che con le loro lotte fin dalla sollevazione di Inti Raymi del 1990 delegittimarono il neoliberismo e fecero cadere tre presidenti, sono accusati di essere “infantili” e “terroristi”.

Gli stessi dirigenti indigeni e sindacali che hanno lottato affinché Rafael Correa giungesse alla presidenza, subiscono la prigione e sono posti sotto processo. Più di 180 dirigenti indigeni sono stati accusati di “terrorismo e sabotaggio”, tra loro il presidente della CONAIE, Marlon Santi, e quello di Ecuarunari, Delfín Tenesaca, che dirigono le due più importanti organizzazioni sociali del paese.

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Nuovi sfide per il movimento indigeno

Luis Ángel Saavedra

Il Congresso indigeno rinnova i dirigenti ma mette in evidenza divergenze interne

Nuove sfide e moniti ha lasciato il IV Congresso della Confederazione delle Organizzazioni Indigene dell’Ecuador (CONAIE), la principale organizzazione indigena del paese, realizzato il 1 e 2 aprile nella città amazzonica di Puyo.

L’evento ha avuto lo scopo di rinnovare la dirigenza e di analizzare la posizione di questa organizzazione indigena di fronte ai programmi governativi, specialmente la convocazione della consultazione popolare e del referendum per modificare la Costituzione riguardo la giustizia, i mezzi di comunicazione, il carcere preventivo ed altri temi generali, come la proibizione di corride di tori od il funzionamento delle case di tolleranza. Questa consultazione, nella quale il movimento indigeno ha anticipato che opterebbe per il No, è stata convocata dal presidente Rafael Correa per il prossimo 7 maggio.

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CONAIE – Ecuador: Sollecitiamo l’unità delle organizzazioni sociali per una democrazia plurinazionale dei popoli

CONAIEComunicato sul tentativo di Copo di Stato in Ecuador dell’organizzazione indigena che a interrotto a febbraio i dialoghi sul governo dopo la contestata Legge sull’acqua

“Un processo di cambiamento, per quanto debole sia, corre il rischio di essere sconfitto o di legarsi alla destra, nuova o vecchia, se non stabilisce alleanze con i settori sociali popolari organizzati e progressivamente si approfondisce in essi…

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Basta con la repressione! Difendiamo la vita in Ecuador!

Comunicato della COORDINADORA ANDINA DE ORGANIZACIONES INDÍGENAS – CAOI Prosegui la lettura »

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