Archivio per la categoria Mondo

Media, reti sociali e sparizioni forzate in democrazia

Rapporto presentato a Montevideo da lavaca.org nell’ultima udienza della Corte Interamericana dei Diritti Umani. Prosegui la lettura »

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In dieci anni sono stati assassinati più di 900 giornalisti in tutto il mondo: UNESCO

Redazione Desinformémonos

Città del Messico/ Con l’Afganistan e il Messico come i paesi più pericolosi per il giornalismo, in tutto il pianeta sono stati assassinati 930 giornalisti dal 2006 al 2016, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). Prosegui la lettura »

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La ONG-izzazione della resistenza

Arhundati Roy

Un rischio con cui si scontrano i movimenti di massa è l’ONG-izzazione della resistenza. Sarebbe facile interpretare male quello che sto per dire e intenderlo come una condanna di tutte le ONG. Questo sarebbe falso. Prosegui la lettura »

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Difendere la terra e i beni comuni non è mai stato così pericoloso 

Giorgio Trucchi

Nuovo rapporto di Global Witness denuncia record di omicidi.

“Nel 2016 si è registrato il record di 200 difensori della terra, dei boschi e dei fiumi assassinati per il loro impegno contro le industrie distruttive”, segnala il rapporto Difendere la Terra dell’organizzazione britannica Global Witness. Prosegui la lettura »

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Stato (coloniale) e rivoluzione

Un’accesa discussione tra le donne mapuche e le forze della sicuerezza cilena. Foto tratta da http://www.t13.cl

Raúl Zibechi

È trascorso un secolo da quando Lenin scrisse uno dei pezzi più importanti del pensiero critico: Stato e Rivoluzione. L’opera fu scritta tra le due rivoluzioni del 1917, quella di febbraio che pose fine allo zarismo e quella di ottobre che portò i soviet al potere. Si tratta della ricostruzione del pensiero di Marx ed Engels sullo Stato, che veniva sminuito dalle tendenze egemoniche nelle sinistre di allora. Prosegui la lettura »

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Il capitalismo è potere, non economia

Raúl Zibechi

La frase appartiene al leader curdo Abdullah Öcalan, tratta dal secondo volume del Manifesto per la Civilizzazione Democratica, che ha come sottotitolo “La Civilizzazione Capitalista. L’era degli dei senza maschera e dei re nudi”. Prosegui la lettura »

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EZLN: contro la fattoria-Stato e il suo fattore-capitale

Perez Gallo

Gli scorsi 12, 13, 14 e 15 aprile, a San Cristobal de las Casas, Chiapas, presso le strutture dell’Unitierra Cideci, l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) ha fatto il punto: sulla propria storia, su cosa vuol dire essere davvero anticapitalisti, sulla crisi del cosiddetto ciclo progressista in America latina, su ciò che significa l’elezione di Trump e il moltiplicarsi di frontiere, muri e fili spinati. Prosegui la lettura »

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Assassinano giornalisti per disciplinare i media

Raúl Zibechi

Non sono, non possono essere, effetti collaterali e indesiderati della guerra contro il narcotraffico. I giornalisti critici sono uno degli obiettivi. Non l’unico, perché il principale bersaglio continuano ad essere quelli in basso organizzati. Prosegui la lettura »

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Sovversione made in USA

Mario Ramos

Esiste una franchigia, questa sì vera franchigia, ci riferiamo ai “colpi di stato soavi/morbidi” o “rivoluzioni colorate”, non al cliché che per 10 anni l’opposizione sovversiva ha affibbiato al processo della Rivoluzione Cittadina: la presunta franchigia bolivariana, come se Bolívar fosse estraneo alla nostra storia.

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Non Una di Meno Argentina: la ribellione delle donne dal basso

María Galindo

Un’analisi del movimento sociale argentino Non Una di Meno (Ni Una Menos), dal punto di vista della femminista boliviana María Galindo, che da anni tesse legami di ribellione con organizzazioni, quartieri e donne del nostro paese (Argentina). Cosa rappresenta questo movimento nel contesto della lotta mondiale delle donne, cosa contribuisce alla depatriarcalizzazione che è in marcia nell’America Latina e perché non può essere esportata. Un testo per sollevare il dibattito. Prosegui la lettura »

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Le relazioni Stati Uniti-Cina

Raúl Zibechi

In uno dei suoi più recenti articoli giornalistici, Immanuel Wallerstein torna su un tema al quale ha lavorato precedentemente: afferma che le due grandi potenze, Stati Uniti e Cina, si trasformeranno in soci strategici (goo.gl/FDUf6j). Prosegui la lettura »

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È possibile cambiare il mondo nella tormenta?

Raúl Zibechi

Anche se il pensiero della sinistra antisistema, ha da sempre accolto le crisi come una benedizione giacché danno la possibilità di cambiare il mondo, il pragmatismo in voga ha portato a temerle e rifiutarle perché possono mettere in pericolo le “conquiste” conseguite in periodi di pace sociale.

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La globalizzazione è morta

Álvaro García Linera

La frenesia per un imminente mondo senza frontiere, il baccano per la costante riduzione degli stati-nazionali in nome della libertà d’impresa e la quasi religiosa certezza che la società mondiale avrebbe terminato di unirsi in un unico spazio economico, finanziario e culturale integrato, finiscono di crollare di fronte all’ammutolito stupore delle élite globalofile del pianeta.

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2016: i primi lampi

Raúl Zibechi

La tormenta si avvicina. Gli oscuri nuvoloni che si scorgono all’orizzonte si trasformano in raffiche di vento; scoppiano i lampi che annunciano l’imminenza della tempesta. Prosegui la lettura »

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L’accaparramento globale delle terre nel 2016

Grain

A partire dall’indagine del 2008 che ha posto nella discussione mondiale l’accaparramento delle terre, GRAIN ha pubblicato una nuova base di dati documentando quasi 500 casi attuali di accaparramento di terra in tutto il mondo. Prosegui la lettura »

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