L’uso indebito del reato di terrorismo per criminalizzare dirigenti indigeni e sociali

 

La Federazione Internazionale per i Diritti Umani (FIDH), la Commissione Ecumenica per i Diritti Umani (CEDHU), la Fondazione Regionale di Consulenza sui Diritti Umani (INREDH) ed il Centro per i Diritti Economici e Sociali (CDES) esprimono la propria preoccupazione per la crescente criminalizzazione della protesta sociale delle comunità indigene dell’Ecuador mobilitate nella rivendicazione dei propri diritti di fronte allo sfruttamento minerario su grande scala nei loro territori.

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Le Madri possono essere memoria, ma non storia

Luis Mattini

Per la sinistra ufficiale, quella che nei settanta fu passiva e critica del progetto rivoluzionario che rappresentammo, e per molti delle nuove generazioni la Presidentessa delle Madri di Plaza de Mayo, Hebe de Bonafini, è la memoria di quell’epoca, e sicuramente lo è dal punto di vista della denuncia delle atrocità dei militari, ossia i crimini di guerra. Questo spiega il lamentevole fatto che quasi tutto il ricordo che viene dai tempi immediatamente successivi ai fatti, è la memoria della morte. La parte negativa di questa visione limitata, parziale, è che stiamo riempiendo l’Argentina di musei della memoria che sembrano Panteon della morte.

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Parla la guerriglia tupacamara del Perù: “Aspiriamo al socialismo e continuiamo in armi”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Resumen Latinoamericano” ha intervistato le FAR-EPT del Perù

“Il nostro internazionalismo si basa, si fonda sul Socialismo”

Rivendichiamo il marxismo-leninismo, la lotta contro l’imperialismo yankee e la via della lotta armata, in Perù si è di nuovo insediata una esperienza legata al Movimento Rivoluzionario Túpac Amaru, che fu diretto dal Comandante Cerpa Cartolini fino alla sua caduta in combattimento durante l’occupazione dell’Ambasciata del Giappone a Lima. Si tratta delle Forze Armate Rivoluzionarie – Esercito Popolare Tupacamaro (FAR-EPT), che da un po’ di tempo operano clandestinamente in questo paese. “Resumen Latinoamericano” ha ottenuto una intervista con il Comandante Camilo Reyes, del Segretariato dello Stato Maggiore, Comando Generale dell’organizzazione guerrigliera, e con il Comandante Antonio Meza, Responsabile Internazionale del FAR-EPT. Ambedue hanno risposto ad un ampio questionario che cerca di trovare informazioni su questa esperienza ribelle.

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Intervista a Óscar Olivera, dirigente operaio

“Con l’insurrezione di dicembre viene recuperata la memoria delle lotte”

 Raúl Zibechi

La rivolta popolare di dicembre contro l’aumento della benzina, decretato dal governo di Evo Morales, è stata la prima sommossa di massa contro il governo di sinistra. L’importanza del fatto merita di essere spiegata e meditata. Oscar Olivera la fa dal “basso e a sinistra”.

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Guerra contro il narcotraffico: politica di dominio del regime messicano

Ramón I. Centeno

Avviata per superare la debolezza iniziale del governo di Felipe Calderón, la guerra contro il Narco si è trasformata nella principale strategia di dominio politico del regime messicano. Con la Nazione in primo piano, diminuisce il contrasto tra le classi sociali. Il Messico non è la Colombia, però quando Washington richiede questo paragone, i suoi effetti comportano rischi che debbono essere combattuti. La sinistra è obbligata a proporre una uscita all’attuale situazione, ma limitarsi ad esigere il ripiegamento dell’Esercito è insufficiente e pericoloso. La sfida – inusuale, senza dubbio – è contendere al potere il suo monopolio nella risposta alle richieste di sicurezza delle famiglie. Prosegui la lettura »

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Argentina: Le relazioni commerciali con la Cina ed il modello produttivo

Nave da carico dalla Cina per Buenos Aires

Julio C. Gambina

Tra i dati che negli ultimi anni spiccano circa la crescita economica dell’Argentina appare il surplus commerciale, prodotto dalla diversificazione geografica del commercio estero e da una specializzazione primaria della produzione nazionale, favorita dall’aumento dei prezzi internazionali, specialmente degli alimenti, e tra quelli della soia e dei suoi derivati. Forse è un’eccezione a questa regola l’importante presenza del cartello dell’automobile e la crescita dell’oro tra i prodotti minerari.

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Le carceri degli Stati Uniti vedono un affare negli immigrati

Una indagine sulla Legge Arizona ha trovato collegamenti negli Stati Uniti tra imprese che amministrano carceri e personaggi che promuovono iniziative per criminalizzare gli emigranti senza documenti.

Silvia Otero

Negli Stati Uniti le leggi antimmigrazione – come la SB1070 dell’Arizona –, hanno un obbiettivo: che centinaia di senza documenti entrino in prigione per i profitti che produrrebbero. Tra i promotori di queste legislazioni c’è la Corrections Corporation of America (CCA), impresa privata che amministra 65 carceri e centri di detenzione per migranti, e che solo per questi ultimi ha ottenuto nel 2010 guadagni per 74 milioni di dollari.

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“Il comandante che ogni mese non ottenga come risultato dei morti, avrà una adeguata sanzione “

Un tenente denuncia la pratica sistematica dell’esercito di uccidere i civili. Civili assassinati per poi travestirli da “guerriglieri abbattuti in combattimento”. Queste uccisioni di civili disarmati da parte dell’esercito, per usare i loro cadaveri in montature, sono conosciuti in Colombia con il nome di “falsi positivi”…

(Tenente Colonnello Wilson Ramírez, XIV Brigata dell’Esercito)

Juan Diego Restrepo

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Atlante della crisi ecologica in America Latina

Un Atlante che mostra gli effetti devastanti del capitalismo sull’ambiente con approfondimenti, grafici e soprattutto foto aeree prese a distanza di pochi decenni che mostrano in maniera disarmante lo sviluppo urbano, la deforestazione, l’inquinamento, la diminuzione dei ghiacci e dei laghi… Paradossalmente prodotto dall’Onu con la collaborazione di USAID, l’agenzia di aiuti allo sviluppo degli Stati Uniti, spesso veicolo delle interferenze nella politica degli altri paesi. Promotrice di quello stesso sviluppo di cui ci vengono mostrate in modo così disarmante gli effetti.
Lo potete scaricare in inglese e spagnolo da questo sito http://www.cathalac.org/lac_atlas/

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Haiti: rinviato il secondo turno delle presidenziali

Il ballottaggio tra i due candidati che avevano ottenuto più voti il 28 novembre scorso non si terrà questa domenica. Nelle violente proteste seguite al primo turno delle presidenziali erano morte almeno 4 persone, ad essere contestati erano soprattutto i voti di Jude Celestin, genero dell’attuale presidente; l’altro candidato a passare il turno era stato Mirlande Manigat, moglie di Leslie, ex presidente destituito nel 1988 da un colpo di Stato.

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Anche per lo Stato colombiano i paramilitari non sono stati smobilitati

paramilitariNonostante la smobilitazione dei gruppi paramilitari avvenuta nel 2006 sia ritenuta uno dei più grandi successi di Alvaro Uribe, dal 2005 al 2010 la Procura colombiana ha documentato 173.183 casi di omicidio, 34.467 desapariciones, 597 episodi di massacri di gruppo.

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40 giornalisti assassinati in America latina nel 2010

17 in Messico, 10 in Honduras, 7 in Colombia, 2 in Ecuador, Guatemala e Brasile. Nonostante sui giornali “liberi” occidentali siano altri i paesi accusati di non rispettare la libertà di stampa. Rispetto al 2009, 32 morti, la situazione è peggiorata. Prosegui la lettura »

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Aumenta la presenza cinese in Sud America

Minatori peruviani in miniera del rame della Chinalco

Uno studio dell’impresa SinoLatin Capital mostra il livello raggiunto dalle relazioni economiche tra SudAmerica e Cina, che si prevedono sempre più fitte.

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Altre accuse contro il capo del servizio di sicurezza di Uribe

In Colombia si moltiplicano le accuse contro l’ex capo del Das (polizia giudiziaria) Jorge Noguera, già indagato per aver permesso l’intercettazione di telefoni e posta elettronica di magistrati, politici e giornalisti durante il governo di Alvaro Uribe. Prosegui la lettura »

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Rivoluzione messicana

Cento anni fa una contesa elettorale interna alla classe dirigente messicana si trasformò in una rivoluzione popolare. La richiesta della non rielezione per la nona volta di Porfirio Díaz, il generale che aveva governato il Messico negli ultimi 35 anni, accese la richiesta popolare della restituzione delle terre usurpate e privatizzate dai latifondisti. Cento anni fa la rivoluzione messicana vedeva l’ingresso delle masse latinoamericane nella storia politica del proprio continente. Prosegui la lettura »

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