Articoli con tag Conflitti sociali

Brasile: la resistenza di Pinheirinho

All’alba di questa mattina le squadre antisommossa della polizia militare di San Paolo sono entrate in azione per sgomberare la favela di Pinheirinho a San Jose dos Campos. Almeno 7 i morti negli scontri ancora in corso tra abitanti e polizia. Lo sgombero è avvenuto dopo che il giudice federale Carlos Alberto Antonio si era pronunciato favorevole a prendere possesso dell’area occupata dalla favela, respingendo i ricorsi, ma rimandando la decisione definitiva ad altre cariche del sistema giudiziario brasiliano. D’altronde con il fallimento dell’impresa immobiliare Selecta le autorità dello stato federale di San Paolo non si erano mostrate inclini ad evitare lo sgombero e a continuare il percorso di riqualificazione urbana partecipato e avviato da un pezzo con la comunità degli abitanti. Per qualcuno dopo l’uscita di scena degli speculatori di Selecta il territorio di Pinheirinho deve aver assunto la forma del dollaro!

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Cile: La rivoluzione dei pinguini

Raul Zibechi

Gli studenti cileni non solo mettono in questione l’educazione che ricevono perché è mercantile ed elitaria, e perché riproduce e approfondisce le disuguaglianze, ma nelle scuole occupate mettono in pratica l’educazione che sognano e per la quale lottano da anni.

“Se i lavoratori possono autogestire una fabbrica, noi siamo in grado di gestire in autonomia il liceo”, butta lì con un sorriso stampato in faccia Christopher, 17 anni, studente del liceo “Luis Corvera Galecio A-90″, nel municipio di San Miguel de Santiago. Il liceo è stato occupato come altri 200 in città, ma il 26 settembre ha deciso di seguire l’esempio dei lavoratori della fabbrica di ceramica Zanon di Neuquén (Argentina), occupata dai lavoratori e rimessa in funzione già da dieci anni.

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Cile. Buon anno Piñera!

Si è conclusa ieri la mobilitazione in ricordo di Matias Catrileo Quezada, giovane Mapuche ucciso quattro anni fa dai carabineros. Tre giorni che hanno rinnovato in tutto il Cile quel legame così stretto che unisce la lotta per l’indipendenza mapuche ai movimenti sociali del paese. Da nord a sud il Cile è stato attraversato dalla rabbia di un popolo che quattro anni fa ha perso un figlio e un compagno, e che continua a vedere altre centinaia di suoi combattenti marcire nelle carceri dello stato. Manifestazioni e cortei che nello spirito del movimento non si sono limitati a piangere un caduto ma sono andati a rivendicare giustizia dove questa viene amministrata.

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La “festa della democrazia”: reclamando i diritti umani, e colpendo con le squadracce

CORREPI

Sabato scorso è andata avanti la “festa della democrazia”, e nel suo discorso inaugurale la presidente rieletta si è mostrata senza ipocrisie: ha chiesto ai lavoratori di essere “disponibili” riguardo al diritto di sciopero, e li ha invitati a non “ricattare”, prendendo come esempio di azioni delittuose la lotta degli insegnanti di Santa Cruz e dei ferrovieri.

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Ayotzinapa, un’altra volta

Luis Hernández Navarro

Angel Aguirre Rivero e il governo federale si sono vestiti di gloria. Alle ore 12.00 del 12 dicembre, studenti della Normale Rurale di Ayotzinapa hanno organizzato un blocco all’uscita dell’autostrada che va da Chilpancingo ad Acapulco. Chiedevano un incontro con il governatore. La polizia lo ha impedito con i proiettili. Il saldo provvisorio è di due ragazzi morti, Gabriel Echeverría de Jesús, di 20 anni, e Jorge Alexis Herrera, di 21, vari feriti gravi, molti altri scomparsi ed almeno 50 arresti.

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Cile. Il sindacato cambia faccia

Pochissimi giorni fa si sono svolte le elezioni primarie per la corsa alla presidenza del sindacato studentesco Fech della Universidad de Chile di Santiago. In un paese in cui la burocrazia sindacale studentesca è più forte e radicata di quella sui posti di lavoro, tanto da avere un collegio di delegati eletti per ogni facoltà universitaria dello stato, ogni più piccolo passaggio all’interno della confederazione degli studenti viene seguito minuziosamente da giornali e tv. E se poi ad animare questo passaggio è proprio colei che è riuscita a spiccare il volo da semplice rappresentante di una delle università della capitale, a costruirsi una carriera come portavoce (in)discussa del movimiento estudiantil, lo scoop è fatto.

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Un altro compagno assassinato a Ostula

Trovato il cadavere del dirigente comunitario Trinidad de La Cruz, assassinato dai paramilitari

Una delle autorita’ morali della comunita’ di Ostula (Michoacan), Trinidad de La Cruz, e’ stato assassinato subito dopo che la carovana del Movimento per la Pace con Giustizia e Dignita’, guidata da Pietro Ameglio, era stata abbandonata dal convoglio della Polizia Federale e lasciata alla merce’ degli assassini.

 

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Il governo di Sebastián Piñera aumenta la militarizzazione delle comunità mapuche

Carlos Aznárez

Un’altra volta suonano i tamburi di guerra nella regione mapuche del sud del Cile, più precisamente nella zona di Ercilla, dove si trova la Comunità Autonoma Temucuicui.

Adempiendo a precise istruzioni giunte dalla sede del governo di Santiago, sabato scorso un numeroso contingente di carabinieri ha fatto irruzione nella Comunità ed ha raso al suolo tutto ciò che ha incontrato sul
cammino.

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Morti globali

Gustavo Duch

Di fronte allo schermo del computer, mentre prende il suo primo caffé, studia gli indici della borsa. I debiti sovrani europei sono poco affidabili, la borsa continua in caduta libera ed il petrolio è troppo instabile, ci sono stati dei ritrovamenti insperati. Dove investire? Le curve dei cereali di base sono, per i suoi gusti, troppo piatte.

Prende il telefono e in pochi secondi le agenzie di stampa offrono nuovi titoli: gravi siccità nei paesi asiatici, una informazione di una agenzia internazionale mette in allarme su un prossimo deficit di alimenti in un pianeta di 7.000 milioni di persone, si constata un importante aumento del consumo di carne, in Europa si studia di incrementare l’uso degli agrocombustibili…

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La megaindustria forestale cilena ed il territorio Mapuche

Un conflitto dietro le cortine della “Democrazia”

Eduardo Mondaca M.

“Le bugie hanno accoltellato le carte / e si sono infettate le ferite della storia / un tiepido vento di cimitero ti rinfresca / mentre dalla nube d’argento scoppiano scariche elettriche  / piovono indigeni in lancia / pioggia negra color della vendetta”

David Aniñir

Una realtà filtrata

In un paese come il Cile, dove la ricchezza è del tutto concentrata, l’alleanza del potere politico e del potere economico fa cadere la propaganda ideologica in modo più arbitrario che nei regimi dittatoriali. Questa propaganda, statale e dell’elite imprenditoriale, occultata tra le centinaia di pieghe della struttura informativa e simbolica dei grandi mezzi di comunicazione avvolge tutta la popolazione, creando conseguenze eziologiche ed ideologiche molto chiare nella società.

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Guerra, politica, resistenze e alternative

(Intorno al dibattito sull’etica e la politica)

Arturo Anguiano

La guerra della paura e dell’insicurezza

Il testo del Subcomandante Insorgente Marcos1 pone delle questioni centrali che caratterizzano l’attuale situazione del paese. La guerra contro il cosiddetto crimine organizzato, particolarmente contro le mafie del narcotraffico, che dall’inizio del suo mandato Felipe Calderón ha messo in pratica, è una guerra che non dice ciò che è, che si nasconde e, nei fatti, ha condizionato l’insieme della gestione statale, trasformandosi nel segno distintivo del panismo al potere. È chiaro che questa guerra non è stata imposta a Calderón, non è stata il risultato di una crisi specifica causata da qualche salto qualitativo del crimine organizzato che, senza rimedio, richiedeva di cambiare in modo radicale le priorità governative.

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Un anno senza Mariano: l’uovo del serpente

Ad un anno dall’uccisione di Mariano Ferreyra la giustizia ha già stabilito chi sono gli autori del crimine, che ruolo hanno avuto nel realizzarlo e perché lo fecero. “L’indagine giudiziaria dimostra che la squadraccia dell’Unione Ferroviaria fu organizzata per controllare con la violenza i lavoratori delle ditte in subappalto ed evitare che si ripetessero le loro proteste”, sintetizza un rapporto del CELS che riassume il contenuto della causa che il prossimo 20 febbraio sarà portata in dibattimento.

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Più di un centinaio di arresti per la repressione degli studenti in Cile

Almeno 110 detenuti e 27 feriti mercoledì è stato il saldo della repressione della polizia militare contro gli studenti cileni che erano al secondo giorno di sciopero nazionale di protesta per una educazione gratuita e di qualità. Il Governo del paese sudamericano ha giustificato l’azione ed ha comunicato che l’eccessiva violenza è stata “necessaria” per riportare “l’ordine”.

Il sottosegretario degli Interni, Rodrigo Ubilla, in una conferenza stampa fatta a Santiago (capitale) ha riferito che il bilancio della giornata era “positivo” poiché “sono stati 110 gli arrestati tra duemila presunti studenti” che sono stati trattenuti dai Carabinieri.

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Il dolore delle vittime, l’indifferenza del potere

Sergio Rodríguez Lascano

Il Messico e la società messicana si trovano in mezzo ad un bivio: o permettere che sia portato avanti il processo di annientamento del tessuto sociale, o fermare la guerra senza senso che Felipe Calderón e la classe politica nel suo insieme hanno dichiarato ai messicani.

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Estrattivismo seconda fase del neoliberismo

Raúl Zibechi

http://www.inredh.org/

Intervento fatto all’Incontro dei Popoli di Abya Yala per l’Acqua e la Pachamama, 21 giugno 2011.

Molte grazie. Buongiorno, a tutti e tutte. È una grande gioia essere qui a partecipare con tutti i compagni e le compagne di differenti popoli e differenti paesi.  Tutti uniti per la stessa cosa, per resistere, per non dimenticare, per non essere servili di fronte ai potenti, di qualsiasi colore si vestano questi potenti. Allora, un saluto ribelle, un saluto rivoluzionario a tutti i popoli dell’America Latina che lottano contro l’estrattivismo e contro la dominazione.

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