Articoli con tag Conflitti sociali
Di nuovo il Bajo Aguán si macchia di sangue innocente
Scritto da ccarlosfonseca in Honduras il 05-10-2011
Quaranta contadini organizzati assassinati in meno di due anni in Honduras
Carlos Humberto Martínez aveva 24 anni. Viveva nell’insediamento La Lempira ed apparteneva al Movimento Unificato Contadino dell’Aguán (MUCA). Partecipò attivamente alla lotta di migliaia di famiglie della Valle del Aguán per poter avere accesso alla terra e ad una vita degna. Per difendere questo diritto, il 2 ottobre è stato brutalmente assassinato da sconosciuti, in mezzo ad una crescente militarizzazione e repressione nella zona.
L’ostinata potenza della decolonizzazione
Scritto da ccarlosfonseca in Bolivia il 30-09-2011
Rinuncia la Ministra della Difesa per protesta contro gli avvenimenti relativi alla marcia del TIPNIS
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Bolivia il 27-09-2011
Oggi la Ministra della Difesa María Cecilia Chacón ha rinunciato al gabinetto del Presidente Evo Morales, rifiutando la repressione contro gli indigeni in marcia per opporsi alla costruzione di una strada che attraversa il Territorio Indigeno e Parco Nazionale Isiboro Sécure (TIPNIS). In una lettera inviata oggi al Presidente Morales, Chacón ha comunicato la sua “irrevocabile” rinuncia come ministra della Difesa dello Stato Plurinazionale della Bolivia. “Assumo questa decisione perché non condivido la misura, che ha assunto il Governo, di intervenire nella marcia e non posso difendere o giustificare la stessa fin tanto che esistono altre alternative nell’ambito del dialogo, rispetto i Diritti Umani, la non violenza e la difesa della Madre Terra”, argomenta l’ex autorità.
Sciopero cittadino nel Beni; veglie e marce in cinque città; sciopero a Santa Cruz
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Bolivia il 27-09-2011
Lo scontro per il Territorio Indigeno Parco Nazionale Isiboro Sécure (TIPNIS) si sposta nelle principali capitali del paese. Lunedì scorso nelle città di Cochabamba, Sucre, Oruro, Potosí e La Paz si sono registrate veglie e marce di protesta; mentre a Santa Cruz è stato fatto un picchetto per lo sciopero della fame con più di 20 persone e a Trinidad è cominciato lo sciopero cittadino dipartimentale indefinito con blocchi delle strade e dei viali.
Dopo il violento intervento della polizia contro coloro che marciavano per difendere il TIPNIS, autorizzato dal governo di Evo Morales, differenti settori della società boliviana hanno reagito con indignazione di fronte ai fatti.
Le false interpretazioni dei conflitti socioambientali
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Perù il 18-08-2011
Sono trascorse due settimane da quando Ollanta Humala si è insediato, un breve periodo nel quale il nuovo governo ha preso in quasi tutti i settori una serie di misure di emergenza destinate a rendere possibile la propria gestione. Una di quelle, l’attenzione ai conflitti socioambientali, che sono stati il tallone di Achille del governo precedente, che non ha saputo o non ha voluto considerare questo problema né intenderlo nella sua reale dimensione.
Honduras: Da domenica sono già 14 i morti per il conflitto agrario
Scritto da ccarlosfonseca in Honduras il 17-08-2011
Un’altra volta i paramilitari dell’impresario golpista Miguel Facussé hanno assassinato in Honduras dei contadini.
Nelle ultime ore sono diventati 14 i morti della lotta per le terre che da domenica scorsa avviene nella conflittuale zona nordorientale honduregna del Aguán.
Secondo la radio locale HRN citata da Notimex, questo martedì sono morte tre persone a causa di uno scontro nel settore di Bonito Oriental, nel Bajo Aguán, tra guardie per la sicurezza del proprietario terriero Miguel Facussé e contadini.
Política & Miseria: il nuovo libro di Raúl Zibechi
Scritto da ccarlosfonseca in America Latina, Argentina il 16-08-2011
Che impatto hanno sui movimenti sociali latinoamericani le politiche sociali dei governi progressisti? Perché la cosiddetta “lotta contro la povertà” occulta il vero problema della regione: la concentrazione della ricchezza? Le ONG sono la forma moderata dell’imperialismo? Chi mette in discussione il modello economico di estrazione delle risorse naturali? In questa intervista pubblica su MU, la rivista di lavaca, Zibechi sintetizza le sue ipotesi ed anticipa le battaglie a venire.
Come uscire dalla sconfitta
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 12-08-2011
Indubbiamente, sarebbe molto pretenzioso da parte mia dare una risposta a questa preposizione. In cambio propongo di mettere sul tavolo alcuni fatti e riflessioni che potrebbero contribuire all’uscita. Iniziamo a ridefinire la sconfitta. Non si tratta più dell’evidente sconfitta militare subita a partire dall’instaurazione del terrorismo di stato, piuttosto delle conseguenze di quel processo, il quale, quando si ritirarono i militari, più sconfitti dagli inglesi che dal nostro popolo, si aprì a ciò che viene chiamato democrazia, ed in effetti si instaurò un sistema democratico che si mantiene stabile già da decenni ma che, con tutto il buono che c’è rispetto alle dittature, ha governato una delle epoche di maggior oscurità della storia nazionale. La maggiore oscurità è quando si riescono a sconfiggere i sogni.
Le rivoluzioni contro le avanguardie
Scritto da ccarlosfonseca in Mondo il 11-08-2011
Raúl Zibechi
Le grandi mobilitazioni che attraversano il mondo stanno andando sia oltre le democrazie sia oltre le dittature, regimi nati da elezioni e da colpi di stato, governi del primo e del terzo mondo. Non solo questo. Vanno oltre i muri di contenzione dei partiti socialdemocratici e di sinistra, nelle loro più diverse varianti. Vanno oltre i saperi accumulati dalle pratiche emancipatorie di più di un secolo, per lo meno dalla Comune di Parigi.
Naturalmente, questo produce sconcerto e sfiducia tra le vecchie guardie rivoluzionarie, che reclamano una organizzazione più solida, un programma con obiettivi raggiungibili e percorsi per conseguirli. Insomma, una strategia ed una tattica che consolidino l’unità dei movimenti che sarebbero condannati al fracasso se persistono nella loro dispersione ed improvvisazione attuali. Lo dicono spesso persone che partecipano ai movimenti e che si felicitano della loro esistenza, ma che non accettano che possano marciare per conto loro senza mediare interventi che stabiliscano un certo orientamento e direzione.
Ledesma: Dopo 4 morti, l’espropriazione
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 10-08-2011
In sessione straordinaria, la Legislatura jujeña ha approvato, ieri lunedì, l’espropriazione all’impresa Ledesma di quaranta ettari, destinati a “soddisfare le necessità sociali della popolazione del luogo”. Giovedì passato avevano tentato di sgomberare con gas e pallottole 15 dei 135 mila ettari che Ledesma ha nella provincia, con un saldo di quattro morti, più di 30 feriti, 10 donne e 12 uomini arrestati. L’avvocatessa Mariana Vargas a voce fa l’ovvia conclusione: “Si sono dovuti avere quattro morti per espropriare alla fine le terre, che sono una richiesta sociale di anni fa”.
Ecuador: la costruzione di un nuovo modello di dominazione
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, America Latina, Ecuador il 11-07-2011
Gli stessi dirigenti indigeni e sindacali che hanno lottato affinché Rafael Correa giungesse alla presidenza, subiscono la prigione e sono posti sotto processo
La politica ecuatoriana mostra chiari segni di schizzofrenia. Il governo utilizza un linguaggio rivoluzionario, in tutti i discorsi fa appello alla “Rivoluzione Cittadina”, ma gli artefici di questo processo, coloro che con le loro lotte fin dalla sollevazione di Inti Raymi del 1990 delegittimarono il neoliberismo e fecero cadere tre presidenti, sono accusati di essere “infantili” e “terroristi”.
Gli stessi dirigenti indigeni e sindacali che hanno lottato affinché Rafael Correa giungesse alla presidenza, subiscono la prigione e sono posti sotto processo. Più di 180 dirigenti indigeni sono stati accusati di “terrorismo e sabotaggio”, tra loro il presidente della CONAIE, Marlon Santi, e quello di Ecuarunari, Delfín Tenesaca, che dirigono le due più importanti organizzazioni sociali del paese.
I movimenti sociali si muovono molto lentamente (Brasile alla retroguardia dell’America latina)
Scritto da ccarlosfonseca in Brasile il 25-06-2011
L’articolo di Elaine Tavares ci fa una sintesi esauriente delle scelte neoliberali del governo socialdemocratico del PT che i movimenti non sono riusciti a bloccare. Dalla riforma delle pensioni alla mancata riforma agraria Lula ha saputo dividere i movimenti di protesta, cooptandone una parte o concedendogli vantaggi di categoria, e reprimendo o isolando l’altra. Una strategia che ha indebolito le organizzazioni sociali e sindacali brasiliane, oggi non in grado di rappresentare una forte opposizione di sinistra al governo Roussef. Prosegui la lettura »
“Non c’è ancora una vera democrazia, per questo bisogna continuare a fare pressione”
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Argentina il 09-06-2011
Intervista a Osvaldo Bayer, storico e scrittore argentino
Questo storico rilegge l’origine dell’attuale disuguaglianza nella distribuzione delle terre: la spogliazione sofferta dai popoli originari da parte dei grandi proprietari terrieri argentini.
Nel 1963, Osvaldo Bayer suggerì in una conferenza su Rauch (Buenos Aires) la realizzazione di un plebiscito per cambiare il nome del paese con quello di Arbolito. La proposta non avrebbe suscitato tante controversie se il nome originale non avesse fatto riferimento ad uno dei generali che diresse la prima grande campagna contro i popoli originari: quello di Arbolito, all’indigeno ranquel che lo uccise.
Qualcosa si muove in Honduras
Scritto da ccarlosfonseca in Honduras il 12-05-2011
Intervista del giornale digitale salvadoregno CONTRAPUNTO a Juan Barahona, vice coordinatore del FNRP.
Il governo di Lobo cerca di negoziare il suo reingresso nell’OEA. Il vice coordinatore generale del FNRP riferisce sulla situazione.
SAN SALVADOR – La situazione economica dell’Honduras è disperata. Gli alti prezzi delle materie prime, soprattutto del petrolio, stanno spingendo il governo di Porfirio Lobo Sosa a cercare l’appoggio dei paesi latinoamenricani, che non riconoscono la sua legittimità, per rientrare nell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA).
Zanon: blocco stradale per l’esproprio
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 02-05-2011
Nonostante che fu votata nell’agosto del 2009, durante la Legislatura, mai si è concretizzata la procedura che permette l’esproprio dell’importante fabbrica di ceramiche Zanón ed il suo trasferimento nelle mani della Cooperativa FASIPAT (Fabbrica senza Padroni), che da più di 9 anni la occupa continuando la produzione. Così, questo lunedì 18 aprile, i 470 lavoratori hanno protestato lungo la strada 7 facendo un blocco per chiedere al governo di Jorge Sapag di effettuare il pagamento di 22 milioni di pesos, con fondi del bilancio provinciale, ai creditori privilegiati (tra i quali la Banca Mondiale) ed il trasferimento definitivo delle attività e della proprietà dell’impresa. Cristian Mellado, del settore stampa della cooperativa, ha spiegato a lavaca che: “per due anni il governo non fa questo pagamento e fa sì che altri creditori incomincino a presentare senza fondamento istanze di incostituzionalità, e ciò comporta che sia ritardata la fine della procedura”. L’esproprio definitivo permetterebbe ai lavoratori di contrarre dei crediti, di rinnovare i macchinari che datano dal decennio degli anni 80 e così di aumentare la produzione ed i posti di lavoro, istanze che lo stesso Sapag ha considerato come “manovre politiche”. Cristian e i lavoratori si chiedono: “È politico protestare per il lavoro?” Sicuramente lo è, ma in un senso molto differente da quello che indica il governatore.










