Articoli con tag Repressione
La Guerra e l’Unità
Scritto da ccarlosfonseca in Messico il 23-03-2012
Appunti e proposte per una politica dal basso
Le elezioni e la guerra sono elementi classici della legittimità degli stati capitalisti. La politica messicana, coinvolta in una crisi economica, avanza a tutta velocità nonostante i tentativi di frenarla verso la sua decisiva congiuntura sessennale. Una possibile collisione dell’apparato politico-elettorale senza freni non è per nulla scartata. La classe dominante sa che il suo potere dipende in gran parte dalla “parvenza” di avere “tutto sotto controllo”. Le elezioni influiranno in modo diverso sulla Guerra, ma la situazione non cambierà su ciò che è sostanziale, sia quale sia il risultato. La strategia controinsurrezionale, l’altro “dispositivo” fondamentale, nonostante l’incubo di decine di migliaia di donne e uomini trucidati e scomparsi, continua a creare il necessario consenso per garantire una certa stabilità del regime.
Riconoscere l’esistenza dei prigionieri politici, indispensabile per la pace
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 20-03-2012
Nelle carceri del regime colombiano ci sono più di 8 mila prigionieri politici, tra i quali si contano migliaia di guerriglieri insorti, centinaia di dirigenti di movimenti sociali e centinaia di dirigenti dell’opposizione politica.
Tutti loro, come l’insieme della popolazione carceraria, sono sottoposti a disumane situazioni di detenzione.
Ai prigionieri politici vengono negati tutti i diritti umani riconosiuti dalle normative nazionali, così come tutti quelli che sono riconosciuti dal diritto internazionale e propri della loro condizione di prigionieri politici.
In virtù di quanto detto, nelle carceri c’è una profonda crisi umanitaria. Sono numerosi i casi in cui agli insorti non viene riconosciuto il diritto alla salute e lo stato li condanna alla pena di morte negandogli il diritto ad una pronta, adeguata e appropriata assistenza medica.
Il processo che ha condannato il comunero mapuche Waikilaf Cadin Calfunao
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Cile il 16-03-2012
Il 29 dicembre 2009 due ordigni esplosivi sono scoppiati nel supermercato Unimarc di Temuco. Nessuno vide l’autore del fatto, ad eccezione di un guardiano di auto che alla fine si è trasformato nel testimone chiave della Procura e la cui testimonianza ha permesso di condannare il comunero mapuche Waikilaf Cadin Calfunao. È avvenuto lo scorso 18 gennaio, quando il Tribunale di Temuco, con una sentenza non all’unanimità, lo ha condannato a 4 anni e mezzo di carcere per il delitto di porto illegale di ordigni esplosivi.
Joaquín Pérez Becerra: Quando ti accusano di “terrorismo” perfino i difensori dei Diritti Umani se ne vanno correndo
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 16-02-2012
Oggi comincia la montatura giudiziaria contro il Direttore di ANNCOL, giornalista colombiano residente in Svezia, detenuto in Venezuela ed estradato in Colombia.
Nella modesta sede dell’Associazione Jaime Pardo Leal, di Stoccolma, c’è un buco difficile da riempire. Lo spazio che Joaquín Pérez Becerra utilizzava per redigere le notizie che tanto davano fastidio al governo colombiano è rimasto vuoto, anche se non mancano altri rifugiati politici e pure giornalisti svedesi che continuano un lavoro di informazione legale in Scandinavia ed illegale in Colombia.
Dirigenti del Sinaltrainal vittime di false accuse dei paramilitari
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 22-01-2012
In data 14 dicembre 2011, la Procura 28 dell’Unità Nazionale contro il Terrorismo – Indagini sulla Parapolitica, ha informato Juan Carlos Galvis e William Mendoza, lavoratori della Coca Cola e dirigenti del Sinaltrainal, di aver aperto una indagine preliminare per i delitti di associazione a delinquere e probabilmente di terrorismo.
L’indagine preliminare è stata aperta il 26 gennaio 2010, fondandosi sulle accuse fatte nelle loro deposizioni libere dai paramilitari Saúl Rincón, Wilfred Martínez Giraldo chiamato “Gavilán” e Rodrigo Alzate chiamato “Julián Bolívar”.
Cile. Buon anno Piñera!
Scritto da ccarlosfonseca in Cile il 09-01-2012
Si è conclusa ieri la mobilitazione in ricordo di Matias Catrileo Quezada, giovane Mapuche ucciso quattro anni fa dai carabineros. Tre giorni che hanno rinnovato in tutto il Cile quel legame così stretto che unisce la lotta per l’indipendenza mapuche ai movimenti sociali del paese. Da nord a sud il Cile è stato attraversato dalla rabbia di un popolo che quattro anni fa ha perso un figlio e un compagno, e che continua a vedere altre centinaia di suoi combattenti marcire nelle carceri dello stato. Manifestazioni e cortei che nello spirito del movimento non si sono limitati a piangere un caduto ma sono andati a rivendicare giustizia dove questa viene amministrata.
Perú, al centro di una disputa per l’egemonia regionale
Scritto da ccarlosfonseca in Brasile, Perù il 04-01-2012
I ministri della Difesa del Brasile e del Perù hanno firmato un accordo di cooperazione militare che fa diventare “soci strategici” le forze armate di ambedue i paesi.
Da quando Ollanta Humala ha indossato la fascia presidenziale la posizione strategica del Perù, come porta di ingresso e di uscita del commercio tra la Cina ed il Brasile, ma anche come uno dei più importanti paesi minerari della regione sudamericana, è salita di varie posizioni.
La “pacificazione” delle favelas e il Mondiale
Scritto da ccarlosfonseca in Brasile il 24-11-2011
Forze di polizia collegate al governo dello stato di Rio de Janeiro ancora una volta hanno fatto una occupazione militare nella capitale della provincia, questa volta le favelas Rocinha, Vidigal e Chácara do Chapéu. La giustificazione per l’azione è l’attivazione di un’altra Unità di Polizia di Pacificazione (UPP)
La Rocinha ha 70 mila abitanti ed è considerata la favela più grande dell’America Latina. L’occupazione ha avuto inizio il 13 novembre e proseguirà fino al consolidamento dell’UPP. Nella città sarà la numero 19. La prima esperienza avvenne nella favela Santa Marta, il 20 novembre 2008. Le UPP sono un progetto della Segreteria per la Sicurezza Pubblica della provincia di Rio de Janeiro, sviluppate durante il governo di Sergio Cabral, ed hanno come obiettivo, in teoria, di espellere le bande di narcotrafficanti dalle favelas e istituire sistemi di sicurezza comunitari.
Guerra, politica, resistenze e alternative
Scritto da ccarlosfonseca in Messico il 11-11-2011
(Intorno al dibattito sull’etica e la politica)
Arturo Anguiano
La guerra della paura e dell’insicurezza
Il testo del Subcomandante Insorgente Marcos1 pone delle questioni centrali che caratterizzano l’attuale situazione del paese. La guerra contro il cosiddetto crimine organizzato, particolarmente contro le mafie del narcotraffico, che dall’inizio del suo mandato Felipe Calderón ha messo in pratica, è una guerra che non dice ciò che è, che si nasconde e, nei fatti, ha condizionato l’insieme della gestione statale, trasformandosi nel segno distintivo del panismo al potere. È chiaro che questa guerra non è stata imposta a Calderón, non è stata il risultato di una crisi specifica causata da qualche salto qualitativo del crimine organizzato che, senza rimedio, richiedeva di cambiare in modo radicale le priorità governative.
L’irresistibile aumento della militarizzazione
Scritto da ccarlosfonseca in America Latina, Colombia il 26-10-2011
La recente approvazione del Trattato di Libero Commercio (TLC) tra la Colombia e gli Stati Uniti conferma la politica militarista del governo di Barack Obama verso l’America Latina, come la principale maniera per risolvere la crisi economica e il declino dell’egemonia globale e regionale. Ironie della vita, il TLC sollecitato dal conservatore George W. Bush dopo cinque anni è stato promulgato dal Congresso, sotto il progressista Obama, mostrando che quando si tratta degli interessi imperiali e multinazionali non ci sono differenze sostanziali tra i due partiti statunitensi.
Più di un centinaio di arresti per la repressione degli studenti in Cile
Scritto da ccarlosfonseca in Cile il 20-10-2011
Almeno 110 detenuti e 27 feriti mercoledì è stato il saldo della repressione della polizia militare contro gli studenti cileni che erano al secondo giorno di sciopero nazionale di protesta per una educazione gratuita e di qualità. Il Governo del paese sudamericano ha giustificato l’azione ed ha comunicato che l’eccessiva violenza è stata “necessaria” per riportare “l’ordine”.
Il sottosegretario degli Interni, Rodrigo Ubilla, in una conferenza stampa fatta a Santiago (capitale) ha riferito che il bilancio della giornata era “positivo” poiché “sono stati 110 gli arrestati tra duemila presunti studenti” che sono stati trattenuti dai Carabinieri.
Il dolore delle vittime, l’indifferenza del potere
Scritto da ccarlosfonseca in Messico il 13-10-2011
Il Messico e la società messicana si trovano in mezzo ad un bivio: o permettere che sia portato avanti il processo di annientamento del tessuto sociale, o fermare la guerra senza senso che Felipe Calderón e la classe politica nel suo insieme hanno dichiarato ai messicani.
Bolivia: Il Governo indigeno reprime gli indigeni in corteo contro un’autostrada
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Bolivia il 27-09-2011
Condannato a 24 anni di prigione l’ex direttore del DAS, Jorge Noguera
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 15-09-2011
Álvaro Uribe e Jorge Noguera, quando era alla guida della Direzione del Dipartimento Amministrativo di Sicurezza (DAS), organismo di spionaggio che dipende direttamente dal Presidente della Repubblica. Il DAS segnalava e i paramilitari assassinavano. Noguera fu anche console a Milano.
Le prove hanno messo in evidenza che Noguera fornì informazioni ai paramilitari sul professore Alfredo Correa de Andreis, sull’ex parlamentare Fernando Pisciotti Van Strahlen e sul sindacalista Zully Codina. Tutti si erano distinti per la loro denuncia della strategia paramilitare e dei suoi crimini sotto il mandato dell’ex presidente Uribe. Tutti furono assassinati per mano dei paramilitari del Blocco Nord delle AUC. Rimane in sospeso la responsabilità di Noguera Cotes nel processo per la sua presunta partecipazione nello scandalo di spionaggio, di intercettazioni e pedinamenti illegali, per i quali sono anche indagati gli ex direttori di questo organo di Intelligenza, María del Pilar Hurtado e Andrés Peñate, così come Bernardo Moreno, José Obdulio Gavira, Jorge Mario Eastman y César Mauricio Velásquez, alti funzionari e consiglieri del governo di Uribe Vélez.
Il saldo della repressione politica in Messico
Scritto da ccarlosfonseca in Messico il 01-09-2011
Miguel Concha
Il rapporto è un tentativo di spiegare perché fenomeni come la militarizzazione, la paramilitarizzazione e la criminalizzazione della protesta sociale crescano e disgraziatamente si rafforzino nella vita quotidiana della nostra società, invece di diminuire. Nonostante ciò ci sono speranze. Quelle che nascono dalla lotta per la verità, per la memoria e la giustizia.












