Articoli con tag Repressione

Le menzogne che segnano i processi contro i comuneri del Lof Chekenko

Questa settimana, nei tribunali cileni si sono viste situazioni assurde, del tutto lontane da un dovuto processo, e che stanno diventando una consuetudine nei giudizi contro i mapuche.

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Medellín dieci anni dopo “l’Operazione Orion”

 Maurice Lemoine

Il 2 dicembre 1993 il famoso e potente capo del cartello di Medellín, Pablo Escobar, cadde crivellato di colpi sul tetto di una casa del quartiere Los Olivos. La lunga caccia all’uomo che portò a questo epilogo fu condotta a termine da una unità militare di elite, “Il gruppo di Ricerca”, appoggiato dai servizi segreti statunitensi e da un gruppo di delinquenti –perseguitati da Pablo Escobar (los pepes)– comandati dai fratelli paramilitari Fidel, Vicente y Carlos Castaño, finanziati a loro volta, dai … narcotrafficanti del cartello di Cali. Prosegui la lettura »

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Il vertice mapuche conferma una nuova relazione tra indigeni e stato

Juventud Rebelde

Santiago del Cile, 16 febbraio 2013. – Circa 600 rappresentanti degli indigeni mapuche si sono riuniti questo mercoledì nel primo Incontro Mapuche, che è terminato con un appello ad una nuova relazione tra gli indigeni e lo stato cileno, che inizi dalla richiesta di perdono per il trattamento ricevuto.

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Cile, un passo contro l’impunità: arrestati gli assassini di Víctor Jara

Gennaro Carotenuto

Sette ufficiali dell’esercito cileno, presunti assassini di Víctor Jara, incriminati per omicidio volontario aggravato, sono stati arrestati ieri in Cile. L’ottavo, Pedro Barrientos risiede dal 1990 a Miami, negli Stati Uniti dove si apre ora una difficile battaglia per l’estradizione. Nel 2004 era stato arrestato per quei fatti un semplice coscritto. Fu rilasciato dopo aver accusato (per poi ritrattare) i responsabili del campo di concentramento dove quello e molti altri omicidi avvennero.

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Rio de Janeiro, Brasile: festa di strada contro il coprifuoco della polizia

Mercoledì 5 Dicembre 2012, gli abitanti della favela Borel (Morro do Borel, occupata dal 1921 a Rio de Janeiro), sono usciti sulle strade in uno sforzo collettivo per rompere il coprifuoco che i poliziotti della UPP locale (“Unità di Pacificazione della Polizia”) hanno imposto nella zona dal 28 Novembre. Questa particolare unità repressiva, che è stata fondata nel Novembre 2008, ha come obiettivo ufficiale il recupero del controllo statale sulle comunità che un tempo erano sotto il controllo dei capi del narcotraffico. Prosegui la lettura »

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Ciò che rimane della battaglia di San Lázaro

Heriberto Paredes Coronel

I  fatti del 1 dicembre a Città del Messico meritano di essere analizzati. Qualcosa è cambiato ed Heriberto Paredes, dell’Agenzia Autonoma di Comunicazione Sovversioni, che in quei giorni era nelle strade ed ha un’ampia esperienza di servizi sui movimenti sociali, si fa alcune domande e ha varie risposte.

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“La guerra alla droga è un fallimento”, dice Laura Carlsen

di Giorgio Trucchi / Opera Mundi/Alba Sud/LINyM   (2ª parte di “L’America Centrale si rimilitarizza”)

ll modello di lotta contro il traffico di droga e la criminalità organizzata proposto dagli Stati Uniti in America Centrale non solo ha miseramente fallito, ma ha portato ad una intensificazione della violenza contro le popolazioni locali e la rimilitarizzazione del territorio.

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Caso Matías Catrileo: lo stato cileno continua a premiare gli assassini dei mapuche

Una delle istituzioni che indaga le azioni dello stato cileno, la Contraloría Generale della Repubblica, ha permesso che il carabiniere assassino di Matías Catrileo continui a lavorare nell’istituzione, nonostante sia stato condannato dalla stessa giustizia cilena.

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L’America Centrale si rimilitarizza

di Giorgio Trucchi | Opera Mundi/Alba Sud/LINyM   (1ª parte)

Per la “guerra” contro la droga imposta da Washington. Ma i veri obiettivi sarebbero una riposizionamento politico-militare, lo sfruttamento delle risorse naturali e la repressione sociale.

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Tirar fuori i nostri prigionieri del DF come nel Michoacán: occupare lo Zócalo, le strade, Reforma, le banche e le ambasciate

Pedro Echeverría V.

1. Se le centinaia di giovani anarchici o no, che oggi sono in carcere per aver protestato contro i governi di Felipe Calderón e di Enrique Peña Nieto, contro Televisa e la miseria che c’è nel paese, se non escono liberi, è perché nelle strade non c’è una forza politica, non esiste l’unità degli oppositori sociali e perché molti di sinistra hanno tradito o hanno deciso di rimanere nella loro casetta a vedere la Tele. Prosegui la lettura »

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San Paolo: Mafia e squadroni

Mário Augusto Jakobskind

Le principali vittime della repressione appartengono alle 3 P: pretos (neri), poveri e periferici: “C’è una guerra non dichiarata, ed è una guerra di classe”.

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Contingente della polizia arriva a consolidare l’occupazione cilena del territorio Lafkenche dell’Arauco

Un numeroso contingente di Carabinieri, oltre ad una grande quantità di veicoli della polizia, da tutto il Cile è arrivato nel territorio Lafkenche dell’Arauco, per consolidare la repressione della polizia contro la forte resistenza che hanno posto i peñis della zona che continuano ad essere mobilitati contro la Legge della Pesca, legge che vuole consolidare il saccheggio delle risorse marine che ancestralmente sono appartenute alle comunità Lafkenche.

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Garzón in Argentina: a nome nostro, no

Carlos Aznárez

Sorprende realmente la costante mancanza di memoria di cui soffrono alcuni funzionari e membri di organizzazioni argentine dei diritti umani. Nell’ultima settimana, Garzón è stato ricevuto con tutti gli onori dal responsabile dell’Autorità Federale dei Servizi di Comunicazione Audiovisivi, Martín Sabbatella, successivamente il ministro degli Interni Florencio Randazzo, gli ha concesso la residenza argentina e un DNI Prosegui la lettura »

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Nazione Mapuche: Lo sciopero della fame ha dato i suoi frutti

Dopo 59 giorni di sciopero della fame ordinano di ripetere il processo per uno dei prigionieri politici mapuche, e la libertà condizionale per un altro. Trasferiscono gli altri.

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Vittoria popolare a Panama: la protesta è riuscita a far abrogare la legge di Martinelli

Il popolo ha conquistato la strada, ha lottato a mani nude contro la repressione, ha paralizzato per una settimana il paese , e alla fine ho ottenuto una grande vittoria contro la prepotenza del governo Martinelli.

Dopo una settimana di scioperi e mobilitazioni nelle strade, il Parlamento ha approvato l’abrogazione della legge per la vendita delle terre della zona libera.

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