Articoli con tag Repressione
Il lato oscuro del cardinale
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 14-03-2013

Stella Spinelli
In un libro le collusioni dell’arcivescovo di Buenos Aires con la dittatura militare.
Guerra mineraria nelle Ande peruviane
Scritto da ccarlosfonseca in Perù il 13-03-2013
Raúl Zibechi
Quando il vortice degli avvenimenti locali e globali tende a trasformare la quotidianità in caos, rendendo opachi i cammini, la resistenza di coloro che stanno in basso è il miglior nord per non perderci nella turbolenza. Queste resistenze permettono di capire sia le strategie delle classi dominanti sia i preziosi apprendimenti dei settori popolari, indigeni e contadini, rurali e urbani, e il modo in cui essi stanno cercando di correggere gli errori del passato e come stanno orientando la nave dei processi emancipatori.
Cile: verità e giustizia per Jiménez. Scontri a Santiago
Scritto da ccarlosfonseca in Cile il 01-03-2013
Circa un migliaio di persone hanno partecipato ieri alla marcia di commemorazione che si è tenuta a Santiago del Cile per ricordare Juan Pablo Jiménez, sindacalista ucciso pochi giorni fa da un proiettile alla testa.
Ríos Montt, processo per genocidio in Guatemala
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Guatemala il 14-02-2013
Il Giudice Miguel Ángel Gálvez ha dichiarato terminata l’udienza di quattro ore che ha avuto luogo oggi lunedì, accettando, nel processo per genocidio all’ex dittatore del Guatemala Efraín Ríos Montt, tutti i testimoni, i periti e i documenti portati come prova dalla procura. Prosegui la lettura »
Si è conclusa la Celac: il Cile ha venduto il territorio mapuche e ha ripreso la sua violenta guerra sporca
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Cile il 08-02-2013

A pochi giorni della fine della famosa riunione della Celac-UE, lo stato cileno torna a mostrare la sua faccia più oscura contro le comunità mapuche in resistenza.
Le menzogne che segnano i processi contro i comuneri del Lof Chekenko
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Cile il 04-02-2013

Questa settimana, nei tribunali cileni si sono viste situazioni assurde, del tutto lontane da un dovuto processo, e che stanno diventando una consuetudine nei giudizi contro i mapuche.
Medellín dieci anni dopo “l’Operazione Orion”
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 28-01-2013
Il 2 dicembre 1993 il famoso e potente capo del cartello di Medellín, Pablo Escobar, cadde crivellato di colpi sul tetto di una casa del quartiere Los Olivos. La lunga caccia all’uomo che portò a questo epilogo fu condotta a termine da una unità militare di elite, “Il gruppo di Ricerca”, appoggiato dai servizi segreti statunitensi e da un gruppo di delinquenti –perseguitati da Pablo Escobar (los pepes)– comandati dai fratelli paramilitari Fidel, Vicente y Carlos Castaño, finanziati a loro volta, dai … narcotrafficanti del cartello di Cali. Prosegui la lettura »
Il vertice mapuche conferma una nuova relazione tra indigeni e stato
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Cile il 17-01-2013
Juventud Rebelde
Santiago del Cile, 16 febbraio 2013. – Circa 600 rappresentanti degli indigeni mapuche si sono riuniti questo mercoledì nel primo Incontro Mapuche, che è terminato con un appello ad una nuova relazione tra gli indigeni e lo stato cileno, che inizi dalla richiesta di perdono per il trattamento ricevuto.
Cile, un passo contro l’impunità: arrestati gli assassini di Víctor Jara
Scritto da ccarlosfonseca in Cile il 03-01-2013
Gennaro Carotenuto
Sette ufficiali dell’esercito cileno, presunti assassini di Víctor Jara, incriminati per omicidio volontario aggravato, sono stati arrestati ieri in Cile. L’ottavo, Pedro Barrientos risiede dal 1990 a Miami, negli Stati Uniti dove si apre ora una difficile battaglia per l’estradizione. Nel 2004 era stato arrestato per quei fatti un semplice coscritto. Fu rilasciato dopo aver accusato (per poi ritrattare) i responsabili del campo di concentramento dove quello e molti altri omicidi avvennero.
Rio de Janeiro, Brasile: festa di strada contro il coprifuoco della polizia
Scritto da ccarlosfonseca in Brasile il 18-12-2012
Mercoledì 5 Dicembre 2012, gli abitanti della favela Borel (Morro do Borel, occupata dal 1921 a Rio de Janeiro), sono usciti sulle strade in uno sforzo collettivo per rompere il coprifuoco che i poliziotti della UPP locale (“Unità di Pacificazione della Polizia”) hanno imposto nella zona dal 28 Novembre. Questa particolare unità repressiva, che è stata fondata nel Novembre 2008, ha come obiettivo ufficiale il recupero del controllo statale sulle comunità che un tempo erano sotto il controllo dei capi del narcotraffico. Prosegui la lettura »
Ciò che rimane della battaglia di San Lázaro
Scritto da ccarlosfonseca in Messico il 11-12-2012
I fatti del 1 dicembre a Città del Messico meritano di essere analizzati. Qualcosa è cambiato ed Heriberto Paredes, dell’Agenzia Autonoma di Comunicazione Sovversioni, che in quei giorni era nelle strade ed ha un’ampia esperienza di servizi sui movimenti sociali, si fa alcune domande e ha varie risposte.
“La guerra alla droga è un fallimento”, dice Laura Carlsen
Scritto da ccarlosfonseca in America Latina, Stati Uniti il 10-12-2012
di Giorgio Trucchi / Opera Mundi/Alba Sud/LINyM (2ª parte di “L’America Centrale si rimilitarizza”)
ll modello di lotta contro il traffico di droga e la criminalità organizzata proposto dagli Stati Uniti in America Centrale non solo ha miseramente fallito, ma ha portato ad una intensificazione della violenza contro le popolazioni locali e la rimilitarizzazione del territorio.
Caso Matías Catrileo: lo stato cileno continua a premiare gli assassini dei mapuche
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Cile il 07-12-2012
L’America Centrale si rimilitarizza
Scritto da ccarlosfonseca in America Latina, Stati Uniti il 06-12-2012
Tirar fuori i nostri prigionieri del DF come nel Michoacán: occupare lo Zócalo, le strade, Reforma, le banche e le ambasciate
Scritto da ccarlosfonseca in Messico il 05-12-2012
1. Se le centinaia di giovani anarchici o no, che oggi sono in carcere per aver protestato contro i governi di Felipe Calderón e di Enrique Peña Nieto, contro Televisa e la miseria che c’è nel paese, se non escono liberi, è perché nelle strade non c’è una forza politica, non esiste l’unità degli oppositori sociali e perché molti di sinistra hanno tradito o hanno deciso di rimanere nella loro casetta a vedere la Tele. Prosegui la lettura »
Maurice Lemoine









