Archivio per la categoria Guatemala

Guatemala: Espelleranno gli ambientalisti stranieri che sostengono proteste sociali

Dopo le violente proteste avvenute nel fine settimana contro un progetto idroelettrico nel nordest del paese, il ministro degli Interni, Mauricio López Bonilla, ha annunciato che espellerà gli ambientalisti e gli osservatori dei diritti umani stranieri che partecipino a proteste socioambientali.

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In Guatemala ci fu violenza sessuale “ma non sono riusciti a farci tacere”

Cristina Chiquín Rodríguez

La violenza sessuale fu un’arma utilizzata dall’esercito per creare terrore, paura e silenzio. Per questo è necessario dire ciò che avvenne nei nostri corpi, nella nostra vita e nel nostro territorio.

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Annullano la condanna contro l’ex dittatore del Guatemala Ríos Montt

Olga Rodríguez

Ríos Montt evita il carcere, almeno per il momento. Come molte vittime sopravvissute della dittatura temevano, le pressioni per l’annullamento della sua condanna hanno funzionato. Prosegui la lettura »

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Storico in Guatemala: l’ex dittatore Efraín Ríos Montt condannato per genocidio

Gennaro Carotenuto

Lenta ma viene la giustizia anche nei paesi dove meno si pensava potesse arrivare. Ieri in Guatemala l’ex-dittatore Efraín Ríos Montt è stato condannato a 80 anni di carcere per genocidio e violazioni dei diritti umani al termine di un processo iniziato nel gennaio 2012. Soprattutto, per la prima volta, una sentenza conferma quanto sostenuto dall’ONU e dalla chiesa cattolica: sì, in Guatemala vi fu un genocidio costato la vita ad almeno 200.000 persone.

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Un tribunale guatemalteco annulla il processo contro l’ex dittatore Ríos Montt

José Elías

Vittoria per gli USA e i difensori, che erano stati del tutto sovrastati dall’evidenza dei testimoni e dei periti proposti dalla Procura.

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Ríos Montt, processo per genocidio in Guatemala

  Kate Doyle

Il Giudice Miguel Ángel Gálvez ha dichiarato terminata l’udienza di quattro ore che ha avuto luogo oggi lunedì, accettando, nel processo per genocidio all’ex dittatore del Guatemala Efraín Ríos Montt, tutti i testimoni, i periti e i documenti portati come prova dalla procura. Prosegui la lettura »

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L’esercito fa strage di indigeni in Guatemala

Il ritorno dello spettro del genocidio. Le “scuse” del Presidente e l’apertura del processo.

Il Guatemala dell’ex generale e attuale presidente Otto Pérez Molina rivive l’incubo della violenza e della repressione. Come ai tempi della guerra civile, iniziata nel 1960 e conclusasi nel 1996 con gli accordi di pace tra la guerriglia e il governo, il 4 ottobre scorso membri dell’esercito, che coadiuvavano la polizia nel controllo di una manifestazione popolare pacifica, hanno sparato sulla folla. Prosegui la lettura »

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Totonicapán: la foto del delitto

Le ultime notizie parlano di 8 indigeni assassinati dalla forza pubblica. Prosegui la lettura »

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Guatemala: Otto morti durante le proteste a Totonicapán

Il telegiornale di Guatevision sta informando che sono state utilizzate armi da fuoco di alto calibro durante la repressione di una manifestazione pacifica organizzata dalle autorità indigene maya dei 48 cantoni del municipio di Totonicapán per protestare contro le riforma alla costituzione che il presidente vuole imporre nel paese e che eliminerebbe completamente ogni riconoscimento alle autorità tradizionali indigene maya, Prosegui la lettura »

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Guatemala: Huehuetenango saccheggiato e represso come 5 secoli fa

Ollantay Itzamná

Il Signor Otto Pérez Molina è stato eletto Presidente del Guatemala con la promessa elettorale della “mano dura contro la violenza”. Prima e durante al sua campagna elettorale, le denunce pubbliche contro di lui per violazione dei diritti umani sono state ricorrenti. Ma, nella popolazione votante la psicosi di insicurezza collettiva ha potuto di più della razionalità democratica.

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La cittadinanza chiede la sospensione dello stato d’assedio decretato a Huehuetenango

Rosalinda Hernández Alarcón

Persone guatemalteche e di altri paesi oggi hanno richiesto l’abolizione dello Stato d’Assedio nel municipio di Barrillas, Huehuetenengo, dipartimento confinante con il Chiapas, Messico, decretato cinque giorni fa dal presidente della Repubblica, il generale in ritiro Otto Pérez.

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Il Guatemala e la depenalizzazione delle droghe: qual’è la mossa?

Il vertice “Nuove strade contro il narcotraffico” lanciato dal Guatemala tre settimane fà è stato un insuccesso per l’assenza degli altri presidenti centroameicani, di Nicaragua, Honduras ed El Salvador. Ma questa settimana il presidente guatemalteco Perez Molina è tornato a proporre alla Cumbre de las Americas, davanti a tutti i paesi del continente, la depenalizzazione delle droghe come nuova arma contro il narcotraffico, responsabile del primo posto del centroamerica come regione più violenta del mondo. Perché un ex generale responsabile non giudicato di molti crimini, anche contro la popolazione civile, durante la guerra alla guerriglia conclusa nel 1996, lancia una politica opposta a quella degli Stati Uniti nella lotta al commercio di stupefacenti? Articolo di Marcelo Colussi. Prosegui la lettura »

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INIZIATIVA MARTEDÌ 20 csoa ExSNIA: FERMIAMO LA DISTRUZIONE DEI FIUMI IN AMERICA LATINA

Le multinazionali dell’idroelettrico, prima fra tutte l’italiana ENEL, stanno conducendo un’aggressiva battaglia per costruire centinaia di impianti idroelettrici in tutto il continente. Dalla Patagonia cilena alle terre indigene del Guatemala, dalla Colombia all’Amazzonia, grazie ai meccanismi del protocollo di Kyoto oggi le multinazionali possono avere doppi guadagni dal settore idroelettrico. I risultati sono: distruzione degli ecosistemi, delle economie locali, violazione dei diritti delle comunità indigene e contadine. Come in Val di Susa i governi rispondono con la repressione alla proteste delle popolazioni locali.

Come costruire una campagna di resistenza globale?

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Chi ha ucciso Facundo Cabral?

José Antonio Gutiérrez D.

Sembra incredibile. Hanno ucciso Facundo Cabral. Il cantastorie dalla prosa libera e libertaria, il cantautore che è sopravvissuto ad una infanzia di miseria, al carcere, agli interminabili giorni della dittatura. Un sopravvissuto. Lo hanno ucciso così e niente più, a sangue freddo, 16 colpi. Alcuni sicari che non valgono quello che vale un capello di Cabral. Con chiaroveggenza, in una intervista data in Messico a settembre dell’anno scorso, disse sui sicari: “Ci sono sempre stati codardi. Ed esiste il sequestro ed il narcotraffico perché ci sono dei codardi che non hanno i coglioni per vivere la vita e preferiscono assassinare”. Lo hanno vigliaccamente assassinato, in una strada di Città del Guatemala chiamata, paradossalmente, Liberazione. Molti presidenti (tra i quali l’ultra-destra colombiano Juan Manuel Santos) sono apparsi ad esprimere le loro condoglianze. Cosa curiosa, Cabral mai è andato d’accordo con i presidenti. Con nessuno. Nella stessa intervista disse: “Sono un anarchico, che è qualcosa di peggio di un comunista. Per questo, mai ho votato, giammai mi sono immischiato nella politica, perché divide ed io mi allontano da ciò che divide. Nessuno, nessun politico verrà a cambiare la nostra realtà”.

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Il Centroamerica nel mirino dell’Impero

Pubblichiamo un articolo di Marcelo Colussi sulla crescente militarizzazione del Centroamerica da parte degli Stati Uniti. Con la scusa di combattere il narcotraffico e la violenza della bande giovanili vengono mantenute numerose basi, avviati programmi di cooperazione militare e dislocate truppe statunitensi nella regione. Dietro ci sono grandi affari e la necessità di mantenere posizioni strategiche in un periodo di declino del controllo Usa sul suo giardino di casa. Prosegui la lettura »

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