Archivio per la categoria America Indigena

Gli echi della guerra e la difesa dei fiumi in Guatemala

Mónica Montalvo

“Il governo già torna a sfollarci di nuovo dalle nostre terre, e la gente dice ¡ya basta!”.

In Guatemala, la difesa dei fiumi di fronte alla violenta imposizione dei megaprogetti dell’energia elettrica, è continuità delle precedenti lotte delle popolazioni indigene. La resistenza alle dighe utilizza diverse forme pacifiche, a cui si risponde con violenza statale e imprenditoriale.

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Cile: La madre de Matias Catrileo si pronuncia sulla violenta aggressione subita

Riproduciamo la testimonianza di Monica Quezada, madre del Weichafe Matias Catrileo.

Sull’aggressione che ho subito da parte del personale di sicurezza del Reparto della Bachelet.

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La Bachelet continua ad aggredire i Mapuche

Con la rottura di uno dei suoi denti è finita Monica Quezada, madre del comunero Matias Catrileo assassinato dai carabinieri a Vilcún nel gennaio del 2008.

Il fatto è avvenuto quando alla chiusura della sua campagna elettorale a Temuco la lamngen apostrofava la candidata presidenziale , fatto che ha dato fastidio ad alcuni suoi simpatizzanti, che hanno colpito Monica Quezada per cercare di far tacere la sua denuncia.

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Verso un nuovo ciclo di lotte in America Latina

Raúl Zibechi

L’autore sostiene che «i poveri organizzati in movimenti disarticolano le vecchie governabilità», e considera che gli attuali governi progressisti della regione sarebbero incomprensibili senza quel ciclo di lotte. Osserva e presenta una miriade di dati della ripresa di un nuovo ciclo, centrato sulle miniere, le monocolture e la speculazione urbana che crede aumenterà i cambiamenti iniziati da più di un decennio.

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Parla Hector Llaitul prigioniero politico della CAM: “La lotta mapuche deve essere anticapitalista”

Héctor Llaitul Carrillanca

Nelle circostanze in cui attualmente si trova il conflitto tra lo Stato Cileno e il nostro Popolo Nazione, è necessario continuare ad analizzare il processo di dominazione, per poter valutare nel miglior modo possibile le contraddizioni esistenti. Prosegui la lettura »

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La mobilitazione indigena si diffonde nella Costa Caraibica

Horacio Duque Giraldo

Il popolo colombiano chiede profondi cambiamenti.

I dialoghi di pace tra la resistenza contadina rivoluzionaria e il governo oligarchico del signor Santos, che nella città dell’Avana hanno già compiuto un anno, hanno avuto un profondo impatto sulla società colombiana provocando la massiccia presenza di milioni di cittadini Prosegui la lettura »

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Pu Lof in resistenza rivendicano l’atto di sabotaggio nel Lleu Lleu

COMUNICATO PUBBLICO

Al nostro Wallmapu in Resistenza e all’opinione pubblica internazionale:

Noi Pu Lof in Resistenza del territorio Lafkenche del Lleu Lleu rivendichiamo l’atto di sabotaggio avvenuta il 14 ottobre contro l’impresa Constructora Santa Fe.

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La Minga indigena rifiuta la criminalizzazione della protesta

Agenzie: Circa 40.000 indigeni hanno iniziato martedì in almeno sei dipartimenti della Colombia una minga o mobilitazione per chiedere migliori condizioni di vita e una maggiore partecipazione nella politica del paese, hanno spiegato fonti dell’Organizzazione Nazionale Indigena (ONIC). Prosegui la lettura »

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La Procura lancia una offensiva contro i mapuche assolti del caso Tur Bus

Il 21 agosto scorso, il Tribunale Penale di Temuco ha assolto 12 comuneri mapuche accusati del delitto di terrorismo. Nel verdetto il tribunale ha sottolineato che “la prova a carico è risultata essere debole, povera e vaga per dare come stabiliti i delitti descritti in ambedue le accuse”, dal Pubblico Ministero e dal Governo del Cile. Aggiunge, inoltre, che “in nessun caso è stata stabilita la partecipazione che viene attribuita agli imputati, e, pertanto, non ha perso valore la presunzione di innocenza che li tutela”.

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Santiago del Cile: i mapuche tornano in piazza

Ieri pomeriggio diverse centinaia di indigeni Mapuche hanno sfilato per le vie della capitale Santiago del Cile, la quale era totalmente militarizzata con diverse decine di mezzi della polizia e i rinforzi speciali. La manifestazione è stata organizzata proprio nel 521 anno dalla scoperta delle Americhe da parte di Colombo: i mapuche sono scesi in piazza per ricordare come non ci sia nulla da festeggiare durante questo giorno, in cui, 521 anni fa, è iniziata la diaspora dei popoli nativi. Prosegui la lettura »

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I Qom e il kirchnerismo

Darío Aranda

Popoli originari: il debito interno.

Sangue sulla strada. Il nonno qom Roberto López giace ferito a morte. Un centinaio di poliziotti con armi lunghe reprime la richiesta di acqua, salute, educazione e territorio. 23 novembre 2010. Comunità La Primavera. A partire da allora, in Argentina per la lotta indigena sono avvenuti fatti inediti: Prosegui la lettura »

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I leader indigeni si accampano di fronte al Congresso del Brasile

Circa 1500 capi indigeni di tutto il paese e di etnie differenti hanno organizzato alle prime luci dell’alba una acampada di fronte al Congresso Nazionale a Brasilia.Tra i principali motivi del movimento ci sono i ritocchi apportati alla Costituzione brasiliana che significano un chiaro disconoscimento ai diritto e alle autonomie indigene nel processo di demarcazione e gestione governativa delle loro terre.

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Il cancro di Patishtán “obbliga a lottare di più per la sua libertà”

Al Dabi Olvera

“Soffro di una malattia, di un tumore cerebrale, forse a causa della stessa ingiustizia che mi è toccata vivere in questi 13 anni e più di carcere”, ha spiegato il prigioniero tzotzil. Gli attivisti propongono, più urgente che mai, la sua libertà.

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Neuquén: La comunità mapuche non permetterà il fracking nel proprio territorio

Nella mattinata del 20 settembre, membri della comunità mapuche Kaxipayiñ stavano impedendo l’ingresso degli operai dell’impresa YPF all’impianto Turbo Expander fino a quando l’impresa non si sarà ritirata dal luogo così come avevano concordato con i dirigenti, tenendo conto che è stata riconosciuta la proprietà del territorio alla comunità.

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Messico e ingiustizie: resta in prigione il Prof. Alberto Patishtán

Fabrizio Lorusso

La fabbrica dei colpevoli messicana non si ferma mai e il professore Alberto Patishtán ne è vittima da 13 anni, accusato e sentenziato ingiustamente per omicidio. Prosegui la lettura »

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