Video: i crimini commessi nel carcere di Valledupar (Colombia)

Finalmente sottotitolato in italiano il video sui crimini commessi dallo Stato colombiano contro i/le reclusi/e del carcere di Valledupar.
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La polizia spara su manifestazione di studenti in Perù: quattro morti

La protesta contro il dirottamento di fondi pubblici ad una nuova università semi-privata è stata duramente repressa dalla polizia a Huancavelica. La stessa polizia ha ammesso la presenza di agenti infiltrati e di aver sparato con armi da fuoco causando tre morti, un altro è stato investito da un camion che voleva forzare un blocco stradale. Prosegui la lettura »

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Primo stop temporaneo alle dighe in Patagonia

La Corte d’Appello di Puerto Montt ha accolto 3 ricorsi contro la Commissione di Impatto Ambientale che ha dato l’ok al progetto. Ora le opere dovranno paralizzarsi per almeno 6-7 mesi per esaminare le obiezioni alla valutazione di impatto ambientale. Prosegui la lettura »

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I movimenti sociali si muovono molto lentamente (Brasile alla retroguardia dell’America latina)

L’articolo di Elaine Tavares ci fa una sintesi esauriente delle scelte neoliberali del governo socialdemocratico del PT che i movimenti non sono riusciti a bloccare. Dalla riforma delle pensioni alla mancata riforma agraria Lula ha saputo dividere i movimenti di protesta, cooptandone una parte o concedendogli vantaggi di categoria, e reprimendo o isolando l’altra. Una strategia che ha indebolito le organizzazioni sociali e sindacali brasiliane, oggi non in grado di rappresentare una forte opposizione di sinistra al governo Roussef. Prosegui la lettura »

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Valledupar, la “Guantanamo colombiana” deve chiudere: lo chiede persino il Parlamento

È il primo carcere costruito con la collaborazione dell’Ufficio Federale delle Carceri degli Stati Uniti, nell’ambito del Plan Colombia. L’acqua manca per settimane e quando viene erogata è disponibile per 5 minuti al giorno. Centinaia denunce di torture e maltrattamenti, insufficenze sanitarie e mediche. Da un mese centinaia di detenuti stanno protestando, ieri il Parlamento ha chiesto al Governo la sua chiusura. Prosegui la lettura »

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Ollanta il “neoliberale”

A due settimane dalle elezioni alcune dichiarazioni del nuovo presidente del Perù lasciano intravedere quale sarà la sua politica: in continuità con la scelta di apertura alle multinazionali minerarie e dei mercati, con qualche piano di assistenza ai poveri. La continuità con i governi precedenti è anche nella scelta degli uomini di governo. Tutto in quest’articolo di Diego Mendoza. Prosegui la lettura »

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Battaglia nel carcere venezuelano di El Rodeo, intervengono 3400 militari

Venerdì notte i soldati sono intervenuti per riportare l’ordine nel carcere di Caracas dove qualche giorno prima 21 detenuti e un visitatore erano rimasti uccisi negli scontri interni. Non è stato reso noto il numero dei reclusi morti, due i soldati caduti. Sequestrate numerose armi e droga. Le organizzazioni dei diritti umani denunciano: grave la situazione delle carceri del Paese, i reclusi sono il quadruplo della capienza massima, e solo un quarto di loro sono arrivati alla condanna definitiva.

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Perù: Un nuovo centro regionale del conflitto geopolitico

Raúl Zibechi   

Il Perù è un paese chiave nel progetto del regime statunitense di mantenere una presenza egemonica nella regione andina.

Il trionfo di Ollanta Humala colloca il Perù nell’occhio del ciclone geopolitico tra il progetto egemonizzato da Washington, l’Alleanza del Pacifico, e l’Unasur ed il Mercosur dove il Brasile gioca una ruolo determinante.

Rose Likins, ambasciatrice di Washington a Lima, ha giocato un ruolo attivo nella campagna elettorale a favore di Keiko Fujimori. Da quando è stata nominata nell’incarico, nell’agosto del 2010, si è mostrata contraria alla candidatura di Humala e durante la campagna elettorale per il ballottaggio del 5 giugno, ha fatto delle riunioni private con gruppi della società civile nelle quali ha apertamente appoggiato Keiko, secondo quanto riferisce Jim Lobe (IPS, 6 giugno).

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Alcune riflessioni dopo il Congresso del Partito Comunista di Cuba

Un’articolo di Iñaki Etaio che analizza i risultati del Congresso del Partito Comunista Cubano dell’aprile scorso. Il militante basco si schiera con il governo nell’analisi dei problemi (burocratizzazione, eccesso di “egualitarismo”, insufficenza della produzione alimentare…) che hanno motivato le riforme di apertura economica al mercato ma critica la scarsa considerazione data a forme di organizzazione economica non stataliste ma cooperative ed autogestite. Forse fa un quadro troppo idealistico della partecipazione popolare alle decisioni prese dal Congresso Prosegui la lettura »

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Il Centroamerica nel mirino dell’Impero

Pubblichiamo un articolo di Marcelo Colussi sulla crescente militarizzazione del Centroamerica da parte degli Stati Uniti. Con la scusa di combattere il narcotraffico e la violenza della bande giovanili vengono mantenute numerose basi, avviati programmi di cooperazione militare e dislocate truppe statunitensi nella regione. Dietro ci sono grandi affari e la necessità di mantenere posizioni strategiche in un periodo di declino del controllo Usa sul suo giardino di casa. Prosegui la lettura »

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Martedì 14 giugno: Presidio sotto l’Enel per una Patagonia senza dighe!

Il prossimo martedì 14 giugno dalle ore 11:30 alle 13:30, la comunità dei cileni residenti a Roma manifesterà nuovamente contro il progetto Hidroaysen, di fronte alla sede della ENEL, in Viale Regina Margherita 137, Roma.

Questa manifestazione è un appello non solo all’impresa ma  a tutta la comunità italiana, come ripudio a questo progetto, ma non solo: ENEL minaccia anche altri territori del Cile (sopratutto indigeni), come quello di Panguipulli. Per questo diciamo:

ENEL FUORI DAL CILE!

BASTA DI NEOCOLONIALISMO!

Per maggiori informazioni sul progetto Hidroaysen:
Intervista a due compagne della Campagna Patagonia senza dighe, che spiegano il progetto e le sue conseguenze, ascolta
Sito della Campagna, in Italia, in Cile
Documentario in italiano sul progetto, guarda
Video in spagnolo sul progetto, guarda

 

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Il 12 e il 13 giugno vota SI per l’acqua bene comune e contro il nucleare

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“Non c’è ancora una vera democrazia, per questo bisogna continuare a fare pressione”

Emma Gascó e Martín Cúneo

Intervista a Osvaldo Bayer, storico e scrittore argentino

Questo storico rilegge l’origine dell’attuale disuguaglianza nella distribuzione delle terre: la spogliazione sofferta dai popoli originari da parte dei grandi proprietari terrieri argentini.

Nel 1963, Osvaldo Bayer suggerì in una conferenza su Rauch (Buenos Aires) la realizzazione di un plebiscito per cambiare il nome del paese con quello di Arbolito. La proposta non avrebbe suscitato tante controversie se il nome originale non avesse fatto riferimento ad uno dei generali che diresse la prima grande campagna contro i popoli originari: quello di Arbolito, all’indigeno ranquel che lo uccise.

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Quello di Humala sarà un governo di centro-sinistra ma senza grandi trasformazioni

James Petras

Le indicazioni sono che non esproprierà nessuna grande impresa. Nel migliore dei casi ciò che farà, è aumentare i controlli, aumentare forse le tasse.

Commenti da New York (Stati Uniti) del sociologo nordamericano, prof. James Petras, per CX36 Radio Centenario. Lunedì 6 giugno 2001. www.radio36.com.uy

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Colombia: un paese in guerra, ecco le ultime cifre di una situazione drammatica

L’articolo 300 días de gobierno de Santos: Las buenas palabras no frenan la violación de los derechos humanos en Colombia, che ripubblichiamo, mostra chiaramente che in Colombia la situazione continua ad essere drammatica per tutti gli oppositori. Nonostante il nuovo presidente Santos faccia discorsi più “puliti” del suo predecessore Alvaro Uribe. Prosegui la lettura »

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