Zanon: blocco stradale per l’esproprio

Nonostante che fu votata nell’agosto del 2009,  durante la Legislatura, mai si è concretizzata la procedura che permette l’esproprio dell’importante fabbrica di ceramiche Zanón ed il suo trasferimento nelle mani della Cooperativa FASIPAT (Fabbrica senza Padroni), che da più di 9 anni la occupa continuando la produzione. Così, questo lunedì 18 aprile, i 470 lavoratori hanno protestato lungo la strada 7 facendo un blocco per chiedere al governo di Jorge Sapag di effettuare il pagamento di 22 milioni di pesos, con fondi del bilancio provinciale, ai creditori privilegiati (tra i quali la Banca Mondiale) ed il trasferimento definitivo delle attività e della proprietà dell’impresa. Cristian Mellado, del settore stampa della cooperativa, ha spiegato a lavaca che: “per due anni il governo non fa questo pagamento e fa sì che altri creditori incomincino a presentare senza fondamento istanze di incostituzionalità, e ciò comporta che sia ritardata la fine della procedura”. L’esproprio definitivo permetterebbe ai lavoratori di contrarre dei crediti, di rinnovare i macchinari che datano dal decennio degli anni 80 e così di aumentare la produzione ed i posti di lavoro, istanze che lo stesso Sapag ha considerato come “manovre politiche”. Cristian e i lavoratori si chiedono: “È politico protestare per il lavoro?” Sicuramente lo è, ma in un senso molto differente da quello che indica il governatore.

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Chávez su Pérez Becerra: “Che ciascuno assuma le proprie responsabilità”

Durante la  presentazione della Grande Missione Abitazioni Venezuela che ha avuto luogo al Teatro Teresa Carreño, il Presidente Hugo Chávez ha rivendicato la sua responsabilità nella decisione di estradare il giornalista e direttore di ANNCOL, Joaquín Pérez Becerra.

“Che ciascuno assuma le proprie responsabilità: la prima responsabilità è di questo signore che veniva in Venezuela dalla Svezia, segnalato dall’Interpol con una circolare rossa. Nessuno mi può ricattare, né l’estrema destra né l’estrema sinistra”.

Chávez si riferiva alla manifestazione effettuata a Caracas da forze di sinistra di fronte alla sede della cancelleria, dove sono state bruciate foto del Ministro delle Relazioni Estere, Nicolás Maduro, e del Ministro delle Comunicazioni e dell’Informazione, Andrés Izarra. “Molti di coloro che lì stavano bruciando Nicolás appoggiavano Caldera quando io ero prigioniero (…). Bisogna chiedersi perché il signor Pérez è salito su un aereo per uscire dalla Svezia, chi lo ha fatto uscire dalla Svezia se era ricercato dall’Interpol. Dopo ha fatto uno scalo a Francoforte, Germania, un aeroporto dove controllano tutto. Perché non lo hanno arrestato in Germania?”

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Bolivia: due settimane di sciopero generale


García Linera e il MAS hanno denunciato le mobilitazioni operaie di “minoritarie” e “golpiste” e l’hanno represse. Articolo di Cristian Henkel

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“È chiaro che il Consenso di Washington è già morto”

Intervista ad Amado Boudou, ministro dell’Economia

Roberto Navarro

“Le principali potenze del mondo stanno dando il certificato di morte al Consenso di Washington ed ora si è aperto un dibattito sull’economia che verrà”, ha sentenziato il ministro dell’Economia, Amado Boudou, in una intervista telefonica dagli Stati Uniti con Página/12, dove ha partecipato ai dibattiti della riunione dei ministri delle Finanze del Gruppo dei 20 e, da ieri, all’Assemblea Annuale di Primavera del FMI e della Banca Mondiale. Il ministro dell’Economia, Amado Boudou, ha definito in questi termini la discussione che c’è stata tra i membri del Gruppo dei 20 nell’ambito all’Assemblea Annuale di Primavera del FMI. Uno dei temi centrali del dibattito è stato il rialzo dei prezzi delle derrate. Boudou ha sottolineato che “se le potenze vogliono mitigare la fame nei paesi poveri, che li aiutino a creare lavoro”. Rispetto al nuovo indice nazionale dei prezzi al consumatore, ha precisato che verrà fatta una nuova indagine dei costi e che lo strumento che nascerà sarà usato per i buoni vincolati al CER.

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Honduras: altri due contadini assassinati nel Basso Aguan

Ora sono 25 i contadini morti dal gennaio 2010, quando Porfirio Lobo ha sostituito il golpista Micheletti, nella regione agricola dove i paramilitari dei latifondisti massacrano gli occupanti di terre con la complicità dell’esercito nazionale.

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Non così, compagno Chávez

Carlos Aznárez

Questo lunedì 25 aprile passerà alla storia delle lotte rivoluzionarie come il giorno in cui sono stati buttati nella spazzatura i principi più elementari della solidarietà internazionalista. Non è possibile stare zitti, né guardare di lato, quando un fratello, un collega, un compagno, un rivoluzionario, è inviato in Colombia alla tortura ed in carcere, per colpa di accordi fasulli (quasi sempre economici, perché il maledetto denaro, lei lo sa compagno Chávez,  puzza di zolfo).

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Cuba – Una visione socialista delle riforme

Armando Chaguaceda, Ramón I. Centeno*

Il prossimo VI Congresso del Pcc è destinato a consolidare la configurazione del ventaglio di possibili scenari relativi al modello economico cubano. Espandendosi il lavoro in proprio e il radicamento delle trasformazioni nel sistema imprenditoriale del settore non statale, si rafforzano i cambiamenti nella lista delle unità produttive nel quadro cubano. Le sfide che questo comporta per un rinnovamento socialista democratico implicano che si prendano in considerazione le occasioni per un agenda che promuova l’autogestione. Urge un modello di gestione che, perché abbia successo, ha bisogno di democrazia a partire dal centro di lavoro, sfuggendo così al falso dilemma della scelta tra restaurazione capitalista e monopolio burocratico.

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Libertà per Joaquín Pérez Becerra, no alla sua estradizione dal Venezuela alla Colombia!

Associazione nazionale Nuova Colombia
 
Su richiesta del presidente fascista colombiano Juan Manuel Santos, sabato 23 aprile le autorità venezuelane hanno arbitrariamente arrestato, al suo arrivo all’aeroporto internazionale di Maiquetía, il compagno Joaquín Pérez Becerra, direttore dell’Agenzia di Notizie Nuova Colombia (ANNCOL).

Secondo il comunicato ufficiale del governo venezuelano, “il cittadino Joaquín Pérez Becerra è ricercato dagli apparati della giustizia della Repubblica della Colombia attraverso l’Interpol, con una circolare rossa”, accusato di finanziamento del “terrorismo” e collaborazione con esso.

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Il Venezuela ha estradato Joaquín Pérez

Agenzie / La Haine   

Alle 5.48 del pomeriggio ha atterrato l’aereo della narco-polizia della Colombia che dal Venezuela portava il giornalista svedese-colombiano. Timida la nota di Telesur

ABP Noticias

Oggi, 25 aprile, nel pomeriggio il giornalista Joaquín Pérez è stato estradato a Bogotà. Il governo aveva convocato all’aeroporto di Maiquetía tutti i mezzi di comunicazione, ma successivamente ha annunciato che tutta la procedura era sospesa. Nonostante ciò, questa informazione era falsa e mentre inviavano in Colombia Joaquín, in una catena nazionale il presidente Chávez annunciava l’aumento del salario minimo.

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In Bolivia, governare obbedendo al popolo?

Alex Contreras Baspineiro

Dopo una “luna di miele” di cinque anni, vari movimenti sociali rappresentati dalla Centrale Operaia Boliviana (COB)  ed il Governo dello Stato Plurinazionale della Bolivia si fronteggiano.

Migliaia di lavoratori di differenti settori sociali, affiliati alla principale organizzazione degli operai nel paese, si trovano mobilitati a La Paz, sede del governo e del potere politico della Bolivia, per chiedere alle autorità un incremento salariale degno, l’abrogazione delle politiche neoliberali, la ripresa economica e l’approfondimento del processo di cambiamento.

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È applicabile il modello cinese o vietnamita a Cuba?

Julio A. Díaz Vázquez

Il Progetto di lineamenti della politica economica e sociale del Partito e la Rivoluzione e l’appassionato intervento del secondo segretario del Partito Comunista di Cuba, Raúl Castro Ruz, alla chiusura del VI Periodo ordinario di sessioni della Settima Legislatura dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare (18-12-2010), hanno dato origine ai più disparati giudizi sul documento che tutto il popolo cubano ha discusso. Nei messaggi in internet che circolano nel paese, nei commentari prodotti all’estero, alcuni bene intenzionati ed altri non tanto, si commenta e si medita sull’attinenza che le esperienze delle politiche economiche della Riforma e Apertura, in Cina e di quelle del Rinnovamento in Vietnam potrebbero avere per Cuba.

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Sono 127 i cadaveri rinvenuti nelle fosse clandestine nel nord del Messico

Le autorità hanno informato che il numero di cadaveri ritrovati nelle fosse clandestine nel nord del Messico  è salito a 127, di cui 116 sono stati rinvenuti nelle ultime settimane nello stato di Tamaulipas (nordest), mentre altri 11 sono stati rintracciati martedì in Sinaloa (nordest).

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L’ELN riafferma la soluzione politica per il conflitto armato

In una lettera inviata a Colombiani e Colombiane per la Pace

In una lettera inviata all’ex senatrice Piedad Córdoba e al collettivo Colombiani e Colombiane per la Pace, il comandante dell’ELN, Nicolás Rodríguez Bautista soprannominato Gabino, assicura che c’è una risoluta decisione nel conseguire la pace e che questa è una sfida enorme ed è indispensabile persistere fino alla fine.

Nella sua missiva all’ex senatrice Piedad Córdoba l’ELN afferma che “nei conflitti le forze contendenti hanno due maniere per dirigere i propri sforzi verso il raggiungimento della pace; una, attraverso l’imposizione della forza di una parte, obbligando l’altra a capitolare, imponendole le condizioni ed ottenendo la pace attraverso la logica di vinti e vincitori. La lettera il cui testo integrale di seguito riproduciamo termina dicendo che la seconda opzione nel cercare la pace è la Soluzione Politica, dove il popolo e la nazione, con il contributo della comunità internazionale, siano protagonisti, questa è l’opzione su cui punta l’ELN:

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La Procura accusa di sfollamento palmicoltori del Chocó

La Procura ha accusato 15 palmicoltori per una loro presunta responsabilità nel reato di sfollamento attuato con la forza, di invasione di aree di straordinaria importanza ecologica e di associazione a delinquere aggravata.

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L’intervento latinoamericano in Haiti

Raúl Zibechi

Il 25 marzo, nei locali del sindacato dei lavoratori del CASMU –AFCASMU- a Montevideo, il Coordinamento per il ritiro delle truppe da Haiti ha realizzato un dibattito sull’attuale situazione nella sorella repubblica di Haiti e la presenza di truppe uruguayane lì. La relazione centrale è stata di Raúl Zibechi, giornalista del settimanale Brecha. Qui facciamo conoscere il suo intervento  –  che introduce nuovi temi nel dibattito – affinché sia diffuso tra tutti.

L’intervento della MINUSTAH in Haiti, ossia l’invasione militare dell’isola, è uno spartiacque nella recente storia del continente. Da cinque secoli, era abituale l’intervento delle potenze del Nord, prima l’Europa, dopo gli Stati Uniti, che erano soliti invadere, colonizzare e dominare i territori che oggi conosciamo come America Latina. Si contano a decine, a volte centinaia, le occupazioni, le aggressioni e gli attacchi che hanno sofferto i più diversi paesi del nostro continente. È la storia del colonialismo e dell’imperialismo.

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