Archivio per la categoria Cile

Cile. Il sindacato cambia faccia

Pochissimi giorni fa si sono svolte le elezioni primarie per la corsa alla presidenza del sindacato studentesco Fech della Universidad de Chile di Santiago. In un paese in cui la burocrazia sindacale studentesca è più forte e radicata di quella sui posti di lavoro, tanto da avere un collegio di delegati eletti per ogni facoltà universitaria dello stato, ogni più piccolo passaggio all’interno della confederazione degli studenti viene seguito minuziosamente da giornali e tv. E se poi ad animare questo passaggio è proprio colei che è riuscita a spiccare il volo da semplice rappresentante di una delle università della capitale, a costruirsi una carriera come portavoce (in)discussa del movimiento estudiantil, lo scoop è fatto.

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Il governo di Sebastián Piñera aumenta la militarizzazione delle comunità mapuche

Carlos Aznárez

Un’altra volta suonano i tamburi di guerra nella regione mapuche del sud del Cile, più precisamente nella zona di Ercilla, dove si trova la Comunità Autonoma Temucuicui.

Adempiendo a precise istruzioni giunte dalla sede del governo di Santiago, sabato scorso un numeroso contingente di carabinieri ha fatto irruzione nella Comunità ed ha raso al suolo tutto ciò che ha incontrato sul
cammino.

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La megaindustria forestale cilena ed il territorio Mapuche

Un conflitto dietro le cortine della “Democrazia”

Eduardo Mondaca M.

“Le bugie hanno accoltellato le carte / e si sono infettate le ferite della storia / un tiepido vento di cimitero ti rinfresca / mentre dalla nube d’argento scoppiano scariche elettriche  / piovono indigeni in lancia / pioggia negra color della vendetta”

David Aniñir

Una realtà filtrata

In un paese come il Cile, dove la ricchezza è del tutto concentrata, l’alleanza del potere politico e del potere economico fa cadere la propaganda ideologica in modo più arbitrario che nei regimi dittatoriali. Questa propaganda, statale e dell’elite imprenditoriale, occultata tra le centinaia di pieghe della struttura informativa e simbolica dei grandi mezzi di comunicazione avvolge tutta la popolazione, creando conseguenze eziologiche ed ideologiche molto chiare nella società.

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Iniziativa Patagonia senza dighe

Il coordinamento italiano Patagonia senza Dighe e la Fondazione Culturale Responsabilità Etica
promuovono
una serata di informazione, musica, produzioni dal basso, fotografia e danze
per fermare il progetto HydroAisèn nella Patagonia cilena

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Più di un centinaio di arresti per la repressione degli studenti in Cile

Almeno 110 detenuti e 27 feriti mercoledì è stato il saldo della repressione della polizia militare contro gli studenti cileni che erano al secondo giorno di sciopero nazionale di protesta per una educazione gratuita e di qualità. Il Governo del paese sudamericano ha giustificato l’azione ed ha comunicato che l’eccessiva violenza è stata “necessaria” per riportare “l’ordine”.

Il sottosegretario degli Interni, Rodrigo Ubilla, in una conferenza stampa fatta a Santiago (capitale) ha riferito che il bilancio della giornata era “positivo” poiché “sono stati 110 gli arrestati tra duemila presunti studenti” che sono stati trattenuti dai Carabinieri.

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Il Cile si sta risvegliando

Felipe Portales

Qualunque sia il risultato finale, il movimento studentesco sta provocando un risveglio della società cilena. Nell’illuminare quanto di cavernicolo c’è nell’attuale sistema educativo ed il suo legame con l’insieme del sistema economico-sociale imposto a sangue e fuoco dalla dittatura e consolidato pacificamente dalla dirigenza della Concertazione, sta permettendo alla società cilena di prendere coscienza della propria realtà.

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Primo stop temporaneo alle dighe in Patagonia

La Corte d’Appello di Puerto Montt ha accolto 3 ricorsi contro la Commissione di Impatto Ambientale che ha dato l’ok al progetto. Ora le opere dovranno paralizzarsi per almeno 6-7 mesi per esaminare le obiezioni alla valutazione di impatto ambientale. Prosegui la lettura »

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Martedì 14 giugno: Presidio sotto l’Enel per una Patagonia senza dighe!

Il prossimo martedì 14 giugno dalle ore 11:30 alle 13:30, la comunità dei cileni residenti a Roma manifesterà nuovamente contro il progetto Hidroaysen, di fronte alla sede della ENEL, in Viale Regina Margherita 137, Roma.

Questa manifestazione è un appello non solo all’impresa ma  a tutta la comunità italiana, come ripudio a questo progetto, ma non solo: ENEL minaccia anche altri territori del Cile (sopratutto indigeni), come quello di Panguipulli. Per questo diciamo:

ENEL FUORI DAL CILE!

BASTA DI NEOCOLONIALISMO!

Per maggiori informazioni sul progetto Hidroaysen:
Intervista a due compagne della Campagna Patagonia senza dighe, che spiegano il progetto e le sue conseguenze, ascolta
Sito della Campagna, in Italia, in Cile
Documentario in italiano sul progetto, guarda
Video in spagnolo sul progetto, guarda

 

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Manifestazioni contro le dighe Enel nella Patagonia cilena: 55 arresti a Coyhaique

Venerdì si sono tenute manifestazioni in tutto il Cile in opposizione al progetto di costruzione di 5 dighe nel sud del Paese ad opera di Endesa (controllata dall’Enel) che serviranno a portare elettricità nelle miniere del nord, quella di Coyhaique è stata duramente repressa. Prosegui la lettura »

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Sabato 21 maggio presidio contro le dighe Enel in Cile

CONTRO LE DIGHE ENEL-ENDESA IN PATAGONIA
SABATO 21 MAGGIO PRESIDIO A P.ZZA S.MARCO (ADIACENTE P.ZZA VENEZIA)
H. 11.00 – 13.00 Prosegui la lettura »

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Torna in carcere Alfonso Podlech

Nadia Angelucci

L’acquisto di una valigia e di una SIM e l’incontro con due sospetti ha fatto scattare nuovamente la custodia cautelare per l’ex procuratore militare

ROMA – E’ durata solo una settimana la libertà per Afonso Podlech. La corte d’assise che dal 2009 lo sta processando per la scomparsa dell’ex sacerdote di origine italiana, Omar Venturelli ha ritenuto sussistente e concreto il pericolo di fuga e così venerdì 18 marzo il procuratore Giancarlo Capaldo ha ordinato il riarresto dell’uomo, accusato di violazione dei diritti umani all’interno del cosiddetto ‘Piano Condor’, l’accordo dei regimi dittatoriali latino-americani per sopprimere i movimenti di opposizione, e della scomparsa dell’italo-cileno Venturelli.

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Liberato a Roma il cileno Alfonso Podlech

foto di Omar Venturelli

Gianni Tarquini

Verso la conclusione del processo che lo vede imputato per la morte dell’ex sacerdote di origine italiana Omar Venturelli

ROMA  –  Venerdì 11 marzo  è stato scarcerato da Rebibbia Alfonso Podlech, ex procuratore militare di Temuco, in Cile, oggi settantacinquenne, arrestato dal giudice spagnolo Balthazar Garzon il 27 giugno del 2008 e sotto processo davanti alla I Corte d’Assise di Roma per l’omicidio dell’ex sacerdote italiano Omar Venturelli all’interno delle violazioni dei diritti umani della Operazione “Condor” e degli altri abusi dell’ex dittatore cileno Augusto Pinochet.

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Felicità e disgusto per il salvataggio dei 33 minatori

Il salvataggio dei 33 in una tv in superficieQualche giorno fa si è concluso, seguito in diretta televisiva da forse un miliardo di persone, il salvataggio dei 33 minatori cileni rimasti sotto terra per 68 giorni, dopo il crollo della miniera di rame e oro in cui lavoravano. Prosegui la lettura »

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Termina lo sciopero della fame dei prigionieri mapuche, ma continuano le trattative

Per ragioni umanitarie e per i progressi fatti dal governo cileno partendo dalle sue precedenti proposte, i prigionieri mapuche hanno deciso di terminare lo sciopero della fame che stava per giungere a 90 giorni. Le trattative comunque continueranno.

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Fratelli mapuche, vi vogliamo vivi, per lottare!

Lucía Sepúlveda Ruiz

I prigionieri politici mapuche continuano a dare ai movimenti sociali, ai popoli oppressi e a coloro che lottano per i diritti umani una grande lezione etica, sociale e politica. È cresciuta la speranza, è rinata la solidarietà, si è nuovamente cominciato a calcare le strade… E questo sta succedendo in uno dei paesi dell’America Latina socialmente più arretrati ed alieni ai cambiamenti, nel nostro regno cileno del consumo e della mancanza di compromessi. In mezzo a ciò si manifesta un potente movimento che è venuto formandosi in decenni di quotidiane e dure lotte nelle depredate comunità del sud, di cui sono protagonisti uomini la cui sorte è legata alla terra, oggi incarcerati, e donne che sono la terra, portavoce dei suoi dolori.

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