Archivio per la categoria Bolivia

Il potere cocalero: La rilocalizzazione, il sindacalismo e le nuove forme di organizzazione

Alex Contreras Baspineiro

SECONDA PARTE

Ivirgarzama, Eterazama, Padrezama, Isarzama, Cesarzama e altri centri abitati attuali del Tropico di Cochabamba portano nomi indigeni, in lingua yuracaré. Ma, assurdamente in questi paesi non vivono più indigeni, poiché furono allontanati da immigrati, soprattutto da produttori di coca.

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Il potere cocalero: L’espansione politica e territoriale e la distruzione dei valori indigeni

Alex Contreras Baspineiro

PRIMA PARTE

Il Tropico di Cochabamba: la trasformazione dei territori indigeni in una caotica colonizzazione

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Una nuova mappa politica in Bolivia

Pablo Stefanoni

Sette anni di governo di Evo Morales.

Il MAS, dal 2006 al potere a La Paz, ha riconfigurato la Bolivia con profonde trasformazioni socioculturali. Grazie ad un’attenta gestione della macroeconomia, ad alti indici di crescita, ad un livello record delle riserve e a miglioramenti negli indici di povertà e disuguaglianza è riuscito a disarticolare l’opposizione liberal-conservatrice.

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Governo e popolo boliviani: per gli Stati Uniti “cattivi ragazzi”

 Patricio Montesinos

Il governo e il popolo boliviani evidentemente sono considerati “cattivi ragazzi” dagli Stati Uniti, per il solo fatto di difendere la propria sovranità e indipendenza, come ha recentemente sottolineato un giornalista di un mezzo televisivo di La Paz, riferendosi alle costanti aggressioni che negli ultimi tempi Washington fa contro questa nazione andina.

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La sconfitta di Jéssica e “l’effetto Lens”

Pablo Stefanoni

Dopo la guerra dei sondaggi, i risultati elettorali hanno finalmente dato una foto della correlazione di forze nel Beni: la destra, che nella regione è riuscita a formare un fronte unico, ha vinto sul MAS e ha recuperato il governatorato dopo la sospensione e la successiva rinuncia di Ernesto Suárez. Prosegui la lettura »

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La corruzione in Bolivia corrode strutture del processo

Alex Contreras Baspineiro

In Bolivia, a partire dai ministeri della Presidenza e del Governo, pilastri del gabinetto politico, si è formata una pericolosa rete di corruzione, estorsione e frode –“una mafia”– che sta facendo tremare le strutture fondamentali del cosiddetto “processo di cambiamento”.

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Evo Morales e la sua cosmovisione economica

Pablo Stefanoni

Alcuni giorni fa, la Bolivia ha presentato i 64 studenti con borsa di studio che andranno all’Accademia Cinese dello Spazio per formarsi nella gestione del satellite Túpac Katari, che si sta costruendo in quel paese asiatico. Quasi allo stesso tempo, il governo di Evo Morales ha lanciato con successo un buono del tesoro globale, per la prima volta in un secolo. Prosegui la lettura »

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Scontri tra minatori in Bolivia: muore un lavoratore

I minatori chiedono la nazionalizzazione e aprono una crisi politica nazionale. Sciopero nazionale della COB giovedì e mercoledì. Prosegui la lettura »

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Le ONG e Álvaro García Linera

Andrés Soliz Rada

Il Vicepresidente Álvaro García Linera (AGL) è, da lontano, la figura più influente del governo di Evo Morales. Il carattere pendolare del regime è dovuto, in grande misura, alla sua personalità, caratterizzata dal suo dinamismo (esercita una specie di tutela su tutti i ministri, è la connessione tra l’Esecutivo e il Legislativo, scrive testi critici e diffonde il suo pensiero in tribune accademiche). Prosegui la lettura »

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La plurinazionalità in tempi di consultazioni nel TIPNIS

Salvador Schavelzon

Non molto tempo fa, la Bolivia ha sorpreso per la forza con cui indigeni e contadini sono giunti allo stato ed hanno redatto una nuova Costituzione.

Decolonizzazione, Vivere Bene, Autonomia Indigena, Plurinazionalità sono stati concetti che venivano costruiti con le lotte indigene, si costituzionalizzavano ed oggi li ascoltiamo nel dibattito statale. Però anche contro lo stato.

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Patria grande e soiera

Darío Aranda

Questo rapporto che oggi diventa pubblico, ma che MU ha anticipato nella sua edizione di luglio, rivela come la monocoltura della soia avanzi in Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay provocando disboscamenti, concentrazione delle terre e sfollamenti. In questo articolo Darío Aranda traccia la cartografia geopolitica ed economica del modello.

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Bolivia: viver bene?

Evo Morales è venuto ancora una volta in Italia, accolto da un pubblico numeroso ed entusiasta che giustamente vede in lui la nuova America Latina che resiste all’imperialismo e cerca una strada originale. Tuttavia mi sembra che il sostegno convinto a questa ed altre esperienze non debba escludere una visione a tutto tondo dei problemi e delle contraddizioni di questa ricerca del “buen vivir”. Prosegui la lettura »

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Dentro la rivoluzione tutto, fuori…

Sono 45 giorni che la Bolivia vive quotidianamente conflitti e tensioni nelle sue strade. Cortei contro e a favore del governo in un paese segnato storicamente dalla mobilitazione popolare.

Da Marcha Prosegui la lettura »

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La Bolivia nazionalizza l’elettricità, atto di sovranità tra le proteste

Pablo Stefanoni

Evo Morales, da quando il 1° maggio 2006 occupò i campi di gas e petrolio con le Forze Armata e obbligò le aziende straniere a rinegoziare i loro contratti, in quasi tutti i successivi Giorni del Lavoro ha nazionalizzato qualche impresa per consolidare il suo progetto di “recupero statale delle risorse naturali e dei servizi di base”. E ieri ha ripetuto questo programma simbolico con l’occupazione militare dell’impresa elettrica  Transportadora de Electricidad.

Anche se queste nazionalizzazioni sono andate perdendo forza per la loro prevedibilità e per la decrescente importanza delle imprese “recuperate”, quest’anno l’impatto della misura a danno di capitali spagnoli è aumentato dopo le ripercussioni causate in Argentina dalla statalizzazione delle azioni della Repsol.

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Evo Morales: “L’ambientalismo è il nuovo colonialismo”

Affermando che “la destra non ha una proposta politica, democratica, strutturale o sociale”, il presidente della Bolivia ha ricordato il conflitto per la costruzione della strada che attraversa il Territorio Indigeno Parco Nazionale Isiboro Sécure (TIPNIS), ed ha dichiarato che “i nemici storici del movimento indigeno si presentano come difensori dell’ambiente quando le loro politiche non sono mai state dirette alla sua conservazione”.

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