Archivio per la categoria Argentina

Errare è umano, discolparsi è degno

Luis Mattini

Per una serie di ragioni che cercherò di esporre qui, il recente asado (arrosto, n.d.t.) fatto nell’ESMA, aldilà delle irregolarità amministrative, è stato un grave errore del Ministro Alak, conseguenza della banalità con cui stiamo trattando la memoria storica.  Bisogna chiedere al Ministro una pubblica discolpa affinché tutti noi possiamo apprendere da questa esperienza.

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Giovani e donne, i più danneggiati dal “modello k”

Gli episodi di violenza alla vigilia di natale ce li hanno mostrati ancora una volta come coloro che più soffrono la disoccupazione e la povertà strutturale. La maggior parte degli arrestati avevano infatti un’età compresa tra i 15 e i 30 anni.

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L’Argentina lotta per raccontare la storia di Marita Verón

All’indomani della sentenza sul caso che è divenuto emblema in Argentina della lotta alla tratta e allo sfruttamento sessuale, i media e le piazze di tutto il paese hanno riportato lo sgomento e la rabbia delle persone di fronte al verdetto del Tribunale di Tucumán. All’udienza del 12 dicembre il tribunale ha assolto tutti i 13 imputati del caso Maria de los Angeles Verón, ritenendo insufficienti le prove per le accuse di privazione illegittima della libertà e favoreggiamento della prostituzione in concorso.

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Un grande giorno per la libertà di espressione

Pascual Serrano

Argentina, 7 dicembre 2012.

Questo 7 dicembre in Argentina scade il ricorso giudiziario intrapreso dal gruppo di comunicazione Clarín per impedire che entri in vigore la nuova Legge dei Servizi di Comunicazione Audiovisiva. Una legge che fu approvata nell’anno 2009 con l’obiettivo di mettere fine alla concentrazione imprenditoriale dei mezzi di comunicazione che mantiene l’informazione nelle mani di pochi, impedendo una adeguata pluralità e una democratizzazione della comunicazione in Argentina. Prosegui la lettura »

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Il caso del debito del secolo

Nick Dearden

Tradotto da Silvia Arana per Rebelión

Gli avvoltoi contro l’Argentina.

È stato chiamato “il caso del debito sovrano del secolo”. Un piccolo gruppo di ricchi speculatori ha preso come ostaggio l’economia argentina. Se l’Argentina non cede alle loro richieste prima del 15 dicembre, secondo quanto deciso da una corte di New York, il paese sarà dichiarato in default.

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Decine di feriti per la repressione a Rawson

Rawson, Provincia di Chubut, martedì 27 novembre, 5 del pomeriggio. Decine di partecipanti delle assemblee “no alle miniere” sono stati gravemente feriti da circa 500 uomini di una squadraccia dell’UOCRA, assoldati da funzionari del governatore Martín Buzzi.

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8N: incontri ravvicinati di un certo tipo

Che è la sicurezza? Cosa è la storia argentina? Che è la libertà? Alcune risposte sorprendenti che si sono potute conoscere ieri nel corteo che ha conquistato il centro porteño  (di Buenos Aieres, n.d.t.) e che aveva come tema unificatore il rifiuto all’attuale governo, avvenimento che ha confermato che ciò che è di massa, che il popolare e il diverso possono essere cose molto differenti. Prosegui la lettura »

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Argentina dopo il clamore dell’ 8N

Pablo Stefanoni

L’ 8 novembre (8N) centinaia di migliaia di persone sono scese a Buenos Aires e in varie altre città argentine a “cacerolear” (a battere le casseruole, n.d.t.) contro il governo di Cristina Fernández de Kirchner (CFK). Credo che la cifra di un milione sia esagerata ma sono stati molti, e più complicato che stabilire cifre è rendere conto del significato di questa mobilitazione che, data la sua ampiezza, non poteva essere omogenea, né dal punto di vista di classe né delle ideologie che hanno mobilitato i partecipanti. Prosegui la lettura »

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Unione Europea: Protezionismo contro 5 paesi latinoamericani

Porte chiuse a Brasile, Argentina, Uruguay, Cuba e Venezuela

L’Unione Europea (UE), ha escluso 89 paesi dal sistema di “preferenze generalizzate” (SPG). Dal 1 dicembre del 2014, con una decisione di evidente carattere protezionista, l’UE chiude il suo spazio ai prodotti provenienti dal Brasile, Argentina, Uruguay, Cuba e Venezuela perché –a suo giudizio– sarebbero economie emergenti, ormai chiaramente emergenti. Prosegui la lettura »

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Garzón in Argentina: a nome nostro, no

Carlos Aznárez

Sorprende realmente la costante mancanza di memoria di cui soffrono alcuni funzionari e membri di organizzazioni argentine dei diritti umani. Nell’ultima settimana, Garzón è stato ricevuto con tutti gli onori dal responsabile dell’Autorità Federale dei Servizi di Comunicazione Audiovisivi, Martín Sabbatella, successivamente il ministro degli Interni Florencio Randazzo, gli ha concesso la residenza argentina e un DNI Prosegui la lettura »

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Di cosa è testimone Alfonso Severo?

A mezzogiorno di giovedì scorso Alfonso Severo doveva raccontare ai membri del Tribunale n. 21, che giudica i responsabili dell’uccisione di Mariano Ferreyra, tutto ciò che sapeva della mafia ferroviaria che attornia il sindacalista José Pedraza. Non ha potuto farlo: è scomparso mercoledì notte ed è riapparso giovedì alla 10.00 della notte, picchiato e con le mani legate.

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Un altro contadino assassinato a Santiago del Estero

Le guardie bianche degli imprenditori hanno assassinato un altro militante del Mocase-VC nella provincia argentina di Santiago del Estero.

Miguel Galván, membro del MOCASE-VC è stato assassinato con una pugnalata alla giugulare da Paulino Riso a Paraje Simbol, a nord di Santiago del Estero.

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Su gendarmi e prefetti

La risposta del governo nazionale con premura è arrivata per risolvere le proteste salariali dei membri delle forze di sicurezza dello stato. Mentre i lavoratori statali protestano e manifestano per settimane per ottenere delle risposte ai loro reclami, non succede lo stesso con coloro che hanno un ruolo di repressione contro il popolo.

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Il deserto verde

Darío Aranda

Il 21 settembre è il Giorno Internazionale contro la monocoltura di alberi. In Argentina un caso paradigmatico è quello della provincia di Misiones, dove provoca le stesse conseguenze del modello soiero. Sfolla contadini ed indigeni, usa pesticidi e concentra la terra in poche mani. I contadini chiedono l’espropriazione delle terre della multinazionale Alto Paraná, il maggiore proprietario terriero di Misiones. Prosegui la lettura »

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Recuperare territori

Dario Aranda

La multinazionale italiana Benetton è il più grande proprietario terriero del paese.

La multinazionale italiana Benetton possiede nella Patagonia Argentina 970 mila ettari, l’equivalente di 48 volte la superficie della città di Buenos Aires. È il più grande proprietario terriero del paese. Prosegui la lettura »

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