Bolivia: Giornata di sciopero di 24 ore a Santa Cruz termina con violenze e occupazione di istituzioni

Santa Cruz, 30 dicembre 2022 (ABI) – La giornata di sciopero di 24 ore convocata a Santa Cruz dal Comitato Civico in rifiuto della detenzione di Luis Fernando Camacho per quattro mesi a Chonchocoro per il caso Colpo di Stato I, è terminata venerdì con violenze da parte dei membri dell’Unione Giovanile Cruceñista (UJC), con distruzioni e incendi di istituzioni pubbliche e veicoli. Prosegui la lettura »

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Cile: Gabriel Boric e Carolina Tohá sul sentiero di Dina Boluarte

Redazione Desinformémonos

Manifesto per Mijael Carbone Queipul e tutti i prigionieri politici Prosegui la lettura »

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Perù: Hanno espulso l’usurpatrice Boluarte da Cusco

In una conferenza stampa una giornalista le ha detto quello che pensa il popolo. Prosegui la lettura »

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Bolivia: Luis Camacho è stato arrestato dalla polizia e i suoi seguaci hanno causato una crisi politica

Sofía Troiano

Il governatorato di Santa Cruz ha accusato il governo di aver sequestrato il dirigente di destra. Sostenitori di Camacho hanno fatto irruzione nei due aeroporti più importanti di Santa Cruz, sono entrati anche negli aerei e hanno obbligato i passeggeri a scendere, per verificare che il governatore non si trovasse lì. Prosegui la lettura »

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Colombia: Aureliano Carbonell dice di apprezzare il nuovo inizio di questo tavolo di dialogo di pace

Le delegazioni del Governo della Colombia e dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), hanno concluso il primo ciclo di lavori del Tavolo di Dialogo di Pace portati a termine tra il 21 novembre e il 12 dicembre 2022 nell’Hotel Humboldt, nel Parco Nazionale Waraira Repano situato a Caracas. Colombia Informa ha intervistato Aureliano Carbonell, che fa parte della Delegazione di Pace dell’ELN. Prosegui la lettura »

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Perù: L’usurpatrice Dina Boluarte vuole uscire dal paese lasciando al suo posto il presidente del Congresso José Williams Zapata, un militare di destra 

Sembrerebbe che l’usurpatrice Dina Boluarte stia tentando di uscire dal paese e propone al Congresso mafioso un progetto di legge per dare l’incarico al presidente del Congresso, non essendoci vicepresidenti. Come già si stava rumoreggiando da quando la Boluarte si è convertita in una marionetta del Congresso, c’era una grande possibilità che questa facesse una mossa di arroccamento con il militare, con precedenti nella destra più accanita del Perù, José Williams Zapata. Prosegui la lettura »

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Perù, le proteste si radicalizzano: “che se ne vadano tutti!”

Olivier Turquet

Abbiamo intervistato Raphael Hoetmer, analista politico e membro del Grupo de Trabajo sobre Alternativas al Desarrollo de América Latina y Caribe, sulla complicata situazione in Perù. Prosegui la lettura »

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Perù: Per Lucha Indígena “Lo stato è il problema”

Condividiamo l’ultima edizione di dicembre della rivista mensile virtuale “Lucha Indígena” diretta dallo storico dirigente Hugo Blanco Galdós.

“La mobilitazione sociale in Perù è contro il potere economico che ha occupato lo stato. Per questo chiediamo la chiusura del congresso e l’inizio di un Governo Provvisorio delle organizzazioni popolari oggi in lotta di resistenza contro il neofascismo”. Prosegui la lettura »

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Nazione Mapuche: “I nostri prigionieri non hanno commesso delitti, c’è una chiara persecuzione politica”

Carlos Aznárez e María Torrellas

Per comprendere lo sciopero della fame di cui sono protagonisti i prigionieri politici mapuche del Coordinamento Arauco Malleco, parliamo con il portavoce del CAM, Rafael Pichún Collonao, che ci ha dichiarato che nonostante la criminalizzazione che subiscono da parte dello stato cileno, “loro sono decisi e in lotta”. Prosegui la lettura »

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Argentina: Il costo sociale e ambientale dell’attività mega mineraria del litio

Darío Aranda

Comunità indigene, contadini e assemblee socioambientali rifiutano l’attività mega mineraria del litio. Affermano che distrugge ecosistemi vitali contro il cambiamento climatico, viola diritti umani, mette a rischio l’acqua e smentiscono che si tratti di un minerale necessario per la “transizione energetica”, come di solito si pubblicizza. Prosegui la lettura »

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Perù: Ribellione militare, ufficiali e sottufficiali del VRAEM non riconoscono Dina Boluarte

Gli ufficiali subalterni, tecnici, sottufficiali e la truppa acquartierati nella Valle dei fiumi Apurímac, Ene e Mantaro (VRAEM) e alle frontiere non obbediranno a qualunque atto contrario alla vita umana, ci dichiariamo in ribellione di fronte all’usurpatrice Dina Arcelia Baluarte Zegarra. Allo stesso tempo, siamo contro questo sistema sfruttatore, corrotto avallato dalla costituzione politica del Perù del 1993. Prosegui la lettura »

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Cile: Boric ha scelto di appoggiare il golpe della destra in Perù

A differenza dell’appoggio esplicito della grande maggioranza dei leader regionali di sinistra all’ex presidente del Perù Pedro Castillo, il Cile ha optato di sostenere l’attuale golpista peruviana, Dina Boluarte. Prosegui la lettura »

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Cile: L’accordo dell’infamia

Miguel Lawner

Ieri, 12 dicembre 2022, si è consumata la massima cucina mai realizzata nella storia del Parlamento cileno. Per 92 giorni, rinchiusi nel vecchio Congresso, alle spalle del popolo, deputati e senatori di governo e opposizione, hanno finito con il partorire un marchingegno destinato a incatenare la sovranità popolare, perpetuando, nei fatti, il modello economico sociale neoliberale, concepito da Jaime Guzmán e un pugno di “esperti”, come li si chiama ora. Prosegui la lettura »

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Perù: I militari tornano ad uccidere nelle Ande

Raúl Zibechi

È esattamente la medesima geografia della guerra che il Perù visse nel decennio del 1980: le Ande contro la Costa, le comunità e i popoli aymara e quechua che si battono con uno stato genocida. Ma sono anche i medesimi attori: i poveri della sierra di fronte all’oppressione di cinque secoli, come successe in tutte le rivolte andine, dal Taki Onqoy nel XVI secolo, decenni dopo la conquista, fino alla rivoluzione di Tupa Amaru II nel 1780. Prosegui la lettura »

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Perù: Sono già nove le persone assassinate dal governo peruviano

Il governo golpista schiera l’esercito per reprimere le proteste per la destituzione di Castillo.

Questo mercoledì il governo peruviano ha deciso di estendere a tutto il paese lo stato d’emergenza per 30 giorni in risposta alle proteste a sostegno dell’ex presidente Pedro Castillo. Prosegui la lettura »

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