Il processo che ha condannato il comunero mapuche Waikilaf Cadin Calfunao
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Cile il 16-03-2012
Il 29 dicembre 2009 due ordigni esplosivi sono scoppiati nel supermercato Unimarc di Temuco. Nessuno vide l’autore del fatto, ad eccezione di un guardiano di auto che alla fine si è trasformato nel testimone chiave della Procura e la cui testimonianza ha permesso di condannare il comunero mapuche Waikilaf Cadin Calfunao. È avvenuto lo scorso 18 gennaio, quando il Tribunale di Temuco, con una sentenza non all’unanimità, lo ha condannato a 4 anni e mezzo di carcere per il delitto di porto illegale di ordigni esplosivi.
INIZIATIVA MARTEDÌ 20 csoa ExSNIA: FERMIAMO LA DISTRUZIONE DEI FIUMI IN AMERICA LATINA
Scritto da ccarlosfonseca in America Latina, Cile, Colombia, Guatemala il 16-03-2012
Le multinazionali dell’idroelettrico, prima fra tutte l’italiana ENEL, stanno conducendo un’aggressiva battaglia per costruire centinaia di impianti idroelettrici in tutto il continente. Dalla Patagonia cilena alle terre indigene del Guatemala, dalla Colombia all’Amazzonia, grazie ai meccanismi del protocollo di Kyoto oggi le multinazionali possono avere doppi guadagni dal settore idroelettrico. I risultati sono: distruzione degli ecosistemi, delle economie locali, violazione dei diritti delle comunità indigene e contadine. Come in Val di Susa i governi rispondono con la repressione alla proteste delle popolazioni locali.
Come costruire una campagna di resistenza globale?
La Bolivia si oppone al Foro Mondiale dell’Acqua
Scritto da ccarlosfonseca in Bolivia il 15-03-2012
J. Marcos y Mª Ángeles Fernández
“L’equità e la giustizia nell’accesso all’acqua sono fondamentali ma sfortunatamente non sono state considerate”. Delle più di 130 delegazioni partecipanti al Foro Mondiale dell’Acqua, la Bolivia è stato l’unico paese che si è opposto in modo ufficiale e pubblico alla dichiarazione ministeriale, il risultato più importante di questa riunione che si celebra a Marsiglia (Francia), da lunedì 12 marzo fino a sabato 17.
Il tasso di impunità è del 94% e le minacce stanno aumentando
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 14-03-2012
Le Nazioni Unite conteggiano in più di tremila i sindacalisti colombiani assassinati o scomparsi dal 1984.
Più di 2.800 omicidi, 216 scomparse fatte con la forza e 163 sequestri negli ultimi 27 anni sono alcune delle preoccupanti cifre che dà come risultato il rapporto sulla violenza contro i sindacalisti presentato dal PNUD.
Perché uccidono i sindacalisti? Chi c’è dietro questa violenza? Cosa ha cercato di fare fino ad oggi lo stato colombiano di fronte a questi fatti? Questi sono alcuni degli interrogativi che cerca di risolvere il rapporto “Conoscere il passato, costruire il futuro”, uno studio che ha richiesto due anni di indagini da parte del Piano delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, PNUD, e che è stato presentato lunedì scorso.
El Salvador: Lezioni che non finiamo mai di apprendere
Scritto da ccarlosfonseca in El Salvador il 14-03-2012
Percy Francisco Alvarado Godoy
Vari comunicati della stampa hanno dato la notizia: il Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (FMLN) è stato il grande perdente delle elezioni legislative e municipali svolte la scorsa domenica in Salvador.
Forse il popolo salvadoregno ha puntato ciecamente sul passato di repressione e povertà? Forse i salvadoregni hanno preferito l’oligarchia repressiva e si suoi squadroni della morte? Chi pensa in questo modo si sbaglia.
El Quimbo: LA RESISTENZA CONTINUA!
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 14-03-2012
ormai le meravigliose sorti della diga del Quimbo sembravano assicurare che il “progresso” ha la meglio sulle stupide pretese dei pescatori.
La protesta è stata repressa, i peones hanno capito chi è il più forte:
il fiume deviato, la docile Magdalena ha accettato di entrare nel tunnel che le imprese europee hanno costruito per lei.
Poi che è successo?
È successo che la Magdalena ci ha ripensato.
Goccia a goccia si va formando un torrente
Scritto da ccarlosfonseca in Ecuador il 13-03-2012
Mentre gli indigeni criticano gli impianti minerari su grande scala, il governo disarticola il decreto minerario.
Andiamo a cambiare il mondo
Lo scorso 5 marzo, a Quito è stato firmato tra il governo ecuadoriano e l’ECSA (Ecuacorriente SA) di proprietà del consorzio cinese CRCC-Tongguan il contratto per lo sfruttamento del Progetto Mirador [1].
Un così agognato e celebrato giorno per il governo ecuadoriano è stato trasmesso sul segnale in chiaro del satellite, mentre il presidente Correa di fronte ai mezzi di comunicazione assicurava che questo contratto era una pietra miliare storica per l’America Latina dato che, secondo quanto raccontava, all’Ecuador andava il 52% della partecipazione della rendita mineraria, mentre che l’Argentina o il Perù hanno rispettivamente appena il 35% ed il 33%.
Acqua per la Vita
Scritto da ccarlosfonseca in Brasile il 13-03-2012
Il MAB del Brasile sulla giornata mondiale di lotta contro le dighe.
Il 14 marzo si celebrerà il Giorno Internazionale di Lotta contro le Dighe, per i fiumi, l’acqua e la vita. Uno dei referenti di questa lotta, il brasiliano Movimento dei Danneggiati dalle Dighe (MAB, per la sua sigla portoghese), ha pianificato dal 12 al 16 marzo azioni in vari stati del paese.
Il suo obiettivo è dire NO alle dighe per i loro impatti ambientali, sociali e culturali, tra gli altri, rifiutare la privatizzazione del settore elettrico e denunciare l’alto prezzo fatto pagare al popolo brasiliano per le tariffe dell’energia.
Perù: Humala, padrino del commando “Chavín de Huántar”
Scritto da ccarlosfonseca in Perù il 08-03-2012
In Perù la realtà è letta al rovescio. Al corrotto gli dicono rispettabile, al ladrone, onorato, al bugiardo onesto e al criminale lo chiamano eroe.
Al parlamentare corrotto gli dicono “padre della patria”, al giudice immondo gli dicono uomo di legge. Al mercenario che scrive gli dicono giornalista e perfino scrittore. Al pagliaccio politico gli dicono uomo serio. Perfino i presidenti corrotti che periodicamente passano per il palazzo di governo si fanno chiamare “dignitari della nazione” e “incarnazione della patria”.
Colombia: Manifesto per la pace, fino all’ultima goccia dei nostri sogni
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 08-03-2012
Nel cuore dell’America esiste un rifugio umano abbracciato a tre cordigliere, cullato da esuberanti valli, frondose selve, e bagnato da due oceani. Sorgenti e grandi fiumi trasformano le terre in prodigi di fertilità, terminando al sud nell’Amazzonia: che trasforma la Colombia in un oggetto di grandi cupidigie. E da lì incomincia il martirio del popolo: dalla cartografia dell’avidità di un pugno di uomini. La Colombia, nonostante abbia tutto per rendere possibile una vita degna alla totalità dei suoi 48 milioni di abitanti, subisce una elite che continua la violenza coloniale e afferrandosi al potere locale offre le ricchezze del paese al potere multinazionale, condannando così il popolo ad una sanguinosa storia di spoliazioni.
Due continenti contro il neoliberismo
Scritto da ccarlosfonseca in America Latina, Europa il 07-03-2012
Dall’America Latina osserviamo con preoccupazione la rotta che sta prendendo la crisi economica e politica europea, e siamo speranzosi riguardo alle risposte che stanno dando, e sicuramente daranno, i diversi popoli, con la convinzione che il futuro dei “los de abajo” di entrambi i continenti avrà molto in comune.
In differenti periodi storici (durante la decade del 1990 in America del Sud, poi nel 2008 in Europa), il capitale finanziario ha lanciato brutali e miserabili offensive per strappare a “los de abajo” conquiste storiche, portando i settori popolari ad una situazione di sopravvivenza in condizioni di dominio. È necessario tener presente che tutto ciò non è una deviazione né un errore del sistema, bensì il modo, che sta diventando abituale, in cui il capitale si comporta in questa fase di decadenza, che si prolungherà, perché cerca di trascinarci tutti nella rovina per allungare la sua agonia.
Il Rio Magdalena non permette di essere deviato e Rios Vivos contesta le segnalazioni del Governo
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 07-03-2012
Comunicato all’opinione pubblica
La pacha mama e il rio Magdalena si oppongono alla costruzione del progetto Idroelettrico El Quimbo. La deviazione del fiume che si è cercata di fare lo scorso 3 marzo è risultata essere un fracasso, oggi constatiamo che il fiume è cresciuto e ha continuato il suo corso normale. Oggi scade il termine, dato da Emgesa, per la realizzazione della deviazione e il Magdalena ha parlato a favore dei danneggiati.
Il dilemma kirchnerista
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 06-03-2012
La cosiddetta “Tragedia di Once” potrebbe essere un prima e un dopo del kirchnerismo. “Potrebbe” perché in politica tutto dipende dalle strategie degli uni e degli altri che vanno determinando il modo in cui vengono interpretati i fatti e le responsabilità, e vengono incolpati o assolti i governanti. Senza dubbio ci sono tutte le condizioni obbiettive per cui il governo paghi un alto costo, si vedrà se le soggettive si allineano, e come gioca l’assenza di opposizione. Al di là delle ragioni puntuali per cui un treno con circa 1500 passeggeri non ha frenato in tempo e si è schiantato contro i marciapiedi della stazione di Once, c’è tutto un substrato che parla del modo di far politica del peronismo kirchnerista, e mette in evidenza che le rotture con la “lunga notte neoliberista” degli anni 90 non sono tante né così profonde come ci dice la narrazione nazionale e popolare.
Enti di controllo verificheranno il progetto del Quimbo
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 05-03-2012
La Procura Amministrativa e la Procura colombiane verificheranno il progetto dell’impresa idroelettrica del Quimbo, nel sud del paese, che viene costruita dal gruppo spagnolo Endesa e che è stata l’epicentro di polemiche da parte di contadini della regione e ambientalisti, e che ha provocato manifestazioni.
Domenica, il procuratore generale colombiano, Alejandro Ordóñez, ha comunicato ai giornalisti che ha affidato ad una commissione speciale dell’ente la revisione del progetto nel dipartimento del Huila.
CONTRO LA DEVASTAZIONE AMBIENTALE E SOCIALE CHE L’ENEL ESPORTA IN GIRO PER IL MONDO
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 01-03-2012
L’Enel oggi è una multinazionale dell’energia di primo livello per quanto riguarda i profitti, ma di ultimo per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani.
In Guatemala, Cile, Colombia sta portando avanti progetti disastrosi contro i quali lottano le popolazioni locali, spesso represse da governi autoritari su ordine della stessa Enel.
Ma cosa ci fa la vecchia impresa pubblica italiana in Sud America?
Nel 2008 L’ENEL Acquista la Società Spagnola ENDESA. Da quel momento continente SUDAMERICANO diventa di grande interesse per la società italiana, grazie alle enormi risorse naturali da SACCHEGGIARE.
Infatti delle dighe che l’Enel vuole costruire in Guatemala, Cile, Colombia, nessuna serve a produrre elettricità per la popolazione residente, ma a soddisfare l’enorme richiesta di elettricità delle miniere dove altre imprese straniere saccheggiano le ricchezze di questi paesi indipendenti solo di nome e affamati dai loro Governi.











