Lettera a Rodolfo Walsh

Osvaldo Bayer

17 anni fa, Osvaldo Bayer pubblicò una lettera a chi considerava il suo maestro, nonostante i due fossero nati lo stesso anno: Rodolfo Walsh. Ieri si è realizzato un atto di solidarietà con una scuola di Junín in cui una maestra era stata minacciata da militari per aver insegnato ai loro figli con testi dell’autore di “Operación Masacre”, “¿Quién mató a Rosendo?” o “Esa mujer”. Bayer e Walsh, due punti di riferimento non eludibili del giornalismo argentino. Il testo fu pubblicato su Página 12, il 1 aprile 1995.

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Il Mercosur sospende il Paraguay fino alle nuove elezioni e ammette il Venezuela

Il Mercosur ieri ha sospeso il Paraguay fino a quando non svolgerà nuove elezioni e ha deciso che il 31 luglio il Venezuela si associ al blocco come membro di pieno diritto.

La decisione è stata adottata dai presidenti di Argentina, Brasile ed Uruguay nella conferenza svoltasi a Mendoza, alla quale non ha potuto partecipare il quarto socio, il Paraguay, per la sua esclusione dopo la destituzione del suo presidente, Fernando Lugo, da parte del Parlamento del suo paese il 22 luglio.

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17,5 milioni di messicani hanno scelto il nuovo presidente Peña Nieto

In una democrazia borghese bastano 17,5 milioni di voti, su una popolazione di 100 milioni, per vincere tra gli applausi. In Messico l’astensione è stata del 37%, hanno quindi votato 46 milioni di persone e un terzo di loro ha scelto il candidato del Pri Enrique Peña Nieto.

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Quel Cile che lotta… la rabbia degli studenti

Quel Cile che ci aveva fatto battere il cuore giusto un anno fa, con la (ri)nascita del movimento studentesco contro Piñera, torna a far parlare di se in tutto il mondo. Sui nostri social network ricominciano a sfrecciare le immagini di questi fieri ragazzini che assaltano i mezzi blindati dei carabineros e i video degli scontri davanti al palazzo della Moneda.

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L’Honduras non è più lo stesso

Giorgio Trucchi

Tre anni dopo il colpo di Stato il popolo resiste e avanza

Tegucigalpa, 28 giugno (LINyM / Rel-UITA)-. Questo 28 giugno il popolo honduregno si è riversato per le strade delle principali città dell’Honduras e ha celebrato tre anni di resistenza contro il colpo di Stato criminale, che nel 2009 ha deposto il presidente Manuel Zelaya e ha fatto scattare la scintilla che ha incendiato il paese. Tre anni dopo, l’Honduras non è più lo stesso e la gente non solo resiste, ma avanza delle proposta concrete di riforma e di cambiamenti politici e sociali.

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Video: Agrocombustibili: vecchi volti con nuove maschere


Gli agrocombustibili, chiamati furbescamente biocarburanti, vengono presentati come un’alternativa verde all’esaurimento del petrolio. Ma dove vengono coltivati la canna da zucchero, la soia, la palma da olio dai quali sono ottenuti, producono sfruttamento, inquinamento, deforestazione e sottraggono terre alla produzione alimentare. Il capitalismo usa gli agrocombustibili per non mettere in discussione il suo modello di sviluppo e i suoi stili di vita che stanno trascinando il pianeta alla catastrofe. Video sottotitolato in italiano dal Comitato Carlos Fonseca.

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Sovranità alimentare: iniziative di base

Juan Nicastro

Il possesso di territorio o acqua, i quadri giuridici, la pressione del “pacchetto tecnologico” delle multinazionali agricole, le forme della formazione agroecologica nei movimenti, l’autonomia delle sementi e dei concimi agricoli, il cambiamento climatico, il consumo alimentare delle grandi città, la concentrazione e distribuzione dei prodotti, le reti di commercializzazione, il livello di mobilitazione sociale contro i transgenici, sono tutti indicatori, limitanti alcuni fecondi altri, che in molti casi stanno evolvendo in positivo e mostrando successi di sovranità alimentare. Prosegui la lettura »

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Perché è caduto Lugo? Il peso delle agromultinazionali

Atilio A. Boron
Alainet

Il Congresso del Paraguay ha consumato questo venerdì una delle frodi più sfacciate della storia politica latinoamericana: ha destituito in un processo sommarissimo, che assomigliava molto di più ad un linciamento politico che a un processo costituzionale, il presidente Fernando Lugo. Con una rapidità proporzionale alla sua legittimità il Senato più corrotto delle Americhe, – ed è tutto dire! – lo ha trovato colpevole di “cattivo svolgimento” delle sue funzioni a causa delle morti provocate dallo sgombero di una fattoria a Curuguaty. Questo massacro è stata una trappola montata dalla destra che da quando Lugo aveva assunto il potere stava aspettando il momento propizio per mettere fine ad un regime che, nonostante non avesse danneggiato i suoi interessi, apriva uno spazio per la protesta sociale e l’organizzazione popolare incompatibile con il suo dominio di classe. Prosegui la lettura »

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Metà America Latina contro la destituzione di Lugo

Il Brasile e i paesi dell’Alba si pronunciano per il ristabilimento dell'”ordine democratico”. L’Argentina ritira l’ambasciatore da Asuncion. L’Osa ritiene illegale il procedimento di sfiducia per non aver rispettato il diritto alla legittima difesa. L’Unasur si riunirà mercoledì in Perù per esaminare la questione. Gli Stati Uniti invitano i paraguaiani “a mantenere la calma”. Prosegui la lettura »

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Cosa c’è dietro la destituzione di Lugo in Paraguay

Comitato Carlos Fonseca
comitatocarlosfonseca.noblogs.org

Il presidente paraguayano Lugo, ex vescovo e seguace della teologia della liberazione, è stato destituito. Al suo posto un governo formato dalla dal Partito Colorado e da quello Liberale, che prima lo appoggiava. Ecuador, Venezuela, Brasile affermano di non riconoscere altro presidente al di fuori di Lugo e protestano contro il “colpo di Stato”.

Motivo apparente della sfiducia votata dal Senato c’è il massacro di una settimana fa di Curuguaty, dove sono morti 11 contadini e 6 poliziotti, dietro ci sono gli interessi dei proprietari terrieri e delle agromultinazionali in un Paese che è tutto un campo di soia. Prosegui la lettura »

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Obrador “Se vinco le elezioni questo il mio Governo”

I ministri dell’ipotetico futuro governo di Obrador mostrano quanto sia lontano questo candidato dalla sinistra delle lotte sociali.

di Rafael de la Garza Talavera Prosegui la lettura »

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Uruguay verso la legalizzazione della marijuana

La sostanza psicotropa sarebbe prodotta e commercializzata dallo Stato. Scopo del Governo, che stà preparando una proposta di legge, è combattere il narcotraffico legalizzando una delle merci dalle quali trae profitto. Il Governo ha definito sbagliata la scelta di Nixon di 40 anni fa di dichiarare una “guerra che è stata vinta dai narcos“. Prosegui la lettura »

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Il Venezuela rafforza la sua politica contro la violenza

Le accuse al governo bolivariano di non garantire la sicurezza nel Paese sono la principale arma propagandistica dell’opposizione. In realtà i tassi di violenza erano alti anche prima della vittoria di Chavez, ma nel 2011 ci sono stati quasi 20.000 omicidi. Questa la strategia del Governo per debellare la violenza in Venezuela: combatterne i presupposti sociali invece di reprimere. Prosegui la lettura »

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Le Bacrim… lo stesso narcoparamilitarismo

Il paramilitarismo in Colombia è ed è stato uno strumento repressivo e di terrore, al servizio degli interessi politici ed economici dell’elite dominante; protetti dallo stato, finanziati dai proprietari terrieri, dalla borghesia agraria e finanziaria e negli ultimi tempi dal narcotraffico che li ha fatti diventare degli eserciti privati del crimine.

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Gli USA investono annualmente miliardi in operazioni di ingerenza USAID/CIA

Jean Guy Allard

Gli USA investono annualmente miliardi di dollari nelle operazioni “umanitarie” in Latinoamerica e nei Caraibi della sua cosiddetta Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID), ha rivelato Mark Feierstein, amministratore dell’ente statale nordamericano, denunciando che è una facciata dell’intelligence nordamericana.

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