Articoli con tag Repressione
Torna in carcere Alfonso Podlech
Scritto da ccarlosfonseca in Cile il 21-03-2011
L’acquisto di una valigia e di una SIM e l’incontro con due sospetti ha fatto scattare nuovamente la custodia cautelare per l’ex procuratore militare
ROMA – E’ durata solo una settimana la libertà per Afonso Podlech. La corte d’assise che dal 2009 lo sta processando per la scomparsa dell’ex sacerdote di origine italiana, Omar Venturelli ha ritenuto sussistente e concreto il pericolo di fuga e così venerdì 18 marzo il procuratore Giancarlo Capaldo ha ordinato il riarresto dell’uomo, accusato di violazione dei diritti umani all’interno del cosiddetto ‘Piano Condor’, l’accordo dei regimi dittatoriali latino-americani per sopprimere i movimenti di opposizione, e della scomparsa dell’italo-cileno Venturelli.
La repressione di un corteo di docenti lascia un morto in Honduras
Scritto da ccarlosfonseca in Honduras il 20-03-2011
Il 18 marzo il corteo dei docenti contrari alla riforma del governo Lobo che attribuisce ai municipi il compito di garantire il diritto all’istruzione e privatizza la scuola è stato caricato dalla polizia.
Liberato a Roma il cileno Alfonso Podlech
Scritto da ccarlosfonseca in Cile il 16-03-2011
Verso la conclusione del processo che lo vede imputato per la morte dell’ex sacerdote di origine italiana Omar Venturelli
ROMA – Venerdì 11 marzo è stato scarcerato da Rebibbia Alfonso Podlech, ex procuratore militare di Temuco, in Cile, oggi settantacinquenne, arrestato dal giudice spagnolo Balthazar Garzon il 27 giugno del 2008 e sotto processo davanti alla I Corte d’Assise di Roma per l’omicidio dell’ex sacerdote italiano Omar Venturelli all’interno delle violazioni dei diritti umani della Operazione “Condor” e degli altri abusi dell’ex dittatore cileno Augusto Pinochet.
La creazione di “nemici interni”, la paura e l’impunità
Scritto da ccarlosfonseca in Messico il 14-03-2011
Pablo Ruiz
Intervista a David Barrios, dell’Osservatorio Latinoamericano di Geopolitica della UNAM
A fine gennaio a Ciudad Juárez, in Messico, organizzazioni sociali e per i diritti umani hanno fatto un digiuno per rendere visibile e sollecitare il governo ad azioni più risolutive per frenare la violenza e le morti che là ci sono.
La guerra, l’affare che ci uccide
Scritto da ccarlosfonseca in Messico il 08-03-2011
La più acuta, veritiera e rivelatrice, delle analisi pubblicate sullo stato di guerra che predomina in Messico, è quella del subcomandante Marcos, sulla La Jornada del 16 febbraio 2011, scritta sotto forma di un riverente riconoscimento dei valori intellettuali e morali di Luis Villoro, che confermano anche la forza intellettuale e morale del Subcomandante Insurgente. Onore a chi merita onore, che in questo caso lo è doppiamente.
L’asse della riflessione di Marcos: come sempre la guerra è in primo luogo una questione di affari. Ci riporta alla memoria, tra gli altri, “Gli affari del signor Giulio Cesare, l’opera teatrale di Bertold Brecht. Con le sue sinistre e a volte ridicole conseguenze: per esempio, le bugie e le falsità inevitabili, l’abissale illegittimità, se ancora ce ne fosse bisogno, in cui è sprofondato Felipe Calderón. Affari con il sangue di molti messicani, la immensa maggioranza dei quali, 35 mila morti, non ha nulla a che vedere, né direttamente né indirettamente, con il “crimine organizzato”. Allora perché queste decine di migliaia di “danni collaterali”?
L’uso indebito del reato di terrorismo per criminalizzare dirigenti indigeni e sociali
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Ecuador il 10-02-2011
La Federazione Internazionale per i Diritti Umani (FIDH), la Commissione Ecumenica per i Diritti Umani (CEDHU), la Fondazione Regionale di Consulenza sui Diritti Umani (INREDH) ed il Centro per i Diritti Economici e Sociali (CDES) esprimono la propria preoccupazione per la crescente criminalizzazione della protesta sociale delle comunità indigene dell’Ecuador mobilitate nella rivendicazione dei propri diritti di fronte allo sfruttamento minerario su grande scala nei loro territori.
40 giornalisti assassinati in America latina nel 2010
Scritto da ccarlosfonseca in America Latina il 13-01-2011
17 in Messico, 10 in Honduras, 7 in Colombia, 2 in Ecuador, Guatemala e Brasile. Nonostante sui giornali “liberi” occidentali siano altri i paesi accusati di non rispettare la libertà di stampa. Rispetto al 2009, 32 morti, la situazione è peggiorata. Prosegui la lettura »
Altre accuse contro il capo del servizio di sicurezza di Uribe
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 09-01-2011
In Colombia si moltiplicano le accuse contro l’ex capo del Das (polizia giudiziaria) Jorge Noguera, già indagato per aver permesso l’intercettazione di telefoni e posta elettronica di magistrati, politici e giornalisti durante il governo di Alvaro Uribe. Prosegui la lettura »
L’ammiraglio che ha mostrato il suo vero volto
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 10-11-2010

Sulla morte del genocida Massera: articolo di Osvaldo Bayer
Un personaggio così assoluto come il morto non si può trovare in tutta la storia argentina. Assoluto nella sua totale decadenza morale, crudeltà, ambizione fuori da ogni misura. Ammiraglio della Marina da Guerra Nazionale. Solamente Massera.
Già 22 morti in 4 mesi di presidenza di Santos
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 01-11-2010
La violenza contro chi lotta per i diritti dei più deboli non si ferma in Colombia. Si tratta di cinque militanti di organizzazioni contadine, sette leaders indigeni, un’attivista per la difesa dei diritti umani, cinque sindacalisti, due educatrici comunitarie e due attivisti per i diritti degli omosessuali. Prosegui la lettura »
Termina lo sciopero della fame dei prigionieri mapuche, ma continuano le trattative
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Cile il 11-10-2010
Per ragioni umanitarie e per i progressi fatti dal governo cileno partendo dalle sue precedenti proposte, i prigionieri mapuche hanno deciso di terminare lo sciopero della fame che stava per giungere a 90 giorni. Le trattative comunque continueranno.
Fratelli mapuche, vi vogliamo vivi, per lottare!
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Cile il 07-10-2010
Lucía Sepúlveda Ruiz
I prigionieri politici mapuche continuano a dare ai movimenti sociali, ai popoli oppressi e a coloro che lottano per i diritti umani una grande lezione etica, sociale e politica. È cresciuta la speranza, è rinata la solidarietà, si è nuovamente cominciato a calcare le strade… E questo sta succedendo in uno dei paesi dell’America Latina socialmente più arretrati ed alieni ai cambiamenti, nel nostro regno cileno del consumo e della mancanza di compromessi. In mezzo a ciò si manifesta un potente movimento che è venuto formandosi in decenni di quotidiane e dure lotte nelle depredate comunità del sud, di cui sono protagonisti uomini la cui sorte è legata alla terra, oggi incarcerati, e donne che sono la terra, portavoce dei suoi dolori.
Comunicato di Askapena, associazione per la solidarietà internazionalista
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 29-09-2010
Comunicato dell’associazione basca Askapena sull’arresto di 7 militanti internazionalisti, ed articolo del giornale dell’oligarchia colombiana, EL TIEMPO, che nel dare la notizia delle detenzioni parla, per colpire la militanza internazionalista, di loro legami con l’ETA e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC).
I Mapuche rifiutano la proposta del governo
Scritto da ccarlosfonseca in America Indigena, Cile il 23-09-2010
Martedì scorso le relazioni tra il governo del Cile e la comunità mapuche di questo paese sono tornate a essere tese, dopo che i rappresentanti del popolo indigeno hanno rifiutato una convocazione per il dialogo proposto dal presidente Sebastián Piñera.
Perù: polizia attacca manifestazione in difesa dell’acqua, un morto
Scritto da ccarlosfonseca in Perù il 18-09-2010


Almeno 18 feriti tra i 3.000 manifestanti attaccati dalla polizia con lacrimogeni. La popolazione di Espinar (Cusco) lotta contro un progetto di irrigazione che gli sottrae l’acqua del fiume Apurímac. Una settimana fa il governo aveva inviato nella regione l’esercito a sostegno dei 500 poliziotti lì dislocati. 





