Articoli con tag Repressione

Più di un centinaio di arresti per la repressione degli studenti in Cile

Almeno 110 detenuti e 27 feriti mercoledì è stato il saldo della repressione della polizia militare contro gli studenti cileni che erano al secondo giorno di sciopero nazionale di protesta per una educazione gratuita e di qualità. Il Governo del paese sudamericano ha giustificato l’azione ed ha comunicato che l’eccessiva violenza è stata “necessaria” per riportare “l’ordine”.

Il sottosegretario degli Interni, Rodrigo Ubilla, in una conferenza stampa fatta a Santiago (capitale) ha riferito che il bilancio della giornata era “positivo” poiché “sono stati 110 gli arrestati tra duemila presunti studenti” che sono stati trattenuti dai Carabinieri.

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Il dolore delle vittime, l’indifferenza del potere

Sergio Rodríguez Lascano

Il Messico e la società messicana si trovano in mezzo ad un bivio: o permettere che sia portato avanti il processo di annientamento del tessuto sociale, o fermare la guerra senza senso che Felipe Calderón e la classe politica nel suo insieme hanno dichiarato ai messicani.

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Bolivia: Il Governo indigeno reprime gli indigeni in corteo contro un’autostrada

Alex Contreras Baspineiro

Come nei migliori tempi dei governi dittatoriali, ieri centinaia di effettivi della polizia hanno brutalmente represso donne, bambini, anziani e uomini indigeni che da 41 giorni partecipavano alla marcia “Per la Difesa del Territorio, la Dignità e la Vita”. Una repressione di un governo indigeno, con un presidente indigeno, contro i popoli indigeni.

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Condannato a 24 anni di prigione l’ex direttore del DAS, Jorge Noguera

Álvaro Uribe e Jorge Noguera, quando era alla guida della Direzione del Dipartimento Amministrativo di Sicurezza (DAS), organismo di spionaggio che dipende direttamente dal Presidente della Repubblica. Il DAS segnalava e i paramilitari assassinavano. Noguera fu anche console a Milano.

César Jerez

Le prove hanno messo in evidenza che Noguera fornì informazioni ai paramilitari sul professore Alfredo Correa de Andreis, sull’ex parlamentare Fernando Pisciotti Van Strahlen e sul sindacalista Zully Codina. Tutti si erano distinti per la loro denuncia della strategia paramilitare e dei suoi crimini sotto il mandato dell’ex presidente Uribe. Tutti furono assassinati per mano dei paramilitari del Blocco Nord delle AUC. Rimane in sospeso la responsabilità di Noguera Cotes nel processo per la sua presunta partecipazione nello scandalo di spionaggio, di intercettazioni e pedinamenti illegali, per i quali sono anche indagati gli ex direttori di questo organo di Intelligenza, María del Pilar Hurtado e Andrés Peñate, così come Bernardo Moreno, José Obdulio Gavira, Jorge Mario Eastman y César Mauricio Velásquez, alti funzionari e consiglieri del governo di Uribe Vélez.

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Il saldo della repressione politica in Messico

Miguel Concha

Il rapporto è un tentativo di spiegare perché fenomeni come la militarizzazione, la paramilitarizzazione e la criminalizzazione della protesta sociale crescano e disgraziatamente si rafforzino nella vita quotidiana della nostra società, invece di diminuire. Nonostante ciò ci sono speranze. Quelle che nascono dalla lotta per la verità, per la memoria e la giustizia.

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Ledesma: Dopo 4 morti, l’espropriazione

In sessione straordinaria, la Legislatura jujeña ha approvato, ieri lunedì, l’espropriazione all’impresa Ledesma di quaranta ettari, destinati a “soddisfare le necessità sociali della popolazione del luogo”. Giovedì passato avevano tentato di sgomberare con gas e pallottole 15 dei 135 mila ettari che Ledesma ha nella provincia, con un saldo di quattro morti, più di 30 feriti, 10 donne e 12 uomini arrestati. L’avvocatessa Mariana Vargas a voce fa l’ovvia conclusione: “Si sono dovuti avere quattro morti per espropriare alla fine le terre, che sono una richiesta sociale di anni fa”.

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Danni collaterali

Pablo Rojas

 

Collaterale non è lo stesso di “accidentale” o “senza intenzione”, ma piuttosto “secondario”. Peggio: a nessuno gli importa. Ha lo stesso significato.

La peculiarità della guerra che il governo dice di aver intrapreso contro i gruppi delinquenziali, è che i suoi “danni collaterali” sono molto più alti dei risultati in termini poliziesco-militari ed anche molto più alti dei caduti di una o dell’altra fazione: poliziotti e criminali, buoni e cattivi, buonissimi e cattivissimi, nella retorica che riempie pagine e schermi. È la retorica della guerra, e a nessuno importa di coloro che muoiono “collateralmente”, anche se sono la maggioranza.

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Ecuador: la costruzione di un nuovo modello di dominazione

Raúl Zibechi

Gli stessi dirigenti indigeni e sindacali che hanno lottato affinché Rafael Correa giungesse alla presidenza, subiscono la prigione e sono posti sotto processo

La politica ecuatoriana mostra chiari segni di schizzofrenia. Il governo utilizza un linguaggio rivoluzionario, in tutti i discorsi fa appello alla “Rivoluzione Cittadina”, ma gli artefici di questo processo, coloro che con le loro lotte fin dalla sollevazione di Inti Raymi del 1990 delegittimarono il neoliberismo e fecero cadere tre presidenti, sono accusati di essere “infantili” e “terroristi”.

Gli stessi dirigenti indigeni e sindacali che hanno lottato affinché Rafael Correa giungesse alla presidenza, subiscono la prigione e sono posti sotto processo. Più di 180 dirigenti indigeni sono stati accusati di “terrorismo e sabotaggio”, tra loro il presidente della CONAIE, Marlon Santi, e quello di Ecuarunari, Delfín Tenesaca, che dirigono le due più importanti organizzazioni sociali del paese.

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La polizia spara su manifestazione di studenti in Perù: quattro morti

La protesta contro il dirottamento di fondi pubblici ad una nuova università semi-privata è stata duramente repressa dalla polizia a Huancavelica. La stessa polizia ha ammesso la presenza di agenti infiltrati e di aver sparato con armi da fuoco causando tre morti, un altro è stato investito da un camion che voleva forzare un blocco stradale. Prosegui la lettura »

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Colombia: un paese in guerra, ecco le ultime cifre di una situazione drammatica

L’articolo 300 días de gobierno de Santos: Las buenas palabras no frenan la violación de los derechos humanos en Colombia, che ripubblichiamo, mostra chiaramente che in Colombia la situazione continua ad essere drammatica per tutti gli oppositori. Nonostante il nuovo presidente Santos faccia discorsi più “puliti” del suo predecessore Alvaro Uribe. Prosegui la lettura »

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Scompaiono i computer di Raúl Reyes

 La Corte Suprema di Giustizia colombiana ha affermato che i documenti “trovati” nei computer di Raul Reyes non possono essere usati come prova in un processo. I computer furono sequestrati dopo l’attacco all’accampamento delle Farc in Ecuador nel marzo 2008 in cui venne ucciso il dirigente guerrigliero. Fino ad oggi molte persone sono state accusate di collusione con le Farc sulla base di questi documenti.

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“Una vittoria di Keiko sarebbe un disastro per i diritti umani”


Elezioni in Perù: Intervista a Carlos Rivera, uno dei sei avvocati che il 7 aprile del 2009 ha fatto condannare l’ex presidente Alberto Fujimori a 25 anni di carcere per violazione dei diritti umani.

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L’intervento latinoamericano in Haiti

Raúl Zibechi

Il 25 marzo, nei locali del sindacato dei lavoratori del CASMU –AFCASMU- a Montevideo, il Coordinamento per il ritiro delle truppe da Haiti ha realizzato un dibattito sull’attuale situazione nella sorella repubblica di Haiti e la presenza di truppe uruguayane lì. La relazione centrale è stata di Raúl Zibechi, giornalista del settimanale Brecha. Qui facciamo conoscere il suo intervento  –  che introduce nuovi temi nel dibattito – affinché sia diffuso tra tutti.

L’intervento della MINUSTAH in Haiti, ossia l’invasione militare dell’isola, è uno spartiacque nella recente storia del continente. Da cinque secoli, era abituale l’intervento delle potenze del Nord, prima l’Europa, dopo gli Stati Uniti, che erano soliti invadere, colonizzare e dominare i territori che oggi conosciamo come America Latina. Si contano a decine, a volte centinaia, le occupazioni, le aggressioni e gli attacchi che hanno sofferto i più diversi paesi del nostro continente. È la storia del colonialismo e dell’imperialismo.

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Il popolo honduregno insorge contro il regime

Giorgio Trucchi

Violenta repressione in tutto il paese non ferma lo Sciopero Civico Nazionale

La violenta repressione scatenata ieri (30/3) dal regime oppressore di Porfirio Lobo non ha fermato la grande mobilitazione popolare che si è estesa in tutto il paese, all’interno di una giornata di lotta indetta dal Fronte nazionale di resistenza popolare (Fnrp). Si contano a decine i feriti e gli arresti in tutto il territorio nazionale.

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Impunità insanguinata

Assassinata una giudice che conduceva il caso dei bambini violentati ed uccisi dall’esercito colombiano

Azalea Robles

La giudice Gloria Constanza Gaona, che non aveva accettato le manovre di impunità per lasciare libero il responsabile, imputato per aver violentato e assassinato dei bambini di Arauca, fatto avvenuto in Arauca a ottobre del 2010, ha finito con l’essere assassinata. (1) Questo crimine si inserisce nella catena di crimini e impunità che si tesse intorno all’orribile crimine contro i bambini di Arauca: è un omicidio che si inquadra nella lunga storia di crimini per ottenere la totale impunità per i crimini di stato in Colombia.

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