Articoli con tag Conflitti armati
Le FARC liberano gli ultimi prigionieri di guerra in loro potere: i 10 soldati e poliziotti sono già con le loro famiglie
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 03-04-2012
Sono state usate 10 tonnellate di bombe per il secondo grande colpo alle Farc
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 28-03-2012
Ci sarà una ricompensa per l’operazione nel Meta nella quale sono caduti 36 guerriglieri del fronte 27.
Una operazione con 18 aerei ed elicotteri, che sono decollati alle 2.40 della notte di lunedì scorso dalla base di Apiay, diretti verso l’accampamento del fronte 27 delle Farc a Vista Hermosa (Meta), è terminata, poco dopo, provocando il secondo grande colpo contro le Farc in meno di una settimana.
Riconoscere l’esistenza dei prigionieri politici, indispensabile per la pace
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 20-03-2012
Nelle carceri del regime colombiano ci sono più di 8 mila prigionieri politici, tra i quali si contano migliaia di guerriglieri insorti, centinaia di dirigenti di movimenti sociali e centinaia di dirigenti dell’opposizione politica.
Tutti loro, come l’insieme della popolazione carceraria, sono sottoposti a disumane situazioni di detenzione.
Ai prigionieri politici vengono negati tutti i diritti umani riconosiuti dalle normative nazionali, così come tutti quelli che sono riconosciuti dal diritto internazionale e propri della loro condizione di prigionieri politici.
In virtù di quanto detto, nelle carceri c’è una profonda crisi umanitaria. Sono numerosi i casi in cui agli insorti non viene riconosciuto il diritto alla salute e lo stato li condanna alla pena di morte negandogli il diritto ad una pronta, adeguata e appropriata assistenza medica.
Perù: Humala, padrino del commando “Chavín de Huántar”
Scritto da ccarlosfonseca in Perù il 08-03-2012
In Perù la realtà è letta al rovescio. Al corrotto gli dicono rispettabile, al ladrone, onorato, al bugiardo onesto e al criminale lo chiamano eroe.
Al parlamentare corrotto gli dicono “padre della patria”, al giudice immondo gli dicono uomo di legge. Al mercenario che scrive gli dicono giornalista e perfino scrittore. Al pagliaccio politico gli dicono uomo serio. Perfino i presidenti corrotti che periodicamente passano per il palazzo di governo si fanno chiamare “dignitari della nazione” e “incarnazione della patria”.
Colombia: Manifesto per la pace, fino all’ultima goccia dei nostri sogni
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 08-03-2012
Nel cuore dell’America esiste un rifugio umano abbracciato a tre cordigliere, cullato da esuberanti valli, frondose selve, e bagnato da due oceani. Sorgenti e grandi fiumi trasformano le terre in prodigi di fertilità, terminando al sud nell’Amazzonia: che trasforma la Colombia in un oggetto di grandi cupidigie. E da lì incomincia il martirio del popolo: dalla cartografia dell’avidità di un pugno di uomini. La Colombia, nonostante abbia tutto per rendere possibile una vita degna alla totalità dei suoi 48 milioni di abitanti, subisce una elite che continua la violenza coloniale e afferrandosi al potere locale offre le ricchezze del paese al potere multinazionale, condannando così il popolo ad una sanguinosa storia di spoliazioni.
Enti di controllo verificheranno il progetto del Quimbo
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 05-03-2012
La Procura Amministrativa e la Procura colombiane verificheranno il progetto dell’impresa idroelettrica del Quimbo, nel sud del paese, che viene costruita dal gruppo spagnolo Endesa e che è stata l’epicentro di polemiche da parte di contadini della regione e ambientalisti, e che ha provocato manifestazioni.
Domenica, il procuratore generale colombiano, Alejandro Ordóñez, ha comunicato ai giornalisti che ha affidato ad una commissione speciale dell’ente la revisione del progetto nel dipartimento del Huila.
ELN “Sì alla tregua se si aprono dei negoziati”
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 20-02-2012
COLOMBIA. L’Esercito di Liberazione Nazionale ha dichiarato che accetterà la tregua bilaterale proposta dal gruppo Colombiani per la Pace, sempre che si decida “nel quadro di un tavolo di dialogo e all’interno di un’agenda di Risoluzione Politica del conflitto”. Prosegui la lettura »
Falklands-Malvinas, la posta in gioco è il petrolio
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 09-02-2012
A trent’anni dalla guerra che condannò la dittatura militare argentina, i paesi dell’America Latina sostengono le rivendicazioni di Cristina Fernandez all’Onu. La lotta per queste piccole isole strappate dalla Gran Bretagna nel 1830, rimpiazzando i vecchi abitanti con coloni anglosassoni, nasconde quella per il petrolio che si trova sotto le sue acque territoriali. Prosegui la lettura »
L’ELN ha messo le carte sul tavolo
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 13-12-2011
Il presidente Santos e i grandi mezzi di informazione, non hanno smesso di ripetere che la guerriglia ha ingannato l’opinione quando ha proposto un dialogo tra le parti per cercare la pace in Colombia.
L’ELN ha sempre messo le carte sul tavolo.
L’ELN non ha fatto parte degli insorti che negli anni 80 parteciparono ai primi dialoghi con il governo di Belisario Betancur.
È caduto in combattimento il comandante delle FARC, Alfonso Cano
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 07-11-2011
Hanno ucciso uno di coloro che maggiormente prospettava la pace. Alfonso Cano, comandante delle FARC, cade assassinato dall’Esercito in un attacco aereo e terrestre nel Cauca.
In operazioni effettuate a López de Micay, Cauca, le Forze Militari della Colombia, con la complicità della CIA e della DEA, hanno assassinato il comandante supremo delle FARC, Alfonso Cano.
Ucciso il comandante delle Farc Alfonso Cano
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 05-11-2011
Il massimo dirigente dell’organizzazione guerrigliera colombiana è morto in un bombardamento del suo accampamento da parte dell’esercito. Assieme a lui sono caduti altri due guerriglieri e altri quattro sono stati arrestati. Prosegui la lettura »
Non diciamoci bugie
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 20-09-2011
Di tanto in tanto nelle Forze Armate avvengono di routine degli scossoni. Si cambiano le fotografie dei comandanti nei posti di guardia delle caserme, si aumentano gli stanziamenti militari e si fissano scadenze definitive per la conclusione del conflitto armato: 18 mesi, 36 mesi, la fine del governo, in poco tempo, già quasi, la fine della fine. Il cambiamento della cupola della scorsa settimana è stato accompagnato da nuove dichiarazioni: verrà dato alla guerriglia il “colpo finale”. La strategia consiste nel debilitare i gruppi ai margini della legge affinché si accordino su negoziati a buon mercato.
Come uscire dalla sconfitta
Scritto da ccarlosfonseca in Argentina il 12-08-2011
Indubbiamente, sarebbe molto pretenzioso da parte mia dare una risposta a questa preposizione. In cambio propongo di mettere sul tavolo alcuni fatti e riflessioni che potrebbero contribuire all’uscita. Iniziamo a ridefinire la sconfitta. Non si tratta più dell’evidente sconfitta militare subita a partire dall’instaurazione del terrorismo di stato, piuttosto delle conseguenze di quel processo, il quale, quando si ritirarono i militari, più sconfitti dagli inglesi che dal nostro popolo, si aprì a ciò che viene chiamato democrazia, ed in effetti si instaurò un sistema democratico che si mantiene stabile già da decenni ma che, con tutto il buono che c’è rispetto alle dittature, ha governato una delle epoche di maggior oscurità della storia nazionale. La maggiore oscurità è quando si riescono a sconfiggere i sogni.
La nuova realtà delle Farc
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 26-07-2011

La relazione dell’Osservatorio sul Conflitto Armato Nuevo Arco Iris mostra un aumento delle azioni rispetto all’anno precedente e una nuova strategia seguita alla ristrutturazione dell’organizzazione combattente sotto la dirigenza di Alfonso Cano.
Per l’ELN, il continente è “rosso e nero”
Scritto da ccarlosfonseca in Colombia il 06-07-2011
Siamo nati segnati dal Sud, avvinghiati al cammino emanicipatore, scolpiti nei sogni libertari, attingendo dagli orizzonti multietnici e pluriculturali. Anche se siamo stati plasmati dalle gesta cubane, la nostra origine era quella popolare e contadina, operaia e studentesca, indigena e afrodiscendente della nostra patria.
Siamo sorti influenzati da Guevara e Fidel. Rossi e Neri come i cubani del Movimento 26 Luglio, i Nica sandinisti, i miristi cileni e quelli dell’ELN della Bolivia e del Perù, tra gli altri. Noi accettammo di essere parte di uno scontro continentale contro l’Imperialismo yankee. Siamo il Distaccamento di combattenti che credono che la Patria è l’America e ancor di più, che la Patria è l’Umanità.











