Articoli con tag Difesa territori

Sotto l’Enel in solidarietà con la resistenza alla diga del Quimbo

Decine di persone hanno partecipato all’iniziativa sotto la sede centrale dell’ENEL a Roma in solidarietà con le popolazioni colombiane del HUILA in lotta da anni contro la realizzazione della diga sul RIO MAGDALENA e che da settimane occupavano i terreni sui quali apriranno i cantieri del MEGAPROGETTO. Proprio nelle giornate del 14 e 15 febbraio le comunità occupanti erano state sgomberate dalle forze di polizia colombiana che hanno agito spesso con il supporto e la supervisione della Sorveglianza privata della EMGESA (la società locale controllata da ENEL-ENDESA). Nel corso degli sgomberi di ieri era stato fermato e anche rilasciato un attivista – free lance italiano rilasciato dopo poche ore. Prosegui la lettura »

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Striscione al Pincio contro l’Enel in Colombia

Ieri striscione al Pincio in contro l’Enel in Colombia, in solidarietà con gli sgomberati del Quimbo Domani presidio sotto la sede Enel alle 15.00

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Sgomberati i blocchi alla diga Enel in Colombia

Le prime notizie che ci arrivano dai media mainstream parlano di sgombero concluso con tre feriti tra i contadini che bloccavano da giorni l’accesso al cantiere. Gli squadroni antisommossa colombiani hanno impiegato un massiccio lancio di lacrimogeni. Il generale José Vicente Segura ha dichiarato che la “situazione è totalmente sotto controllo”. Prosegui la lettura »

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ENEL : GIU’ LE MANI DALLA COLOMBIA

MANIFESTIAMO IL SOSTEGNO ALLA LOTTA CONTRO LA COSTRUZIONE DELLA DIGA ENEL DEL QUIMBO

GIOVEDI’ 16  FEBBRAIO 2012 – ORE 15,00

MANIFESTAZIONE VLE REGINA MARGHERITA 125  – ANGOLO VIA SAVOIA

Sotto la sede ENEL di Roma

L’Enel-Endesa attraverso la società controllata colombiana EMGESA da anni ha messo gli occhi sul fiume RIO MAGDALENA in Colombia con l’intenzione di costruire una DIGA che distruggerà il sistema ECO AMBIENTALE della regione del HUILA.

Da anni le  comunità di questa regione colombiana resistono al progetto e da mesi hanno occupato le terre dove dovrebbe sorgere la DIGA. Il 14 FEBBRAIO l’ESERCITO e le forze di polizia si preparano allo sgombero delle terre occupate.

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Enel prepara il massacro

esmadDa un lato ci sono centinaia di persone, pescatori, costruttori, braccianti, contadini e mezzadri, accampati lungo il fiume. Dall’altro buldozer, scavatrici, luci che illuminano a giorno il cantiere degli italiani e degli spagnoli.
In mezzo esercito e ESMAD, i tristemente famosi squadroni antisommossa colombiani che dalla loro creazione ad oggi, hanno ucciso decine di presone reprimendo il dissenso. Prosegui la lettura »

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Diga ENEL in Colombia, il governo promette di rivedere il progetto e viene interrotto il blocco del cantiere dopo 14 giorni

Martedì notte Asoquimbo, che raccoglie la popolazione locale ostile al megaprogetto, ha tolto i blocchi stradali che impedivano ad Impregilo l’inizio dei lavori. La deviazione del fiume Magdalena finalizzata alla costruzione della centrale idroelettrica è stata scongiurata. Enel vuole costruire la diga in un’area dove si trova una Riserva Forestale Amazzonica e terreni ad alta produttività agricola, l’energia prodotta serve a sostenere l’estrazione mineraria in altre zone. Prosegui la lettura »

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Perú, al centro di una disputa per l’egemonia regionale

Raúl Zibechi

I ministri della Difesa del Brasile e del Perù hanno firmato un accordo di cooperazione militare che fa diventare “soci strategici” le forze armate di ambedue i paesi.

Da quando Ollanta Humala ha indossato la fascia presidenziale la posizione strategica del Perù, come porta di ingresso e di uscita del commercio tra la Cina ed il Brasile, ma anche come uno dei più importanti paesi minerari della regione sudamericana, è salita di varie posizioni.

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Il grido di Matambo

“Che faresti se un giorno venissero a casa tua e ti dicessero che sarà sommersa?”.

Il soggetto

Gigante è un piccolo paesino popolato da agricoltori. Il nome deriva da una leggenda che parla di un gigante di cui si può indovinare il profilo del volto, che guarda le nuvole disteso sulla cordigliera. Al mio arrivo mi è stata posta una domanda, che frantumava qualsiasi altro ragionamento politico, economico o giuridico e colpiva dritto al cuore il problema che si stava vivendo nella zona. “Che faresti se un giorno venissero a casa tua e ti dicessero che sarà sommersa?” E’ già, che faresti? Chiederei, mi informerei, mi arrabbierei, mi difenderei con le unghie e con i denti. Prosegui la lettura »

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Perù: Il governo prepara un attacco contro la Cajamarca

Hugo Blanco

 

Migliaia di abitanti della Cajamarca si stanno mobilitando contro la megaminiera, sfidando il governo di Ollanta Humala.
Alcuni giorni fa ho fatto un comunicato:


 “Il progetto aurifero Conga dell’impresa Yanacocha–Newmont minaccia di far sparire quattro lagune in una sorgente di bacino del dipartimento (il Perù è diviso in dipartimenti) della Cajamarca nel nord del paese. Questo significa un forte attacco alla popolazione contadina della zona, che si troverebbe senza acqua per continuare le proprie attività contadino pastorali ed anche senza acqua non contaminata da bere. Gli abitanti della Cajamarca sanno che il loro futuro è nello sviluppo dell’attività contadino pastorale”.

 

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Il governo di Sebastián Piñera aumenta la militarizzazione delle comunità mapuche

Carlos Aznárez

Un’altra volta suonano i tamburi di guerra nella regione mapuche del sud del Cile, più precisamente nella zona di Ercilla, dove si trova la Comunità Autonoma Temucuicui.

Adempiendo a precise istruzioni giunte dalla sede del governo di Santiago, sabato scorso un numeroso contingente di carabinieri ha fatto irruzione nella Comunità ed ha raso al suolo tutto ciò che ha incontrato sul
cammino.

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La megaindustria forestale cilena ed il territorio Mapuche

Un conflitto dietro le cortine della “Democrazia”

Eduardo Mondaca M.

“Le bugie hanno accoltellato le carte / e si sono infettate le ferite della storia / un tiepido vento di cimitero ti rinfresca / mentre dalla nube d’argento scoppiano scariche elettriche  / piovono indigeni in lancia / pioggia negra color della vendetta”

David Aniñir

Una realtà filtrata

In un paese come il Cile, dove la ricchezza è del tutto concentrata, l’alleanza del potere politico e del potere economico fa cadere la propaganda ideologica in modo più arbitrario che nei regimi dittatoriali. Questa propaganda, statale e dell’elite imprenditoriale, occultata tra le centinaia di pieghe della struttura informativa e simbolica dei grandi mezzi di comunicazione avvolge tutta la popolazione, creando conseguenze eziologiche ed ideologiche molto chiare nella società.

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La Comunitaria del Guerrero dimostra che la polizia può essere un bene del popolo

Gloria Muñoz Ramírez

Come la maggior parte del territorio messicano, la Montagna del Guerrero è una sorgente ribollente nella quale è presente la delinquenza organizzata, l’esercito, i megaprogetti minerari, le autorità statali e le polizie locali e, a fianco della resistenza, il Coordinamento Regionale delle Autorità Comunitarie-Polizia Comunitaria (CRAC-PC), della Costa e della Montagna, con i loro particolari processi interni.

Il 15 ottobre la Polizia Comunitaria ha celebrato il suo XVI anniversario nella comunità di Paraje Montero, in una atmosfera rarefatta per la presenza inaspettata di membri degli uffici statali, ed anche perché giorni prima cinque presunti narcotrafficanti erano stati catturati dalla Comunitaria. La questione è stata mantenuta in totale riserbo mentre si celebrava il festeggiamento con la convocazione dei rappresentanti indigeni di altre parti del paese, con oltre migliaia di tlapanechi, mextechi, nahua e meticci dei vicini municipi che mantengono un loro proprio sistema di sicurezza.

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Evo Morales rettifica ed annuncia che nessuna strada attraverserà il TIPNIS

Assicura di accogliere testualmente la proposta presentata dai dirigenti della marcia e dai parlamentari indigeni.

Ieri il presidente Evo Morales ha posto il veto al progetto di Legge Breve approvata dall’Assemblea Legislativa Plurinazionale ed ne ha proposto una nuova stesura nella quale accetta il progetto dei nativi del Territorio Indigeno Parco Nazionale Isiboro Sécure (TIPNIS) per cui la strada Villa Tunari-San Ignacio de Moxos, o qualsiasi altra, non attraverserà questo parco nazionale, ed inoltre dichiara la regione come zona di tutela ecologica intangibile.

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Estrattivismo seconda fase del neoliberismo

Raúl Zibechi

http://www.inredh.org/

Intervento fatto all’Incontro dei Popoli di Abya Yala per l’Acqua e la Pachamama, 21 giugno 2011.

Molte grazie. Buongiorno, a tutti e tutte. È una grande gioia essere qui a partecipare con tutti i compagni e le compagne di differenti popoli e differenti paesi.  Tutti uniti per la stessa cosa, per resistere, per non dimenticare, per non essere servili di fronte ai potenti, di qualsiasi colore si vestano questi potenti. Allora, un saluto ribelle, un saluto rivoluzionario a tutti i popoli dell’America Latina che lottano contro l’estrattivismo e contro la dominazione.

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L’ostinata potenza della decolonizzazione

Non è facile incontrare un presidente che si discolpi in pubblico di fronte al suo popolo, per qualsiasi ragione, e ancor meno quando quelli di cui sollecita il perdono si oppongono ad un progetto difeso con veemenza dalla massima autorità. Evo Morales è l’unico presidente, che io sappia, che negli ultimi anni lo ha fatto.
Non è facile incontrare un movimento popolare capace di mobilitarsi con energia in difesa di un modo di vita che nel mondo si sta estinguendo, e di farlo anche contro un governo presieduto da qualcuno dello stesso sangue, che considerano un fratello.

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