Articoli con tag Autonomia

EZLN: Le lezioni ignorate

Laura Castellanos

Effettivamente, come ha detto il Subcomandante Insurgente Marcos: gli zapatisti sono sempre stati lì, mai se ne sono andati.

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La tenace perseveranza zapatista

Raúl Zibechi

Raúl Zibechi crede che dalla mobilitazione delle comunità zapatiste, che ha avuto luogo lo scorso mese di dicembre, i movimenti antisistema e anticapitalisti dell’America Latina dovrebbero ricavare importanti insegnamenti, con lo scopo di rompere “l’accerchiamento” del progressismo. Tra questi, l’importanza dell’impegno militante o la necessità di persistere in ciò che ciascuno crede.

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Guardare dall’alto o guardare dal basso: intervista a Raúl Zibechi

Heriberto Paredes Coronel

Raúl Zibechi non è politicamente corretto e ancor meno con la sinistra di cui fa parte. In questa intervista parla con decisione dei processi rivoluzionari a tavolino e delle esperienze reali viste dal basso, dei pregiudizi della sinistra, del narcotraffico, di uno sguardo con una prospettiva storica … È lunga e non ci sono parti da scartare.

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30 popoli mixtechi decidono di unirsi alla Polizia Comunitaria

Margena de la O

Alla fine le adesioni saranno di 134 comunità in 13 municipi.

“Il diritto di tutti è vivere in libertà”, si legge su una casa bianca di fango e paglia di Miahuichán, San Luis Acatlán, piccola comunità mixteca sede da 17 anni delle attività della Polizia Comunitaria.

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Guerrero: Si mobilitano 800 poliziotti comunitari

Jaime Quintana Guerrero

Messico. Il territorio su cui è presente il Coordinamento Regionale delle Autorità Comunitarie -Polizia Comunitaria (CRAC–PC) di Guerrero, si è dichiarato in massima allerta ed ha mobilitato più di 800 poliziotti comunitari “per qualunque cosa possa succedere”, ha comunicato Valentín Hernández, consigliere e avvocato della CRAC, in un’intervista a Desinformémonos, dopo che le autorità ufficiali del municipio di San Luis Acatlán avevano arrestato uno dei suoi rappresentanti regionali e, di conseguenza, l’assemblea ha deciso la detenzione di cinque funzionari del Comune.

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La plurinazionalità in tempi di consultazioni nel TIPNIS

Salvador Schavelzon

Non molto tempo fa, la Bolivia ha sorpreso per la forza con cui indigeni e contadini sono giunti allo stato ed hanno redatto una nuova Costituzione.

Decolonizzazione, Vivere Bene, Autonomia Indigena, Plurinazionalità sono stati concetti che venivano costruiti con le lotte indigene, si costituzionalizzavano ed oggi li ascoltiamo nel dibattito statale. Però anche contro lo stato.

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Giovani mapuche nella lotta studentesca

Ruben Andino Maldonado

José Ancalao denuncia il razzismo e l’incomprensione della società cilena riguardo la causa mapuche e racconta come siano riusciti a farsi che la voce mapuche sia ascoltata tra gli studenti. È un esponente di una nuova generazione di giovani mapuche che assume la leadership nell’autodeterminazione del suo popolo originario.

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La Guerra e l’Unità

Lucio Rivera

Appunti e proposte per una politica dal basso

Le elezioni e la guerra sono elementi classici della legittimità degli stati capitalisti. La politica messicana, coinvolta in una crisi economica, avanza a tutta velocità nonostante i tentativi di frenarla verso la sua decisiva congiuntura sessennale. Una possibile collisione dell’apparato politico-elettorale senza freni non è per nulla scartata. La classe dominante sa che il suo potere dipende in gran parte dalla “parvenza” di avere “tutto sotto controllo”. Le elezioni influiranno in modo diverso sulla Guerra, ma la situazione non cambierà su ciò che è sostanziale, sia quale sia il risultato. La strategia controinsurrezionale, l’altro “dispositivo” fondamentale, nonostante l’incubo di decine di migliaia di donne e uomini trucidati e scomparsi, continua a creare il necessario consenso per garantire una certa stabilità del regime.

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Bolivia: Le contraddizioni non sono bellissime ma catastrofiche

Pablo Mamani Ramirez

Il Vicepresidente della Bolivia, Álvaro García Linera, nella sua presentazione presso l’Istituto di Ricerche Economiche dell’Università Nazionale Autonoma del Messico dello scorso 7 febbraio, ha affermato riguardo le ultime lotte sociali: “Sono i problemi che viviamo, le tensioni, le bellissime tensioni rivoluzionarie di un processo vivo, di un processo che in ogni momento si retroalimenta, che modestamente offre le sue esperienze alle esperienze di altri popoli e del continente”.

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Il popolo boliviano vive la più grande rivoluzione sociale

Luis Hernández Navarro

Intervista al vicepresidente della Bolivia, Álvaro García Linera

“Gli indigeni, che erano predestinati ad essere contadini, operai, portieri o camerieri, oggi sono ministri, legislatori, direttori di imprese pubbliche, magistrati, governatori o presidente”.

Álvaro García Linera, oltre ad essere il vicepresidente della Bolivia, è uno degli intellettuali latinoamericani di sinistra più importanti del continente. Anche se la sua professione iniziale è quella di matematico (la studiò nell’Università Nazionale Autonoma del Messico), si è formato come sociologo nel carcere e nella pratica.

Ha teorizzato l’esperienza boliviana di cambiamento come nessuno lo ha fatto, come dire, con originalità, profondità e freschezza. E l’esperienza boliviana oggi è un riferimento obbligato e sempre più di maggior influenza sul movimento popolare latinoamericano. García Linera conosce e domina a fondo il marxismo classico, ma è molto lontano dall’essere dottrinario. Il suo pensiero è molto influenzato dall’opera di Pierre Bordieu.

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La democrazia elettorale nella crisi del sistema

Raúl Zibechi

Dal colpo di stato in Honduras, già più di due anni fa, si sono moltiplicati i segnali del fatto che le elite mondiali cercano di affrontare la crisi del sistema in modo autoritario, passando sopra alle forme democratiche che a suo tempo loro stesse hanno fissato come modo di risolvere i conflitti sociali e politici. Anche se per ora i golpe sono l’eccezione, le pratiche autoritarie stanno diventando normali e si stanno estendendo in quello che può trasformarsi in un accerchiamento politico-militare delle forze antisistema.

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Il governo di Sebastián Piñera aumenta la militarizzazione delle comunità mapuche

Carlos Aznárez

Un’altra volta suonano i tamburi di guerra nella regione mapuche del sud del Cile, più precisamente nella zona di Ercilla, dove si trova la Comunità Autonoma Temucuicui.

Adempiendo a precise istruzioni giunte dalla sede del governo di Santiago, sabato scorso un numeroso contingente di carabinieri ha fatto irruzione nella Comunità ed ha raso al suolo tutto ciò che ha incontrato sul
cammino.

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Pachamamismo eurocentrico

Andrés Soliz Rada

Raúl (Prada) Alcoreza ha commentato la mia nota “Territori Ancestrali nella Costituzione Boliviana” (“Rebelión”, 28-10-11), in questi termini:

“Andrés (Soliz) Rada è un nazionalista. Non ha superato quell’orizzonte, continua con l’illusione dello stato-nazione, come la maggioranza del governo. Non intende che questo modello è subalterno e sottomesso alla geopolitica di dominazione del sistema-mondo capitalista. Questi stati ci sono per garantire il trasferimento delle risorse naturali al centro dell’economia-mondo capitalista. Puntano a mantenere la dipendenza attraverso il modello estrattivista. I nazionalisti si illudono con il progressismo e l’estrattivismo allo stesso modo come facevano le elite liberali del XIX secolo. I nazionalisti non intendono lo spostamento epistemologico, teorico, politico, culturale e civilizzatore della proposta decolonizzatrice indigena della costruzione dello stato plurinazionale comunitario ed autonomo, non intendono che è una proposta di transizione integrale che rompe con la modernità, l’unica forma per vincere il capitalismo. L’altro, il progressismo e l’estrattivismo, è tornare a consegnare le nostre ricchezze alla voragine capitalista, il nazionalismo è una ideologia che legittima quella dominazione” (“Foro Bolivia”, 07-11-11).

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La megaindustria forestale cilena ed il territorio Mapuche

Un conflitto dietro le cortine della “Democrazia”

Eduardo Mondaca M.

“Le bugie hanno accoltellato le carte / e si sono infettate le ferite della storia / un tiepido vento di cimitero ti rinfresca / mentre dalla nube d’argento scoppiano scariche elettriche  / piovono indigeni in lancia / pioggia negra color della vendetta”

David Aniñir

Una realtà filtrata

In un paese come il Cile, dove la ricchezza è del tutto concentrata, l’alleanza del potere politico e del potere economico fa cadere la propaganda ideologica in modo più arbitrario che nei regimi dittatoriali. Questa propaganda, statale e dell’elite imprenditoriale, occultata tra le centinaia di pieghe della struttura informativa e simbolica dei grandi mezzi di comunicazione avvolge tutta la popolazione, creando conseguenze eziologiche ed ideologiche molto chiare nella società.

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La Comunitaria del Guerrero dimostra che la polizia può essere un bene del popolo

Gloria Muñoz Ramírez

Come la maggior parte del territorio messicano, la Montagna del Guerrero è una sorgente ribollente nella quale è presente la delinquenza organizzata, l’esercito, i megaprogetti minerari, le autorità statali e le polizie locali e, a fianco della resistenza, il Coordinamento Regionale delle Autorità Comunitarie-Polizia Comunitaria (CRAC-PC), della Costa e della Montagna, con i loro particolari processi interni.

Il 15 ottobre la Polizia Comunitaria ha celebrato il suo XVI anniversario nella comunità di Paraje Montero, in una atmosfera rarefatta per la presenza inaspettata di membri degli uffici statali, ed anche perché giorni prima cinque presunti narcotrafficanti erano stati catturati dalla Comunitaria. La questione è stata mantenuta in totale riserbo mentre si celebrava il festeggiamento con la convocazione dei rappresentanti indigeni di altre parti del paese, con oltre migliaia di tlapanechi, mextechi, nahua e meticci dei vicini municipi che mantengono un loro proprio sistema di sicurezza.

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