Archivio per la categoria Messico

#YoSoy132: lo schermo e i sogni

Luis Hernández Navarro

Nel festival di cartelli, performance e poesia istantanea in cui si sono convertite le proteste di #YoSoy132 si ripete, qualche volta, una rappresentazione: una giovane colloca la sua faccia nello schermo di un televisore di cartoncino, con un cartello scritto a mano che avverte che Televisa ti rende idiota.

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17,5 milioni di messicani hanno scelto il nuovo presidente Peña Nieto

In una democrazia borghese bastano 17,5 milioni di voti, su una popolazione di 100 milioni, per vincere tra gli applausi. In Messico l’astensione è stata del 37%, hanno quindi votato 46 milioni di persone e un terzo di loro ha scelto il candidato del Pri Enrique Peña Nieto.

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Obrador “Se vinco le elezioni questo il mio Governo”

I ministri dell’ipotetico futuro governo di Obrador mostrano quanto sia lontano questo candidato dalla sinistra delle lotte sociali.

di Rafael de la Garza Talavera Prosegui la lettura »

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Teatrino elettorale messicano, Quadri: “Una polizia come quella italiana”

Nel primo dibattito televisivo tra i candidati alla presidenza del Messico Gabriel Quadri ha proposto di creare una forza di polizia di “livello internazionale” come i carabinieri italiani e la guardia civil spagnola. La campagna elettorale va avanti nel disinteresse della maggior parte dei messicani. Prosegui la lettura »

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Le elezioni messicane 2012

Il 1 luglio le elezioni messicane decideranno chi governerà il Messico per i prossimi sei anni. Chi sono i candidati dei tre partiti principali? Come si posizionano le organizzazioni politiche di base e armate del paese? Prosegui la lettura »

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Agli USA conviene la guerra in Messico?

Rafael de la Garza Talavera

Già da quasi sei anni si vanno discutendo le ragioni che hanno favorito la guerra in Messico, proponendo che queste generalmente si basano sui benefici che producono all’economia e alla società statunitense. Questi benefici si potrebbero essenzialmente raggruppare in tre componenti: il lavaggio di denaro effettuato dalle grandi banche e lo stimolo che rappresenta per la speculazione e il mantenimento di alti profitti; lo stimolo all’industria delle armi, potente gruppo di interessi che controlla buona parte dell’apparato dello stato; e lo stimolo che rappresenta il discorso bellicista che continua a basarsi sul destino manifesto di essere l’ago della bilancia nel mondo e il sostenitore della democrazia.

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La Guerra e l’Unità

Lucio Rivera

Appunti e proposte per una politica dal basso

Le elezioni e la guerra sono elementi classici della legittimità degli stati capitalisti. La politica messicana, coinvolta in una crisi economica, avanza a tutta velocità nonostante i tentativi di frenarla verso la sua decisiva congiuntura sessennale. Una possibile collisione dell’apparato politico-elettorale senza freni non è per nulla scartata. La classe dominante sa che il suo potere dipende in gran parte dalla “parvenza” di avere “tutto sotto controllo”. Le elezioni influiranno in modo diverso sulla Guerra, ma la situazione non cambierà su ciò che è sostanziale, sia quale sia il risultato. La strategia controinsurrezionale, l’altro “dispositivo” fondamentale, nonostante l’incubo di decine di migliaia di donne e uomini trucidati e scomparsi, continua a creare il necessario consenso per garantire una certa stabilità del regime.

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Ayotzinapa, un’altra volta

Luis Hernández Navarro

Angel Aguirre Rivero e il governo federale si sono vestiti di gloria. Alle ore 12.00 del 12 dicembre, studenti della Normale Rurale di Ayotzinapa hanno organizzato un blocco all’uscita dell’autostrada che va da Chilpancingo ad Acapulco. Chiedevano un incontro con il governatore. La polizia lo ha impedito con i proiettili. Il saldo provvisorio è di due ragazzi morti, Gabriel Echeverría de Jesús, di 20 anni, e Jorge Alexis Herrera, di 21, vari feriti gravi, molti altri scomparsi ed almeno 50 arresti.

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Un altro compagno assassinato a Ostula

Trovato il cadavere del dirigente comunitario Trinidad de La Cruz, assassinato dai paramilitari

Una delle autorita’ morali della comunita’ di Ostula (Michoacan), Trinidad de La Cruz, e’ stato assassinato subito dopo che la carovana del Movimento per la Pace con Giustizia e Dignita’, guidata da Pietro Ameglio, era stata abbandonata dal convoglio della Polizia Federale e lasciata alla merce’ degli assassini.

 

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Il sequestro di emigranti

Jorge Durand

La Commissione Nazionale dei Diritti Umani (CNDU) ha recentemente pubblicato il Rapporto speciale sul sequestro di emigranti in Messico. Si tratta di un documento dettagliato e sostentato da un ampio lavoro di indagine in differenti luoghi di sosta migratori, dipartimenti governativi, case per emigranti e luoghi di transito. In più di 2 mila visite di lavoro sul campo si sono potuti costatare 214 casi di sequestro di indocumentati e, dato che si tratta di rapimenti di massa sono varie migliaia le persone coinvolte in queste azioni.

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La Comunitaria del Guerrero dimostra che la polizia può essere un bene del popolo

Gloria Muñoz Ramírez

Come la maggior parte del territorio messicano, la Montagna del Guerrero è una sorgente ribollente nella quale è presente la delinquenza organizzata, l’esercito, i megaprogetti minerari, le autorità statali e le polizie locali e, a fianco della resistenza, il Coordinamento Regionale delle Autorità Comunitarie-Polizia Comunitaria (CRAC-PC), della Costa e della Montagna, con i loro particolari processi interni.

Il 15 ottobre la Polizia Comunitaria ha celebrato il suo XVI anniversario nella comunità di Paraje Montero, in una atmosfera rarefatta per la presenza inaspettata di membri degli uffici statali, ed anche perché giorni prima cinque presunti narcotrafficanti erano stati catturati dalla Comunitaria. La questione è stata mantenuta in totale riserbo mentre si celebrava il festeggiamento con la convocazione dei rappresentanti indigeni di altre parti del paese, con oltre migliaia di tlapanechi, mextechi, nahua e meticci dei vicini municipi che mantengono un loro proprio sistema di sicurezza.

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Guerra, politica, resistenze e alternative

(Intorno al dibattito sull’etica e la politica)

Arturo Anguiano

La guerra della paura e dell’insicurezza

Il testo del Subcomandante Insorgente Marcos1 pone delle questioni centrali che caratterizzano l’attuale situazione del paese. La guerra contro il cosiddetto crimine organizzato, particolarmente contro le mafie del narcotraffico, che dall’inizio del suo mandato Felipe Calderón ha messo in pratica, è una guerra che non dice ciò che è, che si nasconde e, nei fatti, ha condizionato l’insieme della gestione statale, trasformandosi nel segno distintivo del panismo al potere. È chiaro che questa guerra non è stata imposta a Calderón, non è stata il risultato di una crisi specifica causata da qualche salto qualitativo del crimine organizzato che, senza rimedio, richiedeva di cambiare in modo radicale le priorità governative.

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Il dolore delle vittime, l’indifferenza del potere

Sergio Rodríguez Lascano

Il Messico e la società messicana si trovano in mezzo ad un bivio: o permettere che sia portato avanti il processo di annientamento del tessuto sociale, o fermare la guerra senza senso che Felipe Calderón e la classe politica nel suo insieme hanno dichiarato ai messicani.

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Messico: l’autodifesa delle comunità indigene senza il “permesso” del governo

Gloria Muñoz Ramirez

Cherán e Ostula, nel Michoacán, e San Luis Acatlán, nel Guerrero. In diverse regioni del Messico le comunità indigene organizzano la sicurezza dei propri territori, in modo indipendente dal governo e da tutte le istituzioni, rivendicando il diritto all’autodifesa dei propri popoli. Non si tratta di gruppi armati o di guerriglieri, ma di ristabilire le proprie istituzioni tradizionali di vigilanza che il diritto internazionale gli conferisce.

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Il saldo della repressione politica in Messico

Miguel Concha

Il rapporto è un tentativo di spiegare perché fenomeni come la militarizzazione, la paramilitarizzazione e la criminalizzazione della protesta sociale crescano e disgraziatamente si rafforzino nella vita quotidiana della nostra società, invece di diminuire. Nonostante ciò ci sono speranze. Quelle che nascono dalla lotta per la verità, per la memoria e la giustizia.

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