Los de Abajo – La patata bollente

Gloria Muñoz Ramírez

Nonostante le pressioni esercitate su di lui e contro il suo popolo, questo 19 aprile si è svolta la giornata nazionale ed internazionale da dieci anni più grande per chiedere la liberazione di Alberto Patishtán, il prigioniero politico più emblematico del Messico. La visita del presidente Enrique Peña Nieto a Zinacantán, dove ha lanciato la sua campagna contro la fame, non è riuscita a fermare la grande manifestazione nella capitale del Chiapas, benché il governatore Manuel Velasco ci abbia provato per rendere più amichevole il soggiorno dell’Esecutivo federale.

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Il movimento studentesco brasiliano e l’educazione gratuita

Felipe Maia

Il processo di ri-democratizzazione del Brasile nel decennio del 1980 ha avuto due segni caratteristici importanti: la crisi fiscale dello stato, conseguenza del modello di sviluppo portato avanti dalla dittatura, basato su un elevato indebitamento estero, e l’elaborazione di una nuova Costituzione. Prosegui la lettura »

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Annullano la condanna contro l’ex dittatore del Guatemala Ríos Montt

Olga Rodríguez

Ríos Montt evita il carcere, almeno per il momento. Come molte vittime sopravvissute della dittatura temevano, le pressioni per l’annullamento della sua condanna hanno funzionato. Prosegui la lettura »

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È morto Videla: Testo senza nome. Morto senza luogo

Claudia Korol

Videla muore in prigione e ripudiato da tutti: CHE NON RIPOSI IN PACE.

È morta una canaglia. Un assassino seriale. Un genocida. Un criminale. Un colpevole di morti, torture, esili, prigioni, violenze sulle donne, madri senza figli, figli senza padri e madri, bambini e bambine espropriati della propria identità. Un fascista di quelli che si dichiarano argentini.

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Repressione a Famatina: La guerra contro la società

“Non c’è stato né un ordine di arresto né alcuna accusa. Così faremo la denuncia per la repressione della polizia, e per gli arresti illegali”. Nonostante che sabato sia stata prima colpita da poliziotti e squadracce specializzate nell’attaccare le donne (c’è stato un totale di 12 ricoverati, anche per proiettili di gomma) e dopo arrestata insieme ad altre quattro persone, ieri lunedì Carina Díaz Moreno è andata, come le tocca, a far lezione. Prosegui la lettura »

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Dall’America Latina insegnamenti sulla crisi

Jesus González Pazos

Siamo stanchi e stanche di ascoltare rimbombanti dichiarazioni che vogliono affermare come una verità indiscutibile la pretesa superiorità storica, sociale, culturale e, soprattutto, politica dell’Europa sull’America Latina. Prosegui la lettura »

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Blocchi stradali in solidarietà con i prigionieri mapuche

COMUNICATO:

Wallmapu si mobilita costantemente su tutto il territorio, incluso nella città di Temuko, manifestando il generalizzato scontento per l’azioni repressiva della polizia contro le comunità mapuche, che non freneranno la propria giusta lotta per il Territorio, forgiando così il cammino verso la nostra autonomia come Popolo Nazione Mapuche.

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Giornata continentale per il ritiro della MINUSTAH da Haiti

Esattamente nove anni fa, il 1° giugno 2004, le truppe militari della MINUSTAH, la missione delle Nazioni Unite per la Stabilizzazione di Haiti, invadevano questo paese fratello con il pretesto di una presunta “stabilizzazione” che mai è arrivata. Tutto il contrario.

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La violenza made in Italy in Colombia

In queste foto la violenza e la prepotenza dell’Enel e delle forze dell’ordine colombiane, che si comportano come la sua guardia privata. Il nuovo atto di sgombero violento, umiliante e degradante è qualche giorno fa. Il 14 maggio la polizia accompagnata da funzionari di Emgesa (la joint venture colombiana creata dall’Enel-Endesa per costruire la centrale idroelettrica del Quimbo) si sono presentati alla fattoria di Don Gustavo a Gigante, una delle città colpite dal progetto. Alla resistenza pacifica di Don Gustavo che si rifiutava di abbandonare casa sua hanno risposto lanciando 5 bombe lacrimogene che gli hanno fatto perdere i sensi, hanno poi distrutto la sua casa. Prosegui la lettura »

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Paraguay: Lugo negozia con il suo boia

Bernardo Coronel

Oggi Lugo in parlamento negozia un accordo affinché il presidente eletto, unendo i voti del suo partito e quelli del Fronte Guasú, abbia la maggioranza.

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Crociata transgenica contro gli affamati

Silvia Ribeiro

La Crociata Nazionale contro la Fame, significativo programma del governo, non ha nulla a che vedere con il mettere fine alla fame, né di prestare attenzione o di modificarne le sue cause, ma ha molto di una crociata. Ora gli “infedeli” sono indigeni e contadini che commettono il peccato di avere una propria cultura, di praticare e difendere le proprie forme di organizzazione, di produzione, di vita, di lotta. Prosegui la lettura »

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Ieri gli indigeni, oggi gli operai

Alex Contreras Baspineiro

Il processo di cambio che si vuole costruire in Bolivia dovrebbe essere sinonimo di una intransigente difesa della cultura della pace, del dialogo, della concertazione sociale e dei diritti umani; nonostante ciò, in questi giorni succede tutto il contrario: lo sciopero generale indefinito con il blocco delle strade, di cui sono protagonisti differenti settori della Centrale Operaia Boliviana (COB), è stato duramente represso dai membri della polizia.

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80.000 studenti manifestano in Cile per una educazione pubblica e di qualità

A Santiago la polizia cilena ha represso con bombe lacrimogene e getti d’acqua. Un sequestrato e vari arrestati. Feriti a Valparaíso.

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Storico in Guatemala: l’ex dittatore Efraín Ríos Montt condannato per genocidio

Gennaro Carotenuto

Lenta ma viene la giustizia anche nei paesi dove meno si pensava potesse arrivare. Ieri in Guatemala l’ex-dittatore Efraín Ríos Montt è stato condannato a 80 anni di carcere per genocidio e violazioni dei diritti umani al termine di un processo iniziato nel gennaio 2012. Soprattutto, per la prima volta, una sentenza conferma quanto sostenuto dall’ONU e dalla chiesa cattolica: sì, in Guatemala vi fu un genocidio costato la vita ad almeno 200.000 persone.

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Taraza, un altro massacro in Antioquia

Horacio Duque Giraldo

Un indigeno embera, del villaggio di El Rayo, nel municipio antiochegno di Taraza, ha denunciato un massacro nel quale hanno perso la vita 7 persone, tra le quali cinque minori, membri delle comunità indigene della zona. Lì ci sono gruppi discendenti dei Yamesí, Nutabe e Chami, che per 500 anni sono stati sterminati dal colonialismo e dallo sfruttamento capitalista.

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