L’ELN: dai campi del Boyacá

Víctor de Currea-Lugo

Ogni morte include un dramma e ogni atto di guerra un dolore, ma obbligano anche ad un’analisi del prima e del dopo. Il processo con l’ELN non può essere valutato attraverso luoghi comuni. Prosegui la lettura »

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L’ELN rivendica l’attacco militare nel Boyacá

Almeno 12 soldati sono stati uccisi in un attacco fatto da membri della guerriglia dell’ELN nella zona rurale di Güicán, Boyacá.

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Raúl Zibechi: “Dietro l’oscurità c’è sempre un cielo stellato”

Flor Goche

Il mondo ha nubi molto nere che ci sorvolano. Ancor peggio, un enorme collasso sistemico ci aspetta; una grande catastrofe umanitaria che in piccole quote è già visibile.

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Due morti e decine di feriti nell’Ayacucho in una protesta contro l’impresa mineraria

Secondo il presidente del Fronte di Difesa dell’Ayacucho, Claudio Tapia, le morti sono avvenute a causa di spari di un lavoratore minerario che ha sottratto l’arma ad un poliziotto.

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Fine violenta del blocco stradale

Repressione della polizia contro una protesta per la miniera Veladero.

La polizia sanjuanina ha sgomberato un gruppo di abitanti che da due giorni bloccava l’ingresso dell’azienda dove il 13 settembre è stato versato cianuro. Ci sono state percosse e 23 arresti. I manifestanti hanno denunciato che una persona è stata ferita.

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Il governo dell’Oaxaca cancella un murale dei Lapiztola ispirato a Bety Cariño

“Oggi ci rendiamo conto che c’è poca tolleranza verso questo tipo di opere… ed è un peccato”, con queste parole i membri del collettivo di arte urbana Lapiztola ha manifestato la propria indignazione dopo che, secondo quanto informa Noticiasnet, il murale “Seminiamo sogni e raccogliamo speranze” è stato eliminato dal Museo Belber Jiménez.

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L’ostacolo paramilitare

Carlos Antonio Lozada

Superato lo scoglio del tema giustizia con la firma dell’accordo sulla creazione di una Giurisdizione Speciale per la Pace, appare all’orizzonte del Tavolo della Pace il seguente ostacolo da schivare: il paramilitarismo.

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Il CRAC, 20 anni, la polizia comunitaria che nasce e cresce con la crisi

Florencia Mercado Vivanco

Non c’è dubbio che la popolazione che si è organizzata nei municipi di San Luis Acatlán, Azoyú, Acatepec e Malinaltepec come Polizia Comunitaria, in Messico anticipava la risposta dei popoli indigeni alla politica economica, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza.

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Famatina: processi e repressione per un popolo che ha già detto “no”

Da una settimana gli abitanti di Ángulos, località del dipartimento di Famatina, bloccano il passaggio verso la miniera MIDAIS S.H., riaffermando che nella zona non vogliono attività mineraria. Di fronte alla mancanza di risposte e alla denuncia dell’impresa contro 35 membri dell’assemblea, ieri hanno cercato di avanzare verso l’accampamento della miniera “per chiederle di ritirarsi”, dice Carina Fernández Moreno dalla cordigliera. Sono stati repressi dalla Polizia di La Rioja con proiettili di gomma e gas lacrimogeni, e oggi continuano a mantenere come sempre il blocco del luogo.

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Il governo argentino reprime gli oppositori del progetto minerario

In Argentina, decine di persone riunite nell’Assemblea di Famatina sono state represse poiché si oppongono al progetto minerario che ha tagliato l’alveo del Río Blanco. Prosegui la lettura »

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In Cile reprimono studenti che sfilavano per l’educazione 

Il motivo della protesta è stata l’assenza di chiarezza nelle riforme educative proposte dal governo di Michelle Bachelet, giacché gli attivisti considerano che queste non rappresentano la volontà di una vera e necessaria trasformazione. Prosegui la lettura »

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Movimento indigeno in Ecuador, la resistenza al cruciverba del saccheggio

Flor Goche

Protetto da un falso discorso progressista, di sinistra e di redistribuzione, il governo di Rafael Correa ha smantellato la Costituzione della Repubblica dell’Ecuador –la prima al mondo che fino a poco tempo fa vegliava sui diritti della natura– al servizio di quanto è privato, come dire, di alcuni interessi nazionali e stranieri.

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Haiti: Dichiarazione di Port-au-Prince di rifiuto della MINUSTAH

Riunite a Port-au-Prince, questo 7 ottobre 2015, invitate dal partito politico Rašín Kan Pèp La e dalla Piattaforma Haitiana per uno Sviluppo Alternativo (PAPDA), le organizzazioni nazionali e straniere presenti desiderano esprimere il proprio rifiuto della presenza delle truppe d’occupazione della MINUSTAH che in 11 anni hanno causato un enorme danno violando sistematicamente, massicciamente e permanente, i diritti fondamentali del Popolo haitiano, Prosegui la lettura »

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Corteo mapuche termina con gravi incidenti

Gli scontri sono incominciati quando la colonna di manifestanti si è avvicinata al Palazzo della Moneda, luogo dove alcuni incappucciati hanno cercato di rimuovere le transenne metalliche che proteggevano il perimetro del palazzo presidenziale e la polizia antisommossa è intervenuta con getti d’acqua e gas lacrimogeni.

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I mapuche reclamano le loro terre e la fine della militarizzazione dell’Araucanía

Victoria Viñals

Con una grande convocazione lunedì 12 è stata realizzata la “Marcia per la resistenza Mapuche”. La rivendicazione del territorio, il diritto all’autodeterminazione e soprattutto la fine della militarizzazione dell’Araucanía sono le principali richieste.

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