Articoli con tag Repressione

L’uso indebito del reato di terrorismo per criminalizzare dirigenti indigeni e sociali

 

La Federazione Internazionale per i Diritti Umani (FIDH), la Commissione Ecumenica per i Diritti Umani (CEDHU), la Fondazione Regionale di Consulenza sui Diritti Umani (INREDH) ed il Centro per i Diritti Economici e Sociali (CDES) esprimono la propria preoccupazione per la crescente criminalizzazione della protesta sociale delle comunità indigene dell’Ecuador mobilitate nella rivendicazione dei propri diritti di fronte allo sfruttamento minerario su grande scala nei loro territori.

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40 giornalisti assassinati in America latina nel 2010

17 in Messico, 10 in Honduras, 7 in Colombia, 2 in Ecuador, Guatemala e Brasile. Nonostante sui giornali “liberi” occidentali siano altri i paesi accusati di non rispettare la libertà di stampa. Rispetto al 2009, 32 morti, la situazione è peggiorata. Prosegui la lettura »

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Altre accuse contro il capo del servizio di sicurezza di Uribe

In Colombia si moltiplicano le accuse contro l’ex capo del Das (polizia giudiziaria) Jorge Noguera, già indagato per aver permesso l’intercettazione di telefoni e posta elettronica di magistrati, politici e giornalisti durante il governo di Alvaro Uribe. Prosegui la lettura »

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L’ammiraglio che ha mostrato il suo vero volto

Emilio Massera

Sulla morte del genocida Massera: articolo di Osvaldo Bayer

Un personaggio così assoluto come il morto non si può trovare in tutta la storia argentina. Assoluto nella sua totale decadenza morale, crudeltà, ambizione fuori da ogni misura. Ammiraglio della Marina da Guerra Nazionale. Solamente Massera.

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Già 22 morti in 4 mesi di presidenza di Santos

La violenza contro chi lotta per i diritti dei più deboli non si ferma in Colombia. Si tratta di cinque militanti di organizzazioni contadine, sette leaders indigeni, un’attivista per la difesa dei diritti umani, cinque sindacalisti, due educatrici comunitarie e due attivisti per i diritti degli omosessuali. Prosegui la lettura »

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Termina lo sciopero della fame dei prigionieri mapuche, ma continuano le trattative

Per ragioni umanitarie e per i progressi fatti dal governo cileno partendo dalle sue precedenti proposte, i prigionieri mapuche hanno deciso di terminare lo sciopero della fame che stava per giungere a 90 giorni. Le trattative comunque continueranno.

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Fratelli mapuche, vi vogliamo vivi, per lottare!

Lucía Sepúlveda Ruiz

I prigionieri politici mapuche continuano a dare ai movimenti sociali, ai popoli oppressi e a coloro che lottano per i diritti umani una grande lezione etica, sociale e politica. È cresciuta la speranza, è rinata la solidarietà, si è nuovamente cominciato a calcare le strade… E questo sta succedendo in uno dei paesi dell’America Latina socialmente più arretrati ed alieni ai cambiamenti, nel nostro regno cileno del consumo e della mancanza di compromessi. In mezzo a ciò si manifesta un potente movimento che è venuto formandosi in decenni di quotidiane e dure lotte nelle depredate comunità del sud, di cui sono protagonisti uomini la cui sorte è legata alla terra, oggi incarcerati, e donne che sono la terra, portavoce dei suoi dolori.

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Comunicato di Askapena, associazione per la solidarietà internazionalista

Comunicato dell’associazione basca Askapena sull’arresto di 7 militanti internazionalisti, ed articolo del giornale dell’oligarchia colombiana, EL TIEMPO, che nel dare la notizia delle detenzioni parla, per colpire la militanza internazionalista, di loro legami con l’ETA e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC).

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I Mapuche rifiutano la proposta del governo

Martedì scorso le relazioni tra il governo del Cile e la comunità mapuche di questo paese sono tornate a essere tese, dopo che i rappresentanti del popolo indigeno hanno rifiutato una convocazione per il dialogo proposto dal presidente Sebastián Piñera.

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Perù: polizia attacca manifestazione in difesa dell’acqua, un morto

protesta ad espinarAlmeno 18 feriti tra i 3.000 manifestanti attaccati dalla polizia con lacrimogeni. La popolazione di Espinar (Cusco) lotta contro un progetto di irrigazione che gli sottrae l’acqua del fiume Apurímac. Una settimana fa il governo aveva inviato nella regione l’esercito a sostegno dei 500 poliziotti lì dislocati. Prosegui la lettura »

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Condannati a 40 anni i militari che assassinarono il marito della dirigente indigena Aída Quilcué

12-09-2010

È stato il delitto, la risposta dello Stato alla Minga che aveva messo in ridicolo Uribe

La Seconda Sezione Penale Speciale di Popayán, dipartimento del Cauca, sudovest della Colombia, ha condannato a 40 anni di prigione sei militari per aver assassinato nel 2008 il dirigente indigeno Edwin Legarda Vásquez.

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Colombia: un’aggressione ogni tre giorni per i difensori dei diritti umani dall’inizio dell’anno

Almeno 64 aggressioni nel 2010, di cui 7 mortali, come riportato dalla relazione del Programa No Gubernamental de Protección a Defensores de Derechos Humanos (PNGPDDH) Prosegui la lettura »

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Honduras: la polizia attacca i docenti alla fine del corteo dentro l’Università

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Dopo 51 giorni di sciopero della fame un altro prigioniero politico mapuche viene trasferito all’ospedale

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“Caso bombe”: Solo fumo e montature

Andrés Figueroa Cornejo

Sabato 14 agosto, con una spettacolare operazione di polizia, sono state perquisite case private e “okupas” di Santiago, Valparaíso, Temuco e Concepción, ed arrestate 14 persone per ordine del Procuratore Alejandro Peña. Come già sta diventando abitudine, la manovra ha contato sulla determinante brutalità degli uomini in divisa senza che ci fosse alcuna resistenza, pistole nella bocca degli imputati, distruzione dei locali, maltrattamenti alle donne incinte, atti indiscriminati in abbondanza e così tanta stampa ossequiosa. Prosegui la lettura »

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