Articoli con tag Conflitti sociali

“A differenza del non-potere di Holloway, io credo che sia necessario costruire un contropotere”

Raúl Zibechi

Nella sua casa di Montevideo il giornalista e attivista Raúl Zibechi parla dei limiti e delle sfide dei movimenti sociali latinoamericani in un ciclo di lotte che si chiude, del ruolo dello stato nella trasformazione sociale e delle esperienze di rifondazione dello stato nella Nostra America:

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Un morto, 10 feriti e più di 250 arresti per le proteste in Cile

Un carabiniere muore durante le manifestazioni per il 39° anniversario del colpo di stato contro Salvador Allende.

A mezzanotte di martedì scorso, il comandante dei Carabinieri, generale Gustavo González, ha detto a seguito delle proteste per il 39° anniversario del colpo di stato: “debbo informare della tragica morte di uno dei nostri uomini che ha ricevuto un colpo al petto”.

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Che cessi la repressione contro il popolo organizzato

José Antonio Gutiérrez D.

In Colombia è stata una costante storica che i momenti di negoziati di pace e di dialogo coincidano con la recrudescenza della guerra sporca. Negli 80 si è assistito al genocidio dell’Unione Patriottica, così come di altre esperienze come A Lottare o il Fronte Popolare. Prosegui la lettura »

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È arrivato il giorno: Pedraza e la sua squadraccia sul banco degli accusati

Nel Tribunale Penale n° 21 c’è stata la prima giornata di udienze dove vengono indagati i fatti del 20 ottobre 2010 avvenuti nelle vicinanze della linea ferroviaria General Roca, a Barracas, e il cui risultato diretto fu la morte del giovane militante del Partito Operaio, Mariano Ferreyra. Oltre a Pedraza, accusato di essere “l’istigatore”, saranno giudicati altri 16 accusati, saranno sentiti circa 380 testimoni e verrà esaminato il tentativo di omicidio di Elsa Rodríguez, Nelson Aguirre e Ariel Pintos, feriti durante l’attacco del 20 ottobre.

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La violenza nella terra mapuche non rispetta nemmeno i bambini

Marianela Jarroud

“Siamo stati aggrediti da questo stato cileno che è razzista, che ci reprime. Le forze di polizia reprimono tutto il popolo mapuche. Loro sono quelli che sparano a sangue freddo”. Così un indigeno di 16 anni ha narrato la repressione della polizia di cui è stato vittima insieme ad altri contadini della regione dell’Araucanía, 680 chilometri a sud di Santiago, dopo lo sgombero di un podere occupato da varie comunità che reclamavano le loro terre ancestrali.

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Spagna: Il governo reprime la solidarietà operaia

23.08: El Mondo parla di 9 detenuti e dà la colpa delle cariche a “un ridotto gruppo antisistema”. Il governo sta dimostrando che non permetterà alla gente di ribellarsi contro le sue misure antipopolari, e nemmeno che altri solidarizzino con i ribelli. La stampa borghese informa della mobilitazione ma non dà voce alle organizzazioni popolari.

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Oggi in Perù governa l’esercito

Hugo Blanco Galdós*

Il 3 luglio sono state assassinate tre persone nella provincia di Celendín, Cajamarca.

Non si è trattato di una manifestazione contro il progetto minerario Conga, ma di una dimostrazione dei lavoratori edili che non erano stati pagati dal municipio.

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Perù: proteste contro la miniera, scontri con la polizia due morti

Oltre a due morti, gli scontri con la polizia hanno causato decine di feriti e portato il governo di Ollanta Humala a dichiarare lo stato di emergenza, che prevede che per 30 giorni la polizia diventi responsabile dell’ordine pubblico. La popolazione chiede la chiusura della miniera Xstrata Tintaya e il ripristino dell’ambiente.

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L’Honduras non è più lo stesso

Giorgio Trucchi

Tre anni dopo il colpo di Stato il popolo resiste e avanza

Tegucigalpa, 28 giugno (LINyM / Rel-UITA)-. Questo 28 giugno il popolo honduregno si è riversato per le strade delle principali città dell’Honduras e ha celebrato tre anni di resistenza contro il colpo di Stato criminale, che nel 2009 ha deposto il presidente Manuel Zelaya e ha fatto scattare la scintilla che ha incendiato il paese. Tre anni dopo, l’Honduras non è più lo stesso e la gente non solo resiste, ma avanza delle proposta concrete di riforma e di cambiamenti politici e sociali.

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Le Bacrim… lo stesso narcoparamilitarismo

Il paramilitarismo in Colombia è ed è stato uno strumento repressivo e di terrore, al servizio degli interessi politici ed economici dell’elite dominante; protetti dallo stato, finanziati dai proprietari terrieri, dalla borghesia agraria e finanziaria e negli ultimi tempi dal narcotraffico che li ha fatti diventare degli eserciti privati del crimine.

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Bolivia: viver bene?

Evo Morales è venuto ancora una volta in Italia, accolto da un pubblico numeroso ed entusiasta che giustamente vede in lui la nuova America Latina che resiste all’imperialismo e cerca una strada originale. Tuttavia mi sembra che il sostegno convinto a questa ed altre esperienze non debba escludere una visione a tutto tondo dei problemi e delle contraddizioni di questa ricerca del “buen vivir”. Prosegui la lettura »

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Paraguay: Massacro di contadini che occupavano le terre di un latifondista

Almeno 18 persone sono morte a Curuguaty a causa di una sparatoria.

Secondo alcuni si è trattato del peggiore atto di violenza nella storia del Paraguay per la lotta delle terre.

Più di 200 poliziotti venerdì mattina sono arrivati per evacuare un gruppo di contadini che occupavano alcuni terreni di proprietà dell’ex senatore del Partito Colorado (di tendenze conservatrici) Blas Riquelme, a Curuguaty, circa 400 chilometri al nordest di Asunción.

Le autorità hanno comunicato che sul luogo c’erano circa 100 famiglie che dovevano essere sgomberate dalle forze di sicurezza.

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Honduras: Il Copinh sotto fuoco criminale

Attentati a raffica contro i membri dell’organizzazione indigena honduregna.

Tegucigalpa, 16 giugno (Copinh-LINyM) – Dopo il colpo di stato del 28 giugno 2009 s’inasprisce la repressione contro il popolo honduregno, il Copinh (Consiglio civico delle organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras) non fa eccezione.

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Addio Humala

Oscar Ugarteche

Dopo il “massacro politico” di dicembre 2011, Ollanta Humala ha deciso di convincere il mondo di non essere solo un militare senza parola, ma anche un politico con una ideologia neoconservatrice. Questa opinione la ha data dapprima ai venezuelani che lo avevano appoggiato nella campagna del 2006 e successivamente ai brasiliani che lo appoggiarono nel 2011, e ora la sta trasmettendo alla gente in strada. Prosegui la lettura »

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Territori in resistenza. Periferie urbane in America Latina

Note su un libro di Raúl  Zibechi *

Recensione a cura di Aldo Zanchetta.

Il futuro del mondo si giocherà a livello delle grandi città dove ormai vive 2/3 della popolazione mondiale? Mike Davis, l’urbanista e sociogeografo statunitense, autore fra gli altri di Città di quarzo e di Città morte. Storie di inferno metropolitano pochi anni fa scriveva:

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