Articoli con tag Conflitti sociali

Resistenza all’attività mineraria nelle Ande

Raúl Zibechi

Uno su cinque ettari del Perù è stato consegnato alle multinazionali del settore minerario, così come la metà delle terre delle comunità contadine e indigene della sierra andina. La gente comune e la natura sono i più danneggiati dalla voracità di grandi imprese che accumulano oro, argento e rame sull’altare della speculazione. Prosegui la lettura »

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Libertà per gli 11 attivisti arrestati nelle proteste contro Hidroituango

Comunicato Nazionale e Internazionale Numero 5 – Azione Urgente

È stato emesso un ordine di cattura per 11 delle 77 persone fermate a Valle de Toledo, Antioquia.

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Per un Nuovo Potere Popolare

Alberto Pinzón Sánchez

Concluso il cosiddetto “sciopero cafetero”, Fernando Carrillo, il ministro degli interni del governo Santos, con un acume poco comune tra i politici colombiani, in una intervista per il quotidiano colombo-spagnolo El Tiempo (09.03.2012) afferma con soddisfazione Prosegui la lettura »

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Un’altra fabbrica recuperata a San Martín: l’ora della resistenza

Mercoledì 6 febbraio una squadraccia accompagnata dalla polizia bonaerense è entrata nella fabbrica di componenti auto della ex Bosch-RBI per cacciare i lavoratori, organizzati nella cooperativa Mecanizados Progreso Ltda., che cercano di metterla in produzione, da quando gli impresari l’abbandonarono agli inizi del 2012. Prosegui la lettura »

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Guerra mineraria nelle Ande peruviane

Raúl Zibechi

Quando il vortice degli avvenimenti locali e globali tende a trasformare la quotidianità in caos, rendendo opachi i cammini, la resistenza di coloro che stanno in basso è il miglior nord per non perderci nella turbolenza. Queste resistenze permettono di capire sia le strategie delle classi dominanti sia i preziosi apprendimenti dei settori popolari, indigeni e contadini, rurali e urbani, e il modo in cui essi stanno cercando di correggere gli errori del passato e come stanno orientando la nave dei processi emancipatori.

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Lo sciopero dei coltivatori di caffè

 Alfredo Molano Bravo

Il caffè è stata la coltivazione d’eccellenza del paese dalla fine del secolo XIX fino alla fine del XX. In gran misura la democrazia che il sistema tollera si deve al caffè per la semplice ragione che la sua produzione non è stata né è nelle mani dei proprietari terrieri, come quella della canna da zucchero e della palma africana. Prosegui la lettura »

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Caffè amaro, cacao amaro

José Antonio Gutiérrez D.

Violenta repressione della protesta dei contadini produttori di caffè e di cacao.

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Cile: verità e giustizia per Jiménez. Scontri a Santiago

Circa un migliaio di persone hanno partecipato ieri alla marcia di commemorazione che si è tenuta a Santiago del Cile per ricordare Juan Pablo Jiménez, sindacalista ucciso pochi giorni fa da un proiettile alla testa.

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Cile: dal terremoto sociale allo tsunami politico

Raúl Zibechi

Il 60% dei cileni non ha votato nelle elezioni municipali del 28 ottobre. L’opinione di Gabriel Salazar, Premio Nazionale di Storia e uno degli intellettuali più ascoltati, è che se questo insolito livello di astensionismo si fosse registrato senza l’esistenza di un movimento sociale, si potrebbe parlare di “debolezza” o di “fuga”. Prosegui la lettura »

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Politica di allenze o di affratellamento

  Raúl Zibechi

Quanto successo mezzo secolo fa tra i tagliatori di canna da zucchero uruguayani non fu qualcosa di eccezionale anche se, si deve riconoscere, non succede tutti i giorni. Qualcosa di simile sta succedendo in Cile.

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Città modello, zone di impiego, regime speciale: sempre e solo devastazione e saccheggio

 Giorgio Trucchi

Deputati approvano nuove riforme costituzionali per fare rivivere le “ciudades modelo” e per vendere, a pezzetti, il Paese al “miglior” offerente.

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Medellín dieci anni dopo “l’Operazione Orion”

 Maurice Lemoine

Il 2 dicembre 1993 il famoso e potente capo del cartello di Medellín, Pablo Escobar, cadde crivellato di colpi sul tetto di una casa del quartiere Los Olivos. La lunga caccia all’uomo che portò a questo epilogo fu condotta a termine da una unità militare di elite, “Il gruppo di Ricerca”, appoggiato dai servizi segreti statunitensi e da un gruppo di delinquenti –perseguitati da Pablo Escobar (los pepes)– comandati dai fratelli paramilitari Fidel, Vicente y Carlos Castaño, finanziati a loro volta, dai … narcotrafficanti del cartello di Cali. Prosegui la lettura »

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Cile. Scontri in occasione del vertice dei grandi

Mentre a Santiago del Cile i leader di 33 paesi latino americani e di 27 paesi europei si riuniscono, tra abbracci e sorrisi, per accordarsi su azioni congiunte per il 2015 soprattutto in ambito economico, migliaia di persone hanno manifestato per le strade della città, ancora una volta per ribadire la contrarietà all’ennesimo vertice di spartizione di ricchezze e di potere.

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Una vena aperta in Brasile

Felipe Deslarmes

“Terra senza uomini, uomini senza terra: i maggiori latifondi danno occupazione, e non per tutto l’anno, ad appena due persone ogni mille ettari. Negli accampamenti, al confine con le tenute agricole, si ammassano, miserabili, le riserve sempre disponibili di mano d’opera”, così nel 1971Eduardo Galeano ha descritto nella prima edizione di Le vene aperte dell’America Latina.

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Conflitto cileno-mapuche: La morte ha gli occhi di brina

Tito Tricot

La morte ha gli occhi di brina o di freddo della montagna. Nessuno vuole guardarla, ma tutti lo fanno prima o poi. Nessuno la cerca e tutti la incontrano ad un angolo di un colle. Nessuno la desidera e vive sola, ma è sempre accompagnata dal dolore. Di molti o di pochi, di giorno o di notte, colpisce lo stesso. Prosegui la lettura »

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