Articoli con tag Conflitti sociali

“La destra ha cercato di contendere il controllo della strada”

Darío Pignotti

Intervista a João Pedro Stedile, leader del Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra.

La destra non pensa ad altro che ad impedire, come sia, la rielezione di Dilma Rousseff (ha finito con il perdere 21 punti di popolarità) nelle elezioni del 2014, e nonostante la sua paura congenita di fronte alla mobilitazione popolare, cerca di fare in modo che si trasformi in una fonte di caos e ingovernabilità. Prosegui la lettura »

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L’autunno del progressismo

Raúl Zibechi

Sono passati dieci anni. La condizione della maggioranza della popolazione dei paesi sudamericani governati da coalizioni di centrosinistra, o progressiste, è uguale o peggiore a quando la destra è stata cacciata dalla protesta di grandi movimenti sociali. Agitare il fantasma del ritorno di quella destra, così come spiegare che non ci sono risorse sufficienti a far vivere meglio le persone non serve più. La pazienza è finita. Prosegui la lettura »

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La rivolta dei venti centesimi

Raúl Zibechi

Gli Indignati del Brasile.

L’aumento del prezzo del trasporto è stata la fessura da cui è passato il profondo scontento che sta vivendo la società brasiliana. In appena due settimane le manifestazioni si sono moltiplicate: da 5 mila nei primi giorni a più di un milione in cento città. La disuguaglianza, la mancanza di partecipazione e la repressione sono i grandi temi.

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Colombia: Catatumbo con potere popolare

Horacio Duque Giraldo

La macchina mediatica e il suo monopolio sulla comunicazione vogliono rendere invisibile la formidabile sollevazione contadina.

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Brasile – Stedile MST: significato e prospettive delle mobilitazioni

Nilton Viana

Alleghiamo di seguito una intervista con João Pedro Stedile del Movimento Sem Terra sul portato e le prospettive delle mobilitazioni sociali che stanno scuotendo il Brasile nelle ultime settimane.

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La giusta protesta per la pensione e la manipolazione mediatica

Giorgio Trucchi

Centinaia di persone anziane reclamano da tempo il diritto ad avere una pensione ridotta, anche se non hanno raggiunto la quantità minima di contributi alla Previdenza sociale. Un diritto riconosciuto dai sandinisti durante gli anni 80 e cancellato durante l’orgia neoliberista degli anni 90.

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Brasile: tra scontri durante le partite e uccisioni poliziesche in periferia

Tempestivamente ieri sera le immagini della partita di calcio Spagna-Italia rimbalzavano nelle piattaforme comunicative internazionali, intervallate da resoconti brevi e ingenerosi di quanto accadeva fuori, con la polizia brasiliana schierata a protezione del circondario dello Stadio, che respingeva l’avanzare di migliaia di persone, attuando la rodata distinzione artificiosa tra teppisti e santarellini.

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Cile, la marcha estudiantil torna ad infiammare Santiago

Una nuova marcha estudiantil, le manifestazioni studentesche che si susseguono da più di due anni in Cile per rivendicare un’educazione pubblica, gratuita e di qualità, è tornata a riempire le strade di Santiago nella giornata di ieri. Si è trattato della quarta marcha a livello nazionale dall’inizio dell’anno e l’adesione ai cortei è stata ovunque massiccia, soprattutto nella capitale dove in piazza si contavano più di 100.000 persone tra studenti delle scuole superiori e universitari.

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I brasiliani in strada mettono a nudo il falso miracolo economico

Ai media internazionali piace vedere “primavere” dove ciò che si cucina è qualcosa di più profondo e meno effimero. Le immense mobilitazioni nelle strade del Brasile son il frutto di resistenze storiche e recenti. Se i politici incominciano a lanciare segnali di ascolto è perché nelle strade sono migliaia e hanno un appoggio di massa.

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Scontri a Rio

Protesta vicino al Maracaná.

Le proteste che ieri sono avvenute vicino allo stadio Maracaná, a Rio de Janeiro, alcune ore prima che l’Italia e il Messico debuttassero nella Coppa delle Confederazioni, si sono spostate successivamente nei quartieri vicini dove sono state di nuovo represse. Prosegui la lettura »

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Cronaca di una repressione della protesta

Darío Pignotti

La polizia d’elite di Brasilia ha attaccato i manifestanti con  gas e proiettili di gomma.

A Brasilia gli indignati rimproverano il governo di fare una spesa eccessiva per ristrutturare lo stadio nazionale Mane Garrincha; stanno continuando le manifestazioni che sono iniziate a San Paolo e a Rio, e che continueranno questa settimana.

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Il neoliberismo come “progetto di classe”. Intervista a David Harvey

Elsa Roulet

Harvey, David. Geografo e urbanista inglese, nato nel 1935 nel Kent. Ha svolto gran parte della sua carriera negli Stati Uniti dove è titolare della cattedra di antropologia del College University di Nueva York, dopo aver insegnato per più di trenta anni geografia e urbanistica ad Oxford e a Baltimora. Profondo studioso dell’opera di Marx, nel 1982 pubblica un’importante opera di teoria economica, I limiti del capitale. Prosegui la lettura »

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Rivolta a Rio contro l’aumento delle tariffe degli autobus

Patrick Granja / Guilherme Chalita / Diego Felipe

Nella notte del 10 di giugno migliaia di studenti e di lavoratori sono scesi nelle strade del centro di Rio per protestare contro l’aumento delle tariffe degli autobus. Ancora una volta, a un certo punto della manifestazione, la polizia in tenuta antisommossa ha iniziato a lanciare lacrimogeni e a sparare proiettili di gomma. La folla ha resistito coraggiosamente, rendendosi protagonista di uno degli episodi di resistenza più significativi degli ultimi anni nella città di Rio de Janeiro.

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Cambogia: l’emergere di una nuova classe operaia

Juan Andrés Gallardo

Migliaia di lavoratoratrici dell’industria tessile della Cambogia che produce per la Nike lunedì scorso si sono scontrate con la polizia, che le ha represse.

Sono state brutalmente attaccate con manganelli elettrici con un saldo di 23 manifestanti ferite, una delle quali incinta di due mesi.

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Michoacán: Una operazione di stato

Andrés Avila Armella

La stupidità e l’inefficienza di alcuni governanti possono agevolare lo sviluppo politico degli sfruttati, mettendo a rischio gli interessi della classe al potere.

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