Archivio per la categoria Argentina

Lear: minacce di morte e una nuova repressione

Circa 40 lavoratrici e lavoratori dell’impresa di ricambi auto sono sul punto di compiere cinque mesi di tenda dopo l’ondata di sospensioni e licenziamenti che è cominciata a maggio. Questa settimana hanno subito due nuovi atti di violenza. Mercoledì una squadraccia ha minacciato di morte i licenziati. Hanno detto ad una delle mogli dei delegati che l’avrebbero violentata. Giovedì, la Gendarmeria Nazionale è tornata a mostrare la sua arte: una feroce repressione ha dato un saldo di più di 40 manifestanti feriti. Ripudio di diversi settori sociali e politici.

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Argentina: Lavoro informale, lavoro precario ed economia popolare

Juan Grabois

Informale o Precario?

Negli ultimi giorni c’è stato un certo subbuglio mediatico per la diffusione di un rapporto dell’OIL e di un altro rapporto dell’UCA (Pontificia Università Cattolica Argentina) sulla cosiddetta “informalità lavorativa” in Argentina. Prosegui la lettura »

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Trionfo Mapuche a Vaca Muerta

Il Governo neuquino ha riconosciuto la personalità giuridica della Comunità Mapuche Campo Maripe. Entro 90 giorni deve fare i rilevamenti del territorio comunitario.

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“I compagni delle fabbriche recuperate, sono per noi un esempio da seguire”

Mario Hernández

Questo diceva Laura Ruffolo, una delle lavoratrici della catena di hamburger “Nac & Pop”, l’impresa nazionale e popolare di proprietà di Alex Gordon, che ha lasciato i propri lavoratori disoccupati e con stipendi arretrati, per cui 3 dei suoi locali sono stati occupati dai lavoratori, nonostante i tentativi della polizia di scacciarli e le minacce di Metrogas di togliergli i contatori. Prosegui la lettura »

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Danno genetico e glifosato

Darío Aranda

Dopo otto anni di indagini, il gruppo GEMA dell’UNRC ha predisposto un rapporto con il quale conferma il “chiaro” legame del glifosato con le mutazioni genetiche, che possono provocare un cancro, causare aborti spontanei e nascite con malformazioni.

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Accampati da un anno contro Monsanto

È già trascorso un anno da quando i cittadini di un minuscolo centro della provincia argentina di Córdoba hanno piantato le tende di fronte al gigantesco cantiere e sono riusciti a fermare il megaprogetto della più temibile e criminale impresa dell’agro-business. Con l’argilla hanno costruito un riparo da usare come cucina e accanto alla strada hanno coltivato un orto per la comunità. Raúl Zibechi torna ad analizzare i punti chiave della straordinaria e vittoriosa resistenza di Malvinas Argentinas contro Monsanto: hanno imparato a far politica senza essere dei politici. L’eterogeneità e il sentirsi tutti uguali hanno creato uno spazio-tempo di auto-educazione collettiva, senza dirigenti né diretti, senza divisione del lavoro tra le persone che comandano e quelle che eseguono. Prosegui la lettura »

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Un trionfo finale

Osvaldo Bayer

Sì, novantadue anni dopo i fatti, nel teatro di San Julián è stato rappresentato, così come avvenne, l’episodio delle puttane. Fantasie della realtà. L’inusitato fatto per cui passarono alla storia queste cinque prostitute. Quando con scope e bastoni queste povere donne non lasciarono entrare nel postribolo i soldati fucilatori dei braccianti rurali protagonisti degli scioperi degli anni venti. Queste donne furono gli unici esseri che reagirono contro un crimine così indegno.

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Malvinas Argentinas: Quale parte del “no” è quella che la Monsanto non comprende?

Tra il 53% e il 65% della popolazione di Malvinas Argentinas, Córdoba, rifiuta l’installazione della Monsanto e il 91% chiede un referendum per ratificarlo. L’accampamento di residenti compie un anno impedendo la costruzione di un impianto di semi transgenici. L’impresa gioca a logorare e ad insistere nel 2015 con la complicità politica, secondo la voce delle compagnie.

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Argentina: L’impresa Lear ingabbia i delegati combattivi

Lunedì 1 settembre l’impresa Lear dell’Argentina srl ha finalmente permesso l’ingresso dei delegati nella fabbrica, ma nel farlo hanno trovato che il padrone aveva costruito una vera “gabbia” di 3,5 x 2,5 dove li tiene rinchiusi durante la giornata lavorativa, a 10 metri dal settore dove si trova il resto degli operai. Si tratta di un fatto inedito e di un’azione totalmente illegale.

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Argentina: A seguito della repressione, per le ferite è morto un altro indigeno Qom

Comunicato: Territorio indigeno del Popolo Qom, Potae Naponá Navogoh, Est di Formosa, Argentina.

Lo scorso giorno 29 è deceduto nell’Ospedale Centrale di Formosa Elías Jara, membro della Comunità Qom, il Qarashe (autorità) della quale è Félix Diaz. Prosegui la lettura »

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Gli “agroaffari”, il controllo del dollaro e le minacce alla sovranità economica dell’Argentina

Atilio Boron

A differenza di altri paesi dell’America Latina, la storia economica argentina presenta, come uno dei suoi tratti più distintivi, la periodica apparizione di restrizioni nel settore estero causate dalla scarsezza di dollari per sostenere le necessità dell’importazione e, in misura molto minore, il risparmio dei ceti medi. Prosegui la lettura »

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Argentina: I blocchi in tutto il paese, protagonisti della giornata di protesta

Molto presto, in alcune città fin dalle 5.00 della mattina, la giornata di protesta è stata vissuta non solo nella città e nella provincia di Buenos Aires. I casi di Córdoba, Mendoza, Neuquén e Jujuy, dove lo sciopero con blocchi di autostrade, strade e ponti, ha avuto come protagonisti i lavoratori, le organizzazioni sociali, gli studenti, i partiti di sinistra e i disoccupati. Prosegui la lettura »

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Il delitto di difendere la terra

Darío Aranda

Cinque fratelli wichí formosegni detenuti per aver resistito ad uno sgombero.

Sono membri della comunità El Colorado, nell’ovest di Formosa. Tre settimane fa hanno impedito l’intrusione di un privato nel proprio territorio e hanno subito la repressione della polizia. Organizzazioni dei diritti umani e dei popoli originari ne chiedono la liberazione.

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Ritrovato il nipote di Estela Carlotto

Il nipote maschio della presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, Estela Carlotto, figlio di sua figlia Laura Carlotto, assassinata durante la dittatura, è stato ritrovato dai suoi familiari dopo 37 anni di incessante ricerca.

Così, oggi pomeriggio ha informato il segretario per i Diritti Umani della provincia di Buenos Aires, Guido Carlotto, in una conversazione con Télam.

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La polizia continua ad uccidere

Negli ultimi giorni, sono stati denunciati casi di grilletto facile a Córdoba, Misiones e Neuquén. Spari alla schiena durante presunti tentativi di furto e forti bastonate contro persone ammanettate sono alcuni dei metodi che utilizzano gli agenti per uccidere.

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