L’unico modo di resistere al crollo di questa civiltà occidentale capitalista è creare alternative. La nuova era

Gustavo Esteva

E la banda continuò a suonare.

L’affondamento del Titanic era irrimediabile. Ignorarlo era insensato. Ma la banda continuò a suonare.

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Conflitto cileno-mapuche: La morte ha gli occhi di brina

Tito Tricot

La morte ha gli occhi di brina o di freddo della montagna. Nessuno vuole guardarla, ma tutti lo fanno prima o poi. Nessuno la cerca e tutti la incontrano ad un angolo di un colle. Nessuno la desidera e vive sola, ma è sempre accompagnata dal dolore. Di molti o di pochi, di giorno o di notte, colpisce lo stesso. Prosegui la lettura »

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Rafael Correa affronta la sua campagna elettorale più calda

Decio Machado

Bisogna rilevare due elementi della congiuntura politica precedente alle elezioni del prossimo 17 febbraio. Da una parte, l’opposizione conservatrice è stata incapace di formare una alleanza politica che le permettesse di contare su un solo candidato per affrontare il presidente Correa. Per vari mesi i dirigenti conservatori hanno discusso e negoziato al calore “dell’effetto Capriles”, finendo con il mostrare le proprie debolezze interne. Prosegui la lettura »

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La tenace perseveranza zapatista

Raúl Zibechi

Raúl Zibechi crede che dalla mobilitazione delle comunità zapatiste, che ha avuto luogo lo scorso mese di dicembre, i movimenti antisistema e anticapitalisti dell’America Latina dovrebbero ricavare importanti insegnamenti, con lo scopo di rompere “l’accerchiamento” del progressismo. Tra questi, l’importanza dell’impegno militante o la necessità di persistere in ciò che ciascuno crede.

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2013: Santos si opporrà agli allevatori latifondisti?

Fernando Dorado

Durante l’anno 2012 Uribe ha finito con l’allontanarsi e scontrarsi con Santos. Era prevedibile. Non per questioni personali, caratteri o interessi individuali. Sono gli interessi di classe e di settori di classe che determinano e promuovono questi cambiamenti.

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Interviste con i compagni in Chiapas

Il 21 dicembre 40.000 militanti dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale hanno sfilato e occupato silenziosamente cinque città del Chiapas per affermare “noi siamo qui” (vedi articolo e successivo comunicato dell’Ezln).

Qui sotto l’intervista registrata in trasmissione il 7 gennaio 2013 con le/i compagn* del Nodo Solidale in Chiapas.
Latinoamericana 7-01-13

Qui invece l’ultima puntata della Digna Radio da loro registrata qualche giorno fa.
Digna Radio 8.0
1. Continuna la violenta scalata di aggressioni contro le comunità zapatiste.
2. Il ritorno del dinosauro PRI e le resistenze.
3. Oaxaca, il caso di Alvaro Sebastian Ramirez e la lotta nella regione Loxicha.
4. Guerrero, il contropotere della polizia comunitaria.
5. Aggiornamenti sulla situazione dei prigionieri politici.

Le altre trasmissioni di Latinoamericana in streaming sono qui

 

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Stato d’assedio a Vilcún per la morte di un latifondista

La polizia cilena dispiega una grande operazione di polizia nella zona di Cautín e specialmente nella zona delle tre colline Yeupeko, entrando nelle varie comunità della zona come a Juan Catrilaf, Yeupeko Katrileo, Juan Quintrupil, al settore El Natre, a Llamuco ecc., questo dopo l’azione avvenuta all’alba contro gli usurpatori e responsabili della morte di Matias Catrileo, i Luchsinger.

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“Costruendo una Proposta di Paese per una Vita Degna”

Congreso de los Pueblos

Senza partecipazione popolare non è possibile una pace con giustizia sociale!

Il nostro paese per più di 50 anni è stato immerso in un conflitto sociale, politico e armato che ha causato la perdita di vite umane, la disintegrazione della società e la mancanza di un futuro sostenibile. È una necessità prioritaria mettere fine alla guerra nella quale viviamo quotidianamente. Ma non basta dire “che questo conflitto termini ora”. La società in generale deve agire per trovare delle reali vie di uscita.

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Giovani e donne, i più danneggiati dal “modello k”

Gli episodi di violenza alla vigilia di natale ce li hanno mostrati ancora una volta come coloro che più soffrono la disoccupazione e la povertà strutturale. La maggior parte degli arrestati avevano infatti un’età compresa tra i 15 e i 30 anni.

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Messico – L’EZLN annuncia i suoi prossimi passi

 

Gli zapatisti riprenderanno i contatti con le organizzazioni aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona e lanceranno prossime iniziative.

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Genocidio sindacale: 19 assassinati nel 2012, dal 1986 sono 2.877

Domínico Nadal

Hanno assassinato il sindacalista Milton Enrique Rivas Parra, e sono …, quanti?

Il “regalo” di Natale e Anno Nuovo del governo colombiano guidato da J.M. Santos per il popolo colombiano non poteva essere più nefasto: Salario minimo irrisorio e Terrorismo di Stato.

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Cile, un passo contro l’impunità: arrestati gli assassini di Víctor Jara

Gennaro Carotenuto

Sette ufficiali dell’esercito cileno, presunti assassini di Víctor Jara, incriminati per omicidio volontario aggravato, sono stati arrestati ieri in Cile. L’ottavo, Pedro Barrientos risiede dal 1990 a Miami, negli Stati Uniti dove si apre ora una difficile battaglia per l’estradizione. Nel 2004 era stato arrestato per quei fatti un semplice coscritto. Fu rilasciato dopo aver accusato (per poi ritrattare) i responsabili del campo di concentramento dove quello e molti altri omicidi avvennero.

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Il grido silenzioso di 40 mila zapatisti

Hermann Bellinghausen

Un’altra volta gli zapatisti e la loro costruzione di dignità, hanno scosso il mondo.

MESSICO

In 5 municipi del Chiapas si mobilitano più di 40 mila zapatisti. In silenzio, occupano le piazze centrali di Ocosingo, San Cristóbal de Las Casas, Palenque, Altamirano e Las Margaritas. Successivamente in modo ordinato scompaiono.

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Brasile: Olimpiadi per tutti, sgomberi per nessuno

La comunità di Vila Autódromo, Rio de Janeiro, in lotta per i diritti dei poveri e della città.

“Olimpiadi per tutti, sgomberi per nessuno!” “Che le Olimpiadi siano un successo, nonostante le minacce!” “Lo sport è vita, non è stress. Politica pubblica ora!” Questi i cartelli che circondano un piccolo campetto da calcio, trasformato in luogo di assemblea dai movimenti sociali e dai tanti e variegati soggetti che si oppongono alla rimozione di Vila Autódromo, dove centinaia di famiglie povere sono a rischio sgombero perché sia fatto largo a un centro sportivo per le Olimpiadi 2016.

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Il capitale finanziario internazionale si impadronisce delle migliori terre sudamericane

Si stima che il 25 per cento del territorio uruguayano e paraguayano e almeno il 10 per cento di quello argentino siano nelle mani di impresari stranieri, mentre negli altri paesi della regione i latifondi privati si moltiplicano come funghi. Questa nuova forma di conquista neocoloniale si è intensificata negli ultimi cinque anni e pregiudica soprattutto i paesi dell’America del Sud.

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