Ni Una Menos, le donne riempiono le strade di Buenos Aires

“Contro l’asfissia economica e la violenza machista, scendiamo nelle strade”! Con questo appello il movimento femminista argentino Ni Una Menos è tornato a occupare il centro di Buenos Aires, per la quinta volta dalla prima marcia, il 3 giugno del 2015. Migliaia di persone hanno sfilato da Congreso a Plaza de Mayo, in un corteo rabbioso, poderoso e determinato. Tante le anime, unite dalla lotta: contro la violenza. In tutte le sue forme. Prosegui la lettura »

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Gli studenti brasiliani continuano a sfidare Bolsonaro

Emir Sader

Due settimane dopo la prima grande manifestazione a difesa delle risorse per l’educazione, gli studenti brasiliani sono tornati a scendere nelle strade di tutto il Brasile per sfidare il governo di Bolsonaro che domenica scorsa, sentendosi minacciato, ha convocato la sua gente per attaccare il Congresso e il potere giudiziario, che d’accordo con i settori più radicalizzati del governo, impedirebbero al presidente di governare. Prosegui la lettura »

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Nuovo rovescio internazionale per Guaidó: Bolsonaro non riceverà in Brasile il suo “ambasciatore”

Secondo informazioni diffuse dal quotidiano brasiliano Descripción Folha de Sao Paulo il presidente di questa nazione, Jair Bolsonaro, non riceverà le credenziali della rappresentante del deputato Juan Guaidó in questa nazione, María Teresa Belandría. Prosegui la lettura »

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Durante il 2018 l’ONU ha registrato nel Catatumbo 13 mila persone sfollate

Lo scorso giovedì 23 maggio, l’Ufficio dell’Alto Commissariato dell’ONU per i Diritti Umani in Colombia, ha presentato il suo rapporto annuale sulla situazione del Norte de Santander e del Catatumbo. Nel documento, l’Ufficio avverte sulle gravi violazioni dei diritti umani che si stanno commettendo nella regione, allo stesso tempo ha messo in evidenza il ruolo dei dirigenti e delle organizzazioni sociali per evitare che la situazione sia ancor più difficile. Prosegui la lettura »

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Brasile: Quasi un milione di persone hanno protestato contro i tagli all’educazione e la riforma delle pensioni

Dopo la massiccia mobilitazione che il 15 passato ha portato 1 milione di persone nelle strade del Brasile per protestare contro i tagli annunciati dal governo di ultradestra di Jair Bolsonaro, studenti e professori sono tornati a mobilitarsi questo giovedì (30) in più di 200 municipi del paese con proteste che hanno riunito quasi 1 milione di persone. Prosegui la lettura »

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Colombia: Gli Stati Uniti deplorano la decisione di mettere in libertà Jesús Santrich

Giovedì, il governo degli Stati Uniti ha considerato “deplorevole” la decisione della Corte Suprema della Colombia di mettere in libertà Jesús Santrich, che il governo guidato da Donald Trump desiderava portare nel proprio paese in estradizione, come già era stato fatto con il comandante Simón Trinidad. Prosegui la lettura »

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Così è stato vissuto lo Sciopero Nazionale nel Chocó

Le comunità del Chocó si sono mobilitate sulla strada Quibdó-Risaralda durante i giorni 24, 25 e 26 nell’ambito dello Sciopero Nazionale. Con diverse modalità hanno fatto sentire la propria voce di protesta di fronte agli inadempimenti dello stato nel garantire alcune minime garanzie di vita degna. Prosegui la lettura »

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Argentina: Presentato di nuovo il progetto di legge sull’aborto, una moltitudine lo ha approvato nelle strade

Valeria Fariña

Dopo il pañuelazo (sfazzolettata) federale del 19 febbraio e l’affollata mobilitazione dell’8 marzo, il vasto movimento femminista è tornato a prendere il volo, questa volta, all’ottava presentazione del Progetto di Legge di Interruzione Volontaria della Gravidanza. Prosegui la lettura »

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Quattro giovanissimi uccisi dalla polizia. Esplode la rabbia in Argentina

Serena Chiodo

«Basta grilletti facili di Stato», la ministra della sicurezza Bullrich sotto accusa. In tre anni sono state 1303 le vittime della violenza istituzionale. E le madri chiedono giustizia in piazza. Prosegui la lettura »

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La legge di Trump è la legge della selva

Gruppo Digitale ELN

L’ordine di libertà emesso dalla Giurisdizione Speciale per la Pace (JEP), per l’ex negoziatore di Pace Jesús Santrich, e il contrordine imposto dal Governo degli Stati Uniti, dimostra chi comanda in Colombia. Prosegui la lettura »

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Nel corridoio minerario peruviano. Quinoa di cento colori

Raúl Zibechi

Da Cusco e dall’Apurímac.

Per il potere economico e politico, il settore minerario è l’unica attività economica realizzabile nelle regioni andine. Il Perù è un paese minerario fin dalla conquista. Nonostante gli incolmabili danni che produce, i critici di solito sono accusati di essere dei “nemici dello sviluppo”, Prosegui la lettura »

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Liberato in Chiapas prigioniero politico tseltal che era in sciopero della fame

Redazione Desinformémonos

Città del Messico / Le organizzazioni e i collettivi dei diritti umani, tra cui il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas (Frayba), hanno informato che Juan Pérez Álvarez, prigioniero politico tseltal nel carcere penale di Comitán, Chiapas, è stato messo in libertà lo scorso 14 maggio. Prosegui la lettura »

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“La pace in Colombia può disintegrarsi”: The New York Times

Con un forte editoriale, il quotidiano statunitense ha lanciato dure critiche al Governo, ha messo in discussione gli inadempimenti riguardo all’accordo di pace e ha, anche, affermato che la Casa Bianca non dovrebbe appoggiare coloro che stanno minando il processo. Prosegui la lettura »

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Ai guerriglieri negli ETCR e a tutti i colombiani

Iván Márquez

Fu un grave errore aver consegnato le armi ad uno stato imbroglione, fiduciosi nella buona fede della controparte.* Prosegui la lettura »

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Brasile: L’allerta per la rottura di una diga intimorisce di nuovo la popolazione del Minas Gerais

Redazione

La giustizia ha imposto una multa di R$ 300 milioni all’impresa mineraria Vale; più di 6 mila persone possono essere colpite. Prosegui la lettura »

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