Articoli con tag Difesa territori

Coca Codo Sinclair: megaprogetti contro diritti della natura

La diga Coca Codo Sinclair progettata dal governo dell’Equador con il finanziamento di una Banca d’investimenti cinese dovrebbe dare un grande contributo energetico al Paese, ma presenta grandi dubbi dovuti all’impatto ambientale.

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La Procura accusa di sfollamento palmicoltori del Chocó

La Procura ha accusato 15 palmicoltori per una loro presunta responsabilità nel reato di sfollamento attuato con la forza, di invasione di aree di straordinaria importanza ecologica e di associazione a delinquere aggravata.

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Nuovi sfide per il movimento indigeno

Luis Ángel Saavedra

Il Congresso indigeno rinnova i dirigenti ma mette in evidenza divergenze interne

Nuove sfide e moniti ha lasciato il IV Congresso della Confederazione delle Organizzazioni Indigene dell’Ecuador (CONAIE), la principale organizzazione indigena del paese, realizzato il 1 e 2 aprile nella città amazzonica di Puyo.

L’evento ha avuto lo scopo di rinnovare la dirigenza e di analizzare la posizione di questa organizzazione indigena di fronte ai programmi governativi, specialmente la convocazione della consultazione popolare e del referendum per modificare la Costituzione riguardo la giustizia, i mezzi di comunicazione, il carcere preventivo ed altri temi generali, come la proibizione di corride di tori od il funzionamento delle case di tolleranza. Questa consultazione, nella quale il movimento indigeno ha anticipato che opterebbe per il No, è stata convocata dal presidente Rafael Correa per il prossimo 7 maggio.

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15 anni di soia: la prova del delitto

La soia transgenica e l’uso del glifosato furono approvati 15 anni fa con una procedura espressa, solo 81 giorni, ed in base a studi della stessa impresa Monsanto. Per la prima volta il rapporto di 146 pagine è analizzato in modo scientifico da sei ricercatori (un articolo di Darío Aranda per lavaca).

Lunedì 25 marzo 1996 era un giorno soleggiato nella città di Buenos Aires, fresco di mattina, caldo di pomeriggio, come tanti all’inizio dell’autunno. Nell’ampio ufficio di Paseo Colón 982, allora Segreteria dell’Agricoltura, fu approvato il rapporto che avrebbe modificato radicalmente la struttura agricola e dell’allevamento dell’Argentina. Dopo una procedura che durò solo 81 giorni, il segretario per l’Agricoltura, Felipe Solá, firmò il decreto 167 che autorizzò la produzione e la commercializzazione della soia transgenica, con l’uso del glifosato. Per la prima volta, a quindici anni da quel giorno, scienziati di varie discipline hanno avuto la possibilità di leggere il rapporto e di studiare le prove sulla presunta non pericolosità della coltivazione. Dalla lettura viene confermato che l’autorizzazione è carente di studi sugli effetti sugli uomini e sull’ambiente, l’informazione è incompleta e tendenziosa, ed hanno messo in discussione il fatto che lo Stato argentino non abbia effettuato proprie indagini ed abbia preso come proprie le relazioni presentate dalla parte interessata (l’impresa Monsanto). In Argentina ce ne sono 19 milioni di ettari (il 56 per cento della superficie coltivata) e sono utilizzati 200 milioni di litri di glifosato.

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La lezione nucleare

Kenzaburo Oe

Il disastro nucleare sembra una ipotesi distante, improbabile; ma in qualche modo la possibilità è sempre tra noi

Casualmente il giorno prima del terremoto ho scritto un articolo che è stato pubblicato pochi giorni più tardi, nell’edizione mattutina del Asahi Shimbun. L’articolo era su un pescatore della mia generazione che era stato esposto alle radiazioni nel 1954, durante le prove della bomba all’idrogeno nell’atollo di Bikini. Sentii per la prima volta di lui quando aveva diciannove anni. Più tardi dedicò la sua vita a denunciare il mito della dissuasione nucleare e l’arroganza di coloro che intercedevano per quella.

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Più di 4.000 persone manifestano a Ituango per denunciare gli effetti della Hidroituango

Nessuno ricorda a Ituango (Antioquia) una così grande mobilitazione come quella avvenuta lunedì 14 marzo 2011, Giornata Internazionale di Lotta contro le Dighe, per l’Acqua, i Fiumi e la Vita. Circa 4.000 o 5.000 persone dei municipi di Ituango, San Andrés de Cuerquia, Briceño y Toledo si sono date appuntamento, nel primo tra questi, con l’obiettivo di manifestare l’ostilità di differenti settori sociali di fronte alle conseguenze sociali, ambientali ed economiche per l’avvio del progetto idroelettrico Hidroituango. Secondo una delle coordinatrici della manifestazione, Isabel Cristina Zuleta, si tratta di “una richiesta di attenzione all’impresa” e di una denuncia delle conseguenze per “trovare un modo per mitigarle”. Questa mobilitazione ha luogo nello stesso giorno in cui le popolazioni di altre zone del paese (l’Huila contro la diga El Quimbo, il Santander contro la Idrosogamoso o le attività minerarie nel paramo di Santurbán) e del continente (Brasile, El Salvador o Messico), danneggiate da dighe e da imprese idroelettriche, protestano anche per gli impatti ambientali e sociali di questi progetti.

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Grande corteo contro la miniera a cielo aperto a Santurbán

La risposta degli abitanti di Bucaramanga alla convocazione a favore dell’acqua e contro lo sfruttamento della miniera d’oro che la Greystar vuole aprire sul páramo di Santurbán (Santander) è stata gigantesca. Il corteo s’è tenuto il 1 marzo e vi hanno partecipato circa 40.000 persone.

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L’uso indebito del reato di terrorismo per criminalizzare dirigenti indigeni e sociali

 

La Federazione Internazionale per i Diritti Umani (FIDH), la Commissione Ecumenica per i Diritti Umani (CEDHU), la Fondazione Regionale di Consulenza sui Diritti Umani (INREDH) ed il Centro per i Diritti Economici e Sociali (CDES) esprimono la propria preoccupazione per la crescente criminalizzazione della protesta sociale delle comunità indigene dell’Ecuador mobilitate nella rivendicazione dei propri diritti di fronte allo sfruttamento minerario su grande scala nei loro territori.

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L’Iniziativa Yasuni-ITT raccontata da Alberto Acosta

Basta allo sfruttamento del petrolio nell’Amazzonia!
Prologo del libro
ITT-Yasuní. Entre el petróleo y la vida di Albero Acosta1Oleodotto nella foresta

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Perù: polizia attacca manifestazione in difesa dell’acqua, un morto

protesta ad espinarAlmeno 18 feriti tra i 3.000 manifestanti attaccati dalla polizia con lacrimogeni. La popolazione di Espinar (Cusco) lotta contro un progetto di irrigazione che gli sottrae l’acqua del fiume Apurímac. Una settimana fa il governo aveva inviato nella regione l’esercito a sostegno dei 500 poliziotti lì dislocati. Prosegui la lettura »

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Lo Stato contro i popoli indigeni

Articolo di Raúl Zibechi sul rapporto dei governi di Morales e Correa con i popoli indigeni dei propri paesi Prosegui la lettura »

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