Archivio per la categoria Stati Uniti

Gli USA hanno proibito il sorvolo di Porto Rico da parte dell’aereo presidenziale venezuelano

Il cancelliere del Venezuela, Elías Jaua, ha denunciato che il Governo degli Stati Uniti ha negato all’aereo presidenziale venezuelano il permesso di sorvolo del suo territorio, concretamente dello spazio aereo di Porto Rico.

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Città ribelli e resistenza urbana – Intervista a David Harvey – Parte II

David Harvey e Vince Emanuele

Seconda parte di una intervista di Vince Emanuele a David Harvey  a seguito della pubblicazione del suo libro “Rebel Cities”.

Emanuele: Tu parli della distribuzione geografica delle crisi economiche. Più precisamente di come le crisi si diffondono da una parte all’altra del globo. Prosegui la lettura »

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“Il tipo di città in cui vogliamo vivere è legato a che tipo di persone vogliamo essere”

David Harvey

Traduciamo la prima parte dell’intervista radiofonica realizzata da Vince Emanuele a David Harvey a seguito della pubblicazione del suo recente libro “Rebel Cities”.

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Curuguaty, Paraguay e la disputa regionale

Raúl Zibechi

Raúl Zibechi propone di interpretare gli avvenimenti di Curuguaty e la successiva caduta di Fernando Lugo nell’ambito della disputa delle potenze per l’egemonia nella regione.

Sembra evidente che il colpo di stato costituzionale, che ha scacciato dal governo Fernando Lugo, faccia parte della disputa geopolitica e geostrategica che interessa la regione sudamericana. Prosegui la lettura »

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Il neoliberismo come “progetto di classe”. Intervista a David Harvey

Elsa Roulet

Harvey, David. Geografo e urbanista inglese, nato nel 1935 nel Kent. Ha svolto gran parte della sua carriera negli Stati Uniti dove è titolare della cattedra di antropologia del College University di Nueva York, dopo aver insegnato per più di trenta anni geografia e urbanistica ad Oxford e a Baltimora. Profondo studioso dell’opera di Marx, nel 1982 pubblica un’importante opera di teoria economica, I limiti del capitale. Prosegui la lettura »

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Offensiva imperialista in grande scala: non è solo contro il Venezuela, penetrano nel continente

Carlos Aznárez

L’ambiente latinoamericano si sta raffreddando. Ci sono segnali molto chiari che l’Impero ha deciso di portare avanti in profondità una controffensiva. Tanto che lo stesso segretario di stato statunitense John Kerry è tornato a dissotterrare un concetto che negli ultimi anni sembrava dimenticato. Prosegui la lettura »

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Governo e popolo boliviani: per gli Stati Uniti “cattivi ragazzi”

 Patricio Montesinos

Il governo e il popolo boliviani evidentemente sono considerati “cattivi ragazzi” dagli Stati Uniti, per il solo fatto di difendere la propria sovranità e indipendenza, come ha recentemente sottolineato un giornalista di un mezzo televisivo di La Paz, riferendosi alle costanti aggressioni che negli ultimi tempi Washington fa contro questa nazione andina.

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“La guerra alla droga è un fallimento”, dice Laura Carlsen

di Giorgio Trucchi / Opera Mundi/Alba Sud/LINyM   (2ª parte di “L’America Centrale si rimilitarizza”)

ll modello di lotta contro il traffico di droga e la criminalità organizzata proposto dagli Stati Uniti in America Centrale non solo ha miseramente fallito, ma ha portato ad una intensificazione della violenza contro le popolazioni locali e la rimilitarizzazione del territorio.

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L’America Centrale si rimilitarizza

di Giorgio Trucchi | Opera Mundi/Alba Sud/LINyM   (1ª parte)

Per la “guerra” contro la droga imposta da Washington. Ma i veri obiettivi sarebbero una riposizionamento politico-militare, lo sfruttamento delle risorse naturali e la repressione sociale.

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Ad un anno da Occupy Wall Street: un bilancio

Amador Fernández Savater

La spagnolo Amador Fernández Savater ha conversato con quattro attivisti che hanno partecipato alla nascita del movimento Occupy Wall Street, che il passato 17 settembre ha compiuto un anno e continua ad agitare la società politica nordamericana. Le chiavi del cambiamento e le sfide attuali. Nelle rassegne dell’anniversario quale è stato il punto di vista dei mezzi di comunicazione e quale è la realtà del movimento oggi.

Educazione, celebrazione e resistenza

Begoña, Luis, Susana e Vicente già alcuni anni fa hanno fatto atterrare le loro vite a New York. Praticamente senza esperienze politiche alle loro spalle ma molto colpiti dal 15-M, hanno fatto parte del gruppo che messo in moto la convocazione che ha lanciato la rivista Adbusters per occupare il 17 settembre 2011  Wall Street e durante il suo primo anno di vita hanno partecipato attivamente a Occupy Wall Street.

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Gli USA investono annualmente miliardi in operazioni di ingerenza USAID/CIA

Jean Guy Allard

Gli USA investono annualmente miliardi di dollari nelle operazioni “umanitarie” in Latinoamerica e nei Caraibi della sua cosiddetta Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID), ha rivelato Mark Feierstein, amministratore dell’ente statale nordamericano, denunciando che è una facciata dell’intelligence nordamericana.

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Basi militari straniere in America Latina e nei Caraibi: verifica provvisoria al 10 aprile 2012

MoPaSSol

Come introduzione a questa sintesi informativa vogliamo rendere chiaro che questo è il punto a cui siamo arrivati nell’indagine iniziata due anni fa con il proposito dato dalla necessità di disporre di dati convincenti per sostenere la Campagna contro le basi militari straniere nella regione, il cui lancio ha avuto luogo a gennaio 2010.

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Il fallimento della VI Conferenza delle Americhe

Raúl Zibechi

Dilma Rousseff ha interrotto il discorso di Barack Obama. Il presidente degli Stati Uniti perorava i progressi di vari paesi dell’America Latina dicendo che ora esiste “una prospera classe media” che è una opportunità di affari per le imprese del suo paese. “Improvvisamente sono interessati a comprare iPad, interessati a comprare aerei della Boeing”, “O Embraer”, ha interrotto Dilma raccogliendo applausi.

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Cartagena, al di là dello scandalo del Servizio Segreto

Noam Chomsky

Anche se accompagnata dallo scandalo del Servizio Segreto, la Conferenza delle Americhe dello scorso mese a Cartagena, Colombia, è stata un avvenimento di grande importanza. Sono tre le ragioni principali: Cuba, la guerra contro il narcotraffico e l’isolamento degli Stati Uniti.

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Agli USA conviene la guerra in Messico?

Rafael de la Garza Talavera

Già da quasi sei anni si vanno discutendo le ragioni che hanno favorito la guerra in Messico, proponendo che queste generalmente si basano sui benefici che producono all’economia e alla società statunitense. Questi benefici si potrebbero essenzialmente raggruppare in tre componenti: il lavaggio di denaro effettuato dalle grandi banche e lo stimolo che rappresenta per la speculazione e il mantenimento di alti profitti; lo stimolo all’industria delle armi, potente gruppo di interessi che controlla buona parte dell’apparato dello stato; e lo stimolo che rappresenta il discorso bellicista che continua a basarsi sul destino manifesto di essere l’ago della bilancia nel mondo e il sostenitore della democrazia.

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