Violenta repressione degli indigeni in Perù


Carlos Noriega

Tre membri dell’etnia kukama sono morti durante una protesta. Gli indigeni chiedono medicine e assistenza medica per affrontare il coronavirus. Ci sono 17 feriti, quattro di loro sono gravi.

Il nuovo gabinetto ministeriale, guidato da un generale dell’esercito a riposo, è stato inaugurato con tre morti durante una protesta sociale. Tre indigeni dell’etnia kukama sono morti in uno scontro con la polizia mentre protestavano per l’abbandono da parte dello stato di fronte al drammatico aumento del covid-19 nelle comunità amazoniche e per la mancanza di servizi basilari. Ci sono stati diciassette feriti, undici abitanti, quattro di loro gravi, e sei poliziotti. L’abbandono di fronte alla pandemia che colpisce duramente le popolazioni native dell’Amazonia ha fatto scoppiare la protesta, ma questa ha profonde radici nell’emarginazione, nei maltrattamenti e violazioni dei diritti di queste comunità.

La repressione è scoppiata verso la mezzanotte dell’ultimo sabato di fronte alle installazioni del Lotto 95 dell’impresa petrolifera canadese PetroTal, nella selva amazonica. Gli indigeni chiedono medicine e cure mediche per affrontare il coronavirus. Nella maggioranza dei casi non hanno accesso a centri medici di base nelle loro comunità e devono fare lunghi viaggi per ricevere assistenza, qualcosa messo drammaticamente in evidenza in questa pandemia. Chiedono anche una compensazione economica da parte dell’impresa per l’uso dei loro territori.

L’ex viceministro della Gestione Ambientale, José de Echave, ha avvertito che l’espansione della pandemia del coronavirus e l’abbandono dello stato stanno mettendo queste popolazioni indigene “al limite dell’umanamente tollerabile”.

Le autorità incolpano gli indigeni dei fatti violenti. Con un comunicato, il Ministero degli Interni segnala che gli abitanti portavano fucili da caccia e “avrebbero fatto degli spari” contro la polizia. Si afferma che questo abbia fatto deflagrare lo scontro. Il ministro degli Interni, il generale a riposo della Forza Aerea, Jorge Montoya, ha detto che è stata aperta “un’indagine”, ma il suo ministero ha già anticipato le sue conclusioni su questa “indagine”, incolpando gli indigeni.

I dirigenti nativi rifiutano categoricamente questa versione ufficiale di quanto avvenuto, che li accusa. Affermano che non avevano armi da fuoco, solo lance, armi ancestrali che portano in ogni mobilitazione. Dicono che nell’oscurità i poliziotti si sarebbero sparati tra di loro.

Il capo indigeno Mayter Flores, che ha partecipato alla protesta ed è fratello di uno dei morti, ha denunciato che “la polizia praticamente è venuta ad ucciderci”. “Noi -ha precisato- abbiamo le nostre armi che sono le lance e la polizia ha cominciato a spararci”.

“I fratelli indigeni non avevano armi da fuoco. Stavano solo con le loro armi ancestrali. Chiediamo un’indagine che chiarisca i fatti, che fermino le misure repressive della polizia e che si inizi un dialogo per soddisfare le richieste dei nostri fratelli. Sono domande giuste, perché ci sono popoli che sono in povertà e nella pandemia questa si è vista riflessa”, ha detto il presidente dell’Organizzazione dei Popoli Indigeni dell’Oriente (ORPIO), Jorge Pérez.

C’è una lunga storia di abbandono delle popolazioni indigene e anche di conflittualità tra queste comunità e le imprese estrattive -petrolio, attività mineraria e industria del legname-, che sono sostenute dallo stato. Le popolazioni native sono danneggiate da queste attività estrattive, che contaminano i loro spazi vitali. La vita di queste comunità si vede seriamente danneggiata, e non ricevono nessun beneficio dalla ricchezza estratta dai loro territori, al contrario, rimangono con povertà, contaminazione e malattie. E quando reclamano i propri diritti, la risposta di solito è violenta.

“Da più di 50 anni noi popoli indigeni stiamo con lo sfruttamento petrolifero e neppure abbiamo quanto è fondamentale, sanità ed educazione. Gran parte della popolazione è infettata (dal covid-19)”, ha denunciato la presidente dell’Associazione delle Donne Kukamas, Mariluz Canaquiri.

Dialogando con Página/12, l’antropologo Alberto Chirif, che si dedica ai temi amazonici, dichiara che “quanto avvenuto evidenzia che l’incapacità di dialogo sta diventando nel paese un’abitudine, esplode alla prima occasione. Bisogna sviluppare capacità al dialogo, in primo luogo da parte dello stato, e anche da parte delle organizzazioni. Ci sono popolazioni che non vedono soddisfatte le proprie richieste e le proprie aspirazioni, questo comporta che la miccia si accenda con grande facilità”.

Un anno fa, il governo si impegnò con le popolazioni indigene della zona amazonica di Bretaña, dove opera l’impresa petrolifera PetroTal e scenario di questa protesta, a mettere in marcia un “piano di chiusura delle ferite” per portare servizi sanitari, educazione, acqua potabile e fognature, e ridurre gli impatti dovuti alla contaminazione petrolifera. Ma un anno dopo, il governo non attua questo piano. Queste richieste senza essere state risolte si sono unite ai reclami per l’abbandono di fronte alla pandemia, e la protesta è scoppiata.

Dopo le tre morti, il governo ha inviato nella zona una commissione guidata dal ministro della Cultura, Alejandro Neyra, che si è riunito con i dirigenti indigeni. Il ministro ha riconosciuto la validità delle richieste indigene, ha promesso un’indagine per le morti causate dalla repressione poliziesca, anche se funzionari del governo hanno già anticipato il parere, e ha offerto di mettere in marcia “il piano di chiusura delle ferite”, non rispettato da un anno.

Gli indigeni, abituati alle promesse non rispettate da differenti governi, hanno chiesto azioni concrete e hanno annunciato che fino a quando non avverrà si manterranno mobilitati. “Ci sono comunità che si sono unite alla lotta e non si ritireranno di fronte a questa repressione”, ha affermato il dirigente Jorge Pérez.

12 agosto 2020

Página/12

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Carlos NoriegaViolenta represión a indígenas amazónicos en Perú” pubblicato il 12/08/2020 in Página/12, su [https://www.pagina12.com.ar/284491-violenta-represion-a-indigenas-amazonicos-en-peru?fbclid=IwAR1STZUVOoS6BcLEk81LMHO1n-BFxyXgGfrEHPkL8JpKn-ekQ2uE64OjFMU] ultimo accesso 14-08-2020

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