Scusate per i fastidi, stiamo cambiando il paese


Oscar René Vargas

1) Che può succedere nel paese? Nella lotta quotidiana da parte dei manifestanti si sentono dei logoramenti o piuttosto si stanno aggregando. Il governo cerca di tendere ponti e dialogare o continua a puntare tutto sul logorio della protesta mediante la repressione?

Al 6 giugno 2018 il bilancio delle forze è il seguente: il movimento popolare aumenta effettuando blocchi in tutto il paese. La logica del governo, fino al 05 giugno, è stata: repressione, utilizzazione di bande e creare caos. Il governo Ortega-Murillo è ogni giorno più debole e per i blocchi la polizia comincia in differenti dipartimenti del paese a restare senza munizioni e ha scelto di creare inquietudine nella popolazione.

La tattica degli orteghisti è stata: loro stessi bruciano e/o distruggono scuole, centri sanitari, edifici pubblici, ospedali, commercio, centri del lavoro, eccetera, per creare inquietudine e caos. Uomini armati su camioncini, taxi e moto passano sparando con i mortai all’interno dei quartieri, delle scuole o dei centri commerciali. Sono loro stessi affinché la popolazione creda che siano gli studenti e coloro che protestano quelli che bruciano gli edifici pubblici. Probabilmente è la medesima tattica che stanno impiegando in differenti città: Granada, Masaya, Matagalpa e León. Nonostante ciò, la popolazione indignata sa già che sono le bande vicine al governo, i para-poliziotti o la polizia (antisommossa).

2) Ortega-Murillo, nonostante si sia rivelato nelle caratteristiche autoritarie e repressive del suo regime, continua ad essere debole ma anche solido per l’appoggio delle forze di fatto che assicurano la sua permanenza al potere? La varia opposizione, di partiti, forze sociali e studenti, è riuscita a formare una piattaforma sufficiente per presentarsi come un’alternativa?

I partiti politici comparse non hanno avuto nessun ruolo in questo movimento sociale, sono stati un “sostegno” di Ortega. La forza e la debolezza del movimento sociale è che non ha una guida nazionale unica, i capi sono locali, settoriali o di quartiere. A livello internazionale, vedono questo fatto come qualcosa di non serio per sostituire Ortega. Questo è il punto debole di questo movimento; ma a livello nazionale, è ciò che ha permesso che Ortega non abbia potuto decapitare il movimento.

Pertanto, Ortega si è visto obbligato a generalizzare la repressione cercando di far tacere i differenti focolai di resistenza. Lo sciopero nazionale continua a progredire, più città si uniscono alla lotta civica. Oggi si è fatto giorno con l’inizio di un coordinamento di una rete nazionale dei blocchi, passo strategico per la rivoluzione pacifica in marcia. Sono state stabilite anche delle relazioni con i capi locali nei mercati della capitale e con differenti settori autonomi in lotta in differenti dipartimenti. Come dire, si comincia a formare un coordinamento nazionale della lotta civica.

3) Che succede internazionalmente? Con il suo ruolo di essere un muro per i migranti, si è conquistato l’amnistia di Washington. Come è la situazione internazionale, dalla cui assistenza finanziaria dipende il governo?

Fino al 18 aprile, data di inizio del movimento sociale, il governo Ortega-Murillo era riuscito a stabilire un’alleanza con il governo degli Stati Uniti basata su tre punti principali: servire da muro per gli emigranti, appoggiare la lotta contro il narcotraffico e mantenersi all’interno dei parametri del neoliberalismo.

Internamente, la sua alleanza con il grande capitale era basata nel favorirli con esoneri fiscali e altre prebende e, allo stesso tempo, garantire l’assenza di movimenti sociali che mettessero in dubbio un tasso di profitto straordinario.

Nonostante ciò, a partire dal 19 aprile, giorno in cui è iniziato il massacro di studenti e popolazione in genere, il governo Ortega-Murillo comincia a perdere il beneplacito tanto degli Stati Uniti [la soppressione, annunciata il 7 giugno, dei visti per i funzionari del potere implicati nella repressione lo fa intendere –Red A l´encontre], dell’Unione Europea, come della borghesia locale e centroamericana.

Il governo Ortega-Murillo ogni giorno di più isolato per la sua politica repressiva (dal 18 aprile al 05 giugno si contano 130 morti, più di 1000 feriti e centinaia di prigionieri politici in tutto il paese), che ha obbligato differenti paesi, organizzazioni internazionali e il Vaticano a pronunciarsi contro il governo, chiedendo la cessazione della repressione.

L’economia è in profonda caduta, e non rimane altro che accelerare la pressione per cambiare radicalmente le basi e gli obiettivi della politica economica una volta riprese e consolidate le desiderate istituzioni del nostro paese. Fino ad oggi, le perdite economiche si calcolano in due milioni di dollari, circa il 13,5 del PIL dell’anno 2017 [circa 13.200 milioni di dollari]. Ogni giorno che passa la situazione economica è più difficile.

Nota della Redazione di A l´encontre: 

Oscar René Vargas, nato a Managua nel 1946, fece parte di coloro che fondarono il FSLN (Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale). Conobbe l’esilio dal 1967 al 1979, tra i vari paesi in Svizzera, dove fece i suoi studi, e in Messico.

06-06-2018

A l’encontre 

http://alencontre.org/

tratto da Rebelión

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Oscar René VargasDisculpe las molestias, estamos cambiando el país” pubblicato il 06-06-2018 in Rebelión, su [http://www.rebelion.org/noticia.php?id=242732] ultimo accesso 12-06-2018.

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