Affrontando il patriarcato


Horacio Brum

Ondata femminista.

Un presunto caso di molestie sessuali nell’Università del Cile è bastato a che le studentesse cilene di tutto il paese erigessero delle barricate contro una società dalle radici profondamente patriarcali e autoritarie, costruendo una specie di maggio del 68 femminista.

“Pink Lady userà Facebook e Instagram per conquistare le donne cilene (…) si focalizzerà sul pubblico femminile e si baserà su concetti come civetteria e glamour”. Questa notizia di una campagna di una vendita di mele è stata pubblicata su El Mercurio, il quotidiano più importante del Cile, mentre più di una dozzina di facoltà universitarie di tutto il paese si trova occupata dalle studentesse in quello che i media hanno battezzato come “l’ondata femminista”, nel momento in cui il governo cerca di tirar fuori dalla manica tutti i trucchi per bloccarla.

Tutto è cominciato un mese fa, quando le studentesse di diritto dell’Università del Cile hanno occupato la propria facoltà per chiedere la conclusione di una inchiesta, molto ritardata, su Carlos Carmona, un cattedratico di fama ed ex presidente del Tribunale Costituzione, che avrebbe fatto delle carezze molto più che paternali ad una studentessa collaboratrice. In un’assemblea studentesca della Facoltà di Diritto, circa 600 partecipanti lo scorso 27 aprile hanno votato a favore di questa misura di protesta che non solo denunciava il caso particolare della compagna denunciante, ma “delle istituzioni completamente superate che già da tempo hanno dimostrato di essere incapaci di dare reali soluzioni ai problemi che noi donne affrontiamo nei nostri spazi”, secondo un comunicato emesso quell’assemblea.

La mobilitazione si è estesa con rapidità in altre università e scuole secondarie, si è prolungata nel tempo (per oggi è prevista una giornata nazionale di protesta femminista con convocazioni in vari punti del paese), ha ampliato il proprio orizzonte di rivendicazioni e ha messo nell’agenda pubblica tutti i temi relativi all’abuso e alla discriminazione contro le donne. Il 16 maggio un corteo per il centro di Santiago ha avuto decine di migliaia di partecipanti, inclusi molti giovani uomini.

Una inchiesta realizzata dall’impresa Cadem può indicare quanto l’ondata femminista in Cile dovrà colpire per abbattere le scogliere del conservatorismo: il 69 per cento degli intervistati ha appoggiato le rivendicazioni delle donne, ma il 71 per cento ha manifestato il proprio disgusto perché alcune di loro il 16 maggio avevano sfilato con i seni all’aria.

D’altra parte, continua il dibattito per i tentativi delle attuali autorità della sanità del nuovo governo di Piñera di permettere di ricevere fondi dello stato alle istituzioni assistenziali private che si rifiutano di rispettare la legge sulla fine della gravidanza, promulgata durante l’ultima presidenza di Michelle Bachelet. A seguito dell’influenza parlamentare dei settori conservatori, detta legge ha creato la figura della “obiezione di coscienza istituzionale”, ma il governo della Bachelet aveva disposto che fossero cancellati gli accordi con il Ministero della Sanità di quegli enti sanitari che si sono rifiutati di effettuare aborti. In una campagna iniziata dall’Università Cattolica, che gestisce una delle cliniche più grandi del paese, l’obiezione di coscienza istituzionale si è trasformata in uno strumento efficace di boicottaggio della legge, perché esistono molte istituzioni sanitarie sotto l’influenza della Chiesa. Le poche discrete pressioni di questa, inoltre, aumentate durante la visita di Papa Francesco, hanno fatto sì che decine di medici del sistema pubblico si dichiarassero obiettori, al punto che in alcune città non ci sono professionisti disponibili per le procedure di aborto. Il rettore dell’Università Cattolica, che aveva ordinato di issare la bandiera universitaria a mezz’asta il giorno dell’approvazione della legge sulla fine della gravidanza, ha anche presentato un ricorso di tutela contro quella.

Radiografia di una diseguaglianza

Le cifre del Registro Civile indicano che la percentuale di figli fuori del matrimonio giunge al 73 per cento, e anche se l’85 per cento di loro sono riconosciuti da ambedue i genitori, la maggioranza vive in case monoparentali capeggiate da donne. Quasi la terza parte di queste case appartengono al settore più povero della popolazione. Un’inchiesta realizzata dal precedente governo ha rivelato che gli uomini percepiscono il 62,3 per cento delle entrate di casa, mentre le donne guadagnano solo il 37,7 per cento, senza che gli anni di studio riducano questa frattura. In Cile le donne sono quasi la metà della massa lavorativa, ma, ad uguali condizioni di funzione, esperienza ed età, possono guadagnare tra il 25 e il 30 per cento meno degli uomini. La discriminazione è rivelata da molti altri dati: le donne giovani (in “età fertile”, secondo le imprese sanitarie private) pagano assicurazioni sanitarie fino al 200 per cento più care degli uomini, per i presunti costi di dare alla luce; delle 61 università nazionali, pubbliche e private, solo tre hanno delle rettrici, e anche se quasi il 54 degli alunni è femminile, le professoresse non giungono al 44 per cento; nonostante la legge sulle quote, che è stata approvata l’anno passato, nel parlamento ci sono 47 legislatrici su un totale di 205 seggi, e secondo quanto ha detto recentemente alla stampa Maya Fernández, nipote di Salvador Allende e presidente dei deputati, è stato necessario un accordo politico speciale per garantire che quel posto spetti ad una donna durante il periodo di governo in corso.

Oltre alle statistiche di aggressioni sessuali (la direzione dei Delitti contro la Famiglia, della Polizia di Investigazione, ad aprile ha informato che si denuncia un delitto sessuale ogni 17 minuti, e che nel 2017 c’è stato un aumento importante), le cifre dei fatti di violenza mostrano anche un panorama drammatico della situazione delle donne cilene. Secondo il Ministero della Sanità, ci sono in media 65 casi al giorno di aggressioni a donne, e sono frequenti le notizie di uomini, che uccidono le proprie compagne per gelosia, cercano di bruciare la casa con loro e i loro figli dentro, le picchiamo o le torturano. Uno dei casi più orribili che sono giunti alla notorietà negli ultimi anni fu quello di Nabile Rifo, di 28 anni, alla quale nel 2016 il suo ex concubino distrusse gli occhi con una pietra e l’ha resa ceca. Secondo quanto dichiarato a Brecha dalla Corporación Humanas, che si dedica alla protezione dei diritti delle donne da una posizione femminista, più di 100 mila donne denunciano annualmente di subire violenza domestica, ma possono essere di più, perché molte tardano anni a riconoscere di essere in una situazione di violenza, ossia perché  mantengono una situazione patologica con l’aggressore o, la cosa più frequente, perché le circostanze economiche e familiari creano ostacoli alla separazione. D’altra parte, sebbene esista un’estesa struttura del governo e delle organizzazioni non governative per la protezione delle donne maltrattate, è poco ciò che si ottiene riguardo al comportamento degli uomini aggressori: appena uno su dieci che accetta di sottoporsi ad un programma di rieducazione lo termina, gli altri nove disertano.

Costumi, tradizioni e leggi

Il Cile è una società con profonde radici autoritarie e patriarcali, nel cui linguaggio quotidiano le donne sono “bambine” o “piccolette”; non è raro che al lavoro gli uomini trattino le colleghe con “figlietta mia”, e l’ipocrisia e la dissimulazione avvolgono le relazioni sessuali e di coppia. I “caffè con gambe”*, alcuni locali a mezza luce che abbondano nel centro di Santiago, sono una invenzione nazionale in cui giovani molto leggermente vestite servono bibite a impiegati e altri oziosi, e dove occasionalmente si pratica la prostituzione.

L’adulterio fu depenalizzato solo nel 1994, e la precedente legge castigava la donna ma non l’uomo, eccetto se questo avesse commesso l’infedeltà “con scandalo pubblico”. Fino alla fine del XX secolo il marito era padrone e signore dei bene del matrimonio. Dopo varie riforme legali, il coniuge maschio continua ad essere l’amministratore della società coniugale, nonostante che nel 2003 la Corte Interamericana dei Diritti Umani aveva raccomandato la fine di quel regime.

La Chiesa ha avuto un ruolo storicamente favorevole a mantenere la subordinazione delle donne, con più peso che in molti altri paesi della regione, e l’influenza in alcuni media e università di importanza nazionale di gruppi come l’Opus Dei, il movimento Schoenstatt o i Legionari di Cristo contribuisce a mantenere le immagini tradizionali dei ruoli femminili e familiari. Questi settori conservatori, ai quali negli ultimi anni si sono uniti gli evangelici, ostacolano permanentemente le campagne e i programmi di educazione sessuale, così come la creazione di leggi favorevoli all’equità di genere. L’ondata di denunce di abusi sessuali commessi da ecclesiastici (vedasi le analisi di Felipe Portales) sembra stare indebolendo la fiducia nella Chiesa come istituzione, ma esiste una religiosità sociale che ancora giustifica molti stereotipi della famiglia e della donna.

Non è strano che le giovani cilene erigano oggi le proprie barricate, in una specie di rivoluzione femminista. Questa preoccupa il governo, come lo dimostra l’insieme di misure a favore dell’equità di genere annunciate una settimana fa dal presidente, Sebastián Piñera. Alcune misure che stanno già venendo criticate perché, tra le altre cose, non puntano a ribassare i costi della sanità privata per le donne -ma ad alzare quelli degli uomini-, e non includono il problema dell’obiezione di coscienza istituzionale come strumento di boicottaggio della legge sull’aborto.

06-06-2018

Brecha

tratto da Rebelión

Nota del traduttore:

*Locali dove le cameriere che servivano ai tavoli lo facevano vestite con minigonne molto corte mostrando le proprie gambe, ora ci sono anche caffè dove le cameriere servono in bichini, ndt.

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Horacio BrumEnfrentadas al patriarcado” pubblicato il 06-06-2018 in Rebelión, su [http://www.rebelion.org/noticia.php?id=242509&titular=enfrentadas-al-patriarcado-] ultimo accesso 12-06-2018.

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