Cile: Chiedono la fine dell’impunità nel Ministero di Giustizia, mentre gli studenti secondari sono violentemente detenuti dalla polizia militare


Andrés Figueroa Cornejo

Nel mattino del 3 maggio, il Coordinamento dei Diritti Umani e Sociali si è presentato alle porte del Ministero di Giustizia per denunciare le politiche di impunità e le sistematiche violazioni dei DD.UU. in tutto il Cile.

La portavoce del Coordinamento e Presidente dell’Associazione dei Familiari di Detenuti Politici, Alicia Lira, ha segnalato che “non è possibile che siano liberati e siano ammorbidite le pene dei più grandi genocidi della storia del paese, militari e agenti della tirannia di Pinochet, mentre da un’altra parte viene militarizzata la zona di resistenza mapuche, e si perseguita, si controlla e tortura qualsiasi tipo di dissidenza sociale e politica”.

Alicia Lira ha fatto un appello ad un grande corteo contro l’impunità per giugno di quest’anno, e si è detta contro “il mantenimento di prigionieri politici mapuche, di giovani cileni vittime di montature poliziesche, contro l’estradizione senza fine di attivisti sociali dei tempi della resistenza anti-dittatura, e la prigione per i combattenti antifascisti, come Mauricio Hernández Norambuena, prigioniero in Brasile”.

Secondari sotto il fuoco

Nel frattempo, e anche durante la mattinata, nel convitto Nazionale Barros Arana, collegio pubblico di Santiago, è stata effettuata una vera operazione poliziesca chirurgica, concertata con alcuni ispettori dello stesso istituto educativo e il canale della TV pubblica, TVN.

Con una brutale azione armata, le Forze Speciali dei Carabinieri sono entrate nel collegio, sparando a corta distanza bombe lacrimogene sui corpi dei minori d’età, pallini di gomma, reprimendo anche i ragazzi con i loro caschi e scudi. Immediatamente, hanno arrestato 16 studenti e li hanno trasferiti al terzo Commissariato di Santiago-Centro.

Insieme ai poliziotti, come nei peggiori tempi della tirannia civico militare, è entrata una squadra della TVN, canale pubblico televisivo, e ha trasmesso in diretta e dopo nei suoi notiziari, l’arresto dei minori.

Il Presidente del Centro degli Studenti del Convitto Nazionale Barros Arana, INBA, Benjamín Sepúlveda, ha evidenziato che “non è la prima volta che succede questo. Ossia, non è un fatto isolato, ma si tratta della sistematica politica di uno stato capitalista oppressore che sa che l’educazione che ci viene impartita all’INBA è di eccellenza. Un luogo dove noi giovani criticamente abbiamo le necessarie conoscenze per intendere un Cile dove tutti diritti sociali si sono trasformati in una mercanzia. Come dire, a bastonate e munizioni cercano di annichilire l’intelligenza”.

Le forze dei carabinieri dipendono direttamente dal Ministero degli Interni e dalla Municipalità di Santiago, il cui sindaco appartiene allo stesso raggruppamento di ultra destra che attualmente amministra lo stato. Allo stesso tempo, la TVN è il canale “di tutti i cileni”, che si finanzia con le imposte altamente regressive dell’insieme della società, come l’IVA. La squadra della TVN che è entrata nel collegio insieme alla polizia merita il più grande rimprovero etico per prestarsi a fatti come quelli raccontati.

3 maggio 2018

Resumen Latinoamericano

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Andrés Figueroa Cornejo, Chile. Exigen fin de la impunidad en Ministerio de Justicia, mientras estudiantes secundarios son violentamente detenidos por policía militarizada” pubblicato il 03-05-2018 in Resumen Latinoamericano su [http://www.resumenlatinoamericano.org/2018/05/03/chile-exigen-fin-de-la-impunidad-en-ministerio-de-justicia-mientras-estudiantes-secundarios-son-violentamente-detenidos-por-policia-militarizada/] ultimo accesso 04-05-2018.

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