Comunicato da San Sebastián Bachajón

Ejido San Sebastián Bachajón

Noi donne e uomini del paese di San Sebastián Bachajón salutiamo tutti i popoli e le comunità in resistenza che difendono i propri territori dai progetti di saccheggio di un cattivo governo. Salutiamo e inviamo tutta la nostra solidarietà ai familiari e ai compagni dei 43 normalisti di Ayotzinapa Prosegui la lettura »

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Dieci giovani sono giustiziati nella città brasiliana di Belém come risposta all’assassinio di un poliziotto

Juan Manuel Rambla

L’assassinio di dieci persone, probabilmente per mano della polizia, avvenuto nella periferia di Belém de Pará, è tornato a rendere manifesta la piaga che la violenza continua ad essere per il Brasile. Amnesty International ha chiesto l’apertura urgente di un’indagine per chiarire quello che è già considerato come un massacro che, secondo alcune fonti raccolte dal Correio do Brasil, potrebbe sommare più vittime mortali.

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Unire le forze contro il nemico comune

Intervista a João Pedro Stédile

Claudia Fanti

Sarà più difficile per un governo trattare come terrorista un dirigente sociale che ha incontrato il papa, ha potuto parlargli della propria lotta e gli ha sentito dire che questa lotta è una benedizione per l’umanità. Prosegui la lettura »

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Piedad Córdoba: “Se non si elimina il paramilitarismo, non ci sarà accordo di pace”

Gerardo Szalkowicz

Piedad Córdoba è, a questo punto, un simbolo della ricerca dei percorsi di pace in Colombia. Avvocata, attivista dei diritti umani, ex senatrice destituita e inabilitata nel 2010 dopo una torbida manovra dell’ultradestra colombiana, si è trasformata in un pezzo chiave per tendere ponti tra le guerriglie e il Governo. Prosegui la lettura »

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Raúl Zibechi: “Il ciclo progressista in Sudamerica è terminato”

Il giornalista e scrittore uruguayano, Raúl Zibechi, ha conversato con L’Ombelico del Mondo, programma internazionale di Radionauta FM 106.3 e ha analizzato le recenti elezioni in Brasile ed Uruguay. Il suo punto di vista riguardo al futuro della regione.

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#AyotzinapaSomosTodos: in fiamme il Palazzo Nazionale di Città del Messico

La rabbia per i 43 studenti normalistas di Ayotizinapa (nello stato messicano del Guerrero), scomparsi dallo scorso 26 settembre, non si placa e dilaga in tutto il paese.

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La guerriglia nel Guerrero, figlia delle lotte contadine

con informazioni di Jorge Luis Sierra

Prima di trasformarsi in organizzazioni politico-militari, l’Associazione Civica Nazionale Rivoluzionaria e il Partito dei Poveri esperimentarono ciascuna per conto proprio, precedentemente, quasi un decennio di lotta nei movimenti popolari. Prosegui la lettura »

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Il massacro come forma di dominio

Raúl Zibechi

Mentre reggeva il Premio Tata Vasco 2014, consegnato a Puebla dall’Università Iberoamericana alla Fudem (Forze Unite per i Nostri Scomparsi in Messico), uno dei pochi uomini del gruppo di 25 familiari che era presente all’atto ha gridato: “Questa è una guerra”. Il dolore inimmaginabile dei familiari li costringe a guardare in faccia e senza voltarsi la realtà che subiscono.

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Non si placa la rabbia nel Guerrero, Messico. Abitanti di Linda Vista impugnano le armi

Numerosi accadimenti stanno sconvolgendo la vita dello stato di Guerrero in Messico. Dopo l’arresto, annunciato nella mattinata di martedì, del sindaco della città di Iguala, accusato di essere responsabile (o quantomeno tra i responsabili) della sparizione di 43 giovani studenti nello scorso 26 Settembre, il fermento e la mobilitazione popolare non si sono attenuate. 

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Territorio mapuche: Compravendita, espropriazione o controllo territoriale?

Héctor LLaitul

Il territorio non si compra, si recupera …! Ci sono settori del movimento mapuche che propongono che, indipendentemente dal modo, sia importante recuperare le terre.

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Indignazione nella Cajamarca, Perù: La polizia assassina un cittadino

“Se non paghi, la polizia semplicemente ti uccide. Nel nostro paese di merda questo è terrorismo di stato.”

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La frattura idraulica sgretola lo sviluppo energetico argentino

Fabiana Frayssinet

Il tesoro di petrolio e gas non convenzionali di Vaca Muerta promette auto approvvigionamento energetico e sviluppo per l’Argentina. Ma la frattura idraulica, necessaria per strappare questa ricchezza contenuta in rocce sotterranee, potrebbe essere pagata molto cara.

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Lear: minacce di morte e una nuova repressione

Circa 40 lavoratrici e lavoratori dell’impresa di ricambi auto sono sul punto di compiere cinque mesi di tenda dopo l’ondata di sospensioni e licenziamenti che è cominciata a maggio. Questa settimana hanno subito due nuovi atti di violenza. Mercoledì una squadraccia ha minacciato di morte i licenziati. Hanno detto ad una delle mogli dei delegati che l’avrebbero violentata. Giovedì, la Gendarmeria Nazionale è tornata a mostrare la sua arte: una feroce repressione ha dato un saldo di più di 40 manifestanti feriti. Ripudio di diversi settori sociali e politici.

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Iguala: Messico in rivolta contro la strage di stato

Andrea Spotti

Sono passati 34 giorni dalla strage di Iguala, durante la quale agenti municipali e sicari hanno sparato a bruciapelo sugli autobus che trasportavano gli studenti della scuola Normale Rurale Raúl Isidro Burgos di Ayotzinapa, e non si hanno ancora notizie dei 43 normalisti detenuti dalla polizia locale e poi scomparsi nel nulla il 26 settembre scorso.

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Argentina: Lavoro informale, lavoro precario ed economia popolare

Juan Grabois

Informale o Precario?

Negli ultimi giorni c’è stato un certo subbuglio mediatico per la diffusione di un rapporto dell’OIL e di un altro rapporto dell’UCA (Pontificia Università Cattolica Argentina) sulla cosiddetta “informalità lavorativa” in Argentina. Prosegui la lettura »

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