Brasile: Nelle caserme spirano pericolose ventate


Eric Nepomuceno

Lunedì 9 gennaio, dopo il tentativo di golpe del giorno precedente, con l’invasione e la devastazione del Congresso, del Supremo Tribunale Federale e del palazzo presidenziale, Lula da Silva ha avuto una riunione d’emergenza con i tre comandanti delle Forze Armate da lui nominati nei giorni precedenti.

Lula è stato specialmente duro criticando i membri dell’Esercito, della Marina e della Forza Aerea, sia in congedo come in attività, che hanno partecipato alla ribellione o si sono mostrati negligenti di fronte alla sua preparazione.

Il presidente è stato chiaro quando ha affermato che ci sarà una forte azione della Giustizia di fronte agli invasori degli edifici dei tre poteri, come contro gli organizzatori e finanziatori del tentativo di golpe.

Lo scorso venerdì 20 gennaio c’è stata una seconda riunione del presidente con i tre comandanti delle Forze Armate. Tra un incontro e l’altro, la Giustizia ha mostrato efficacia e una rapidità fuori dal comune. Più di 1.800 persone sono state arrestate e dopo 400 liberate con serie restrizioni, come l’uso di una cavigliera elettronica e la proibizione di partecipare alle reti sociali.

Si è anche aperto un processo contro più di 800 assaltatori e la Polizia Federale continua a ricercare e arrestare sospetti, tanto per aver partecipato come aver finanziato gli atti di violenza.

L’incontro dello scorso venerdì ha avuto, tra le altre intenzioni, quella di mostrare che, nonostante le critiche del presidente, c’è fluidità tra Lula e le Forze Armate: duro compito.

Dopo la seconda riunione, il ministro della Difesa, José Mucio Monteiro, ha parlato alla stampa. Ha detto e ribadito che nell’incontro, l’unico tema trattato è stato come intensificare gli “investimenti nell’industria della Difesa”. Ha raccontato che, oltre ai tre capi militari, hanno partecipato cinque impresari, tra loro Josué Alencar, presidente della potentissima Fiesp (Federazione delle Industria di San Paolo), che hanno portato proposte su come il governo possa investire nell’industria della Difesa per creare posti di lavoro, nuove tecnologie, esportazioni e mettere da parte valute.

Consultato sul castigo dei militari che hanno partecipato al tentativo golpista, Mucio è stato schietto: ha detto che il tema non è stato trattato perché è nelle mani della Giustizia e non del governo. Ha ribadito che l’obiettivo dell’incontro è stato di far diminuire gli “spazi di tensione”.

Ha anche chiarito che i militari sanno che quando sarà comprovata la partecipazione nel tentativo di golpe degli uomini in divisa -tanto in attività come in congedo- ci sarà un castigo da parte della Giustizia. Quello che non ha detto, è che già ci sono prove che almeno otto militari attivi che hanno occupato posti molto vicini a Bolsonaro hanno partecipato all’accampamento eretto dagli uomini di ultradestra alle porte del quartier-generale dell’Esercito a Brasilia. Da questo accampamento sono usciti centinaia di invasori delle sedi dei tre poteri.

Altri militari sistemati nel Gabinetto della Sicurezza Istituzionale -responsabile della protezione del patrimonio pubblico e della sicurezza del presidente- hanno partecipato a gruppi di WhatsApp condividendo messaggi anti-democratici e minacce a Lula.

Mucio non ha nemmeno fatto riferimento a qualcosa che è di ampia conoscenza: la profonda infiltrazione nelle caserme, specialmente dell’Esercito, da parte di seguaci del politico di ultradestra Bolsonaro, che rimane rifugiato a Orlando, Florida.

Da quando si è insediato alla presidenza, il primo giorno del 2023, Lula ha già purgato più di settemila militari, tanto in attività come in congedo, che il suo predecessore aveva sparso per il governo. Sono stati rimpiazzati da funzionari civili di carriera pubblica. Ma ancora ne rimangono altri 23.000 che perderanno tutti i benefici finanziari che gli ha dato Bolsonaro.

Altri danneggiati sono alti ufficiali congedati che hanno guadagnato oceani di denaro lavorando come intermediari tra imprese e militari in posti chiave del precedente governo. Ora dovranno negoziare -o lo cercheranno- con civili, funzionari pubblici di carriera e non militari infiltrati.

L’apparente calma tra Lula e le Forze Armate non cammina su un terreno solido: galleggia nell’aria. E in questa aria si vedono ventate minacciose. Lula dà, da molti anni, troppe dimostrazioni di saper negoziare con rigore per evitare ventate. Speriamo che non abbia perso la mano.

21 gennaio 2023

Resumen Latinoamericano

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Eric NepomucenoBrasil. En los cuarteles asoman peligrosos ventarronespubblicato il 21-01-2023 in Resumen Latinoamericanosu [https://www.resumenlatinoamericano.org/2023/01/21/brasil-en-los-cuarteles-asoman-peligrosos-ventarrones/] ultimo accesso 25-01-2023.

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