Argentina: Marcia ai Tribunali per Milagro Sala, “La Corte è la discarica della democrazia”


Organizzazioni politiche e sociali, sindacali e dei diritti umani si sono mobilitate nel centro portegno, fino a Plaza Lavalle e ai tribunali, per chiedere alla Corte Suprema di Giustizia la libertà della referente sociale e dirigente del gruppo Túpac Amaru, Milagro Sala, a cinque anni della sua detenzione a Jujuy. “La Corte è la discarica della democrazia” è stata una delle parole d’ordine della protesta e cumuli di buste con rifiuti sono stati lanciati di fronte alla sede giudiziaria.

La manifestazione è cominciata a mezzogiorno nell’Avenida 9 de Julio, che ha fatto da punto d’incontro per i manifestanti che giungevano dalle varie vie d’accesso. Passate le 13.30, e con la Túpac Amaru e La Cámpora alla testa delle colonne che si estendevano verso l’Avenida Independencia, hanno cominciato a marciare verso il Palazzo dei Tribunali, dove si trovano gli uffici dei membri della Corte Suprema.

“È giustamente la Corte quella che deve risolvere l’apertura delle pratiche e dei ricorsi gerarchici che abbiamo presentato”, ha spiegato il coordinatore nazionale della Túpac Amaru, Alejandro Garfagnini, sul motivo di essersi diretti al massimo tribunale. “La Corte deve pronunciare la nullità delle cause”, ha aggiunto.

Tra le bandiere e gli striscioni si sono visti i nomi e i colori del Fronte Milagro Sala, Militanza Popolare, CNCT, Patria Giusta, Corrente Peronista 13 aprile, CTD Aníbal Verón, Fronte di Quartiere della CTA, MTL, Movimento Maggio, Peronismo di Base Envar El Kadri, Fronte Trasversale, Spazio Puebla, tra gli altri. Dall’ambito sindacale hanno partecipato il Sindacato dei Tagliatori del Cuoio, ATE Capital, il sindacato dei lavoratori giudiziari Sitraju e l’Associazione Sindacale dei Lavoratori del Subte.

“Questo è il momento, definitivamente, di una profonda riforma giudiziaria. E credo che debba incominciare dalla testa di questo potere dello stato”, ha sostenuto durante il corteo la deputata nazionale Vanesa Silley. Il deputato Walter Correa ha fatto appello all’Esecutivo e al Legislativo “ad impegnarsi e lottare per modificare questa situazione di monarchia giudiziaria che va contro le libertà e gli interessi del popolo”. La deputata Paula Penacca ha parlato di “una Corte Suprema non fedele al governo di Macri ma al potere economico” e ha affermato che “è responsabilità politica” del progetto del Fronte di Tutti “di correggere le atrocità che sono state commesse” da parte del Potere Giudiziario ai tempi del macrismo.

Ai piedi delle scalinate dei Tribunali, sorvegliate dalla polizia, un gruppo di manifestanti ha srotolato e collocato sulle recinzioni di protezione un’enorme bandiera del Fronte Milagro Sala con il viso della fondatrice della Túpac Amaru, la scritta “5 anni prigioniera”  ed il leit motiv pensato specialmente per la manifestazione: “Corte Suprema discarica della democrazia”. In quel momento, alcuni manifestanti si sono avvicinati alle recinzioni e hanno gettato buste di rifiuti sull’asfalto della strada. La spazzatura si è accumulata dall’angolo della Lavalle fino alla metà dell’isolato.

17 gennaio 2021

Resumen Latinoamericano

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Marcha a Tribunales por Milagro Sala: La Corte es el basurero de la democracia” pubblicato il 17/01/2021 in Resumen Latinoamericano, su [https://www.resumenlatinoamericano.org/2021/01/17/argentina-organizaciones-sociales-politicas-y-gremiales-se-movilizaron-en-jujuy-para-pedir-la-libertad-de-milagro-sala/] ultimo accesso 19-01-2021.

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