La guerra chimica di Piñera contro il Cile


D.Alcaino

Da settimane il popolo cileno è tornato nelle strade, in una nuova esplosione sociale che ha avuto come principale obiettivo la richiesta di rinuncia del presidente della Nazione, Sebastián Piñera, e la libertà dei prigionieri politici da novembre 2019 ad oggi. Le marce sono state sempre più vicine alla Moneda e anche nella giornata di giovedì 10 dicembre Piñera ha dovuto essere evacuato dal Palazzo per il fatto che i gas chimici sparsi dai carri antisommossa dei Carabinieri sono giunti nello studio presidenziale. La destituzione dalla polizia del controverso e oscuro generale Rozas, non è stata sufficiente a correggere le azioni omicide dei suoi agenti.

Nelle proteste di ottobre 2019, una inchiesta di Ciper Chile ha rivelato attraverso un Rapporto di Trasparenza dei Carabinieri, la violenta repressione con cui gli agenti di polizia agirono contro i manifestanti nelle prime due settimane dell’esplosione sociale: i fucili antisommossa spararono 104 mila volte provocando una serie di assassinii e mutilazioni nella popolazione civile. Nel novembre di quel medesimo anno, i loro fucili spararono più di 43.000 volte, lasciando due gravi ed iconici mutilati nei due occhi come fu il caso di Gustavo Gatica e Fabiola Campillay. Agli inizi di gennaio 2020, il Collegio Medico informò che si registravano almeno 360 persone che avevano subito gravi ferite oculari a seguito dell’utilizzo illegale di queste armi (principalmente pallini di gomma, ma anche cartucce di bombe lacrimogene). La situazione attuale non è stata molto differente. In piena pandemia, il governo di Piñera nonostante le gravi denuncie per le violazioni dei diritti umani ha sborsato più di 15 milioni di dollari per l’acquisto e la riparazione di veicoli blindati antisommossa.

Durante il 2020, recentemente, e dopo l’attivazione di alcune manifestazioni a Santiago, si sono registrati nuovi episodi di violenza poliziesca, come quello del caso di un giovane di 16 anni lanciato dal Ponte Pio Nono da uno degli agenti, che è stato accusato di tentato omicidio. Nonostante ciò, questo storico modello di attentati contro la vita della società cilena sono frutto dell’impunità di questa medesima istituzione durante la dittatura di Pinochet, che ha fatto scuola. Negli ultimi venerdì di dicembre si sono tornate a vedere con ancor più brutalità scene di criminale uso della forza, come è stato il caso di un fotografo che nel momento in cui veniva arrestato è stato trascinato al suolo e fatto salire selvaggiamente nel furgone cellulare.

Allo stesso modo, nelle proteste che cercavano di avanzare fino alla Moneda, un manifestante è stato mutilato agli occhi, perdendone uno secondo quanto hanno confermato i familiari. A questa secuela di attentati, si è aggiunta la guerra chimica dei Carabinieri, che è consistita nell’uso di acqua con forti prodotti chimici che hanno già bruciato decine di persone che sono state curate dalle brigate di riscattasti che assistono alle manifestazioni, l’uso di questo materiale, che viola i diritti umani, è l’attuale strumento usato dal governo contro la dissidenza politica ed è responsabilità del ministro degli Interni, Rodrigo Delgado, e del nuovo direttore della polizia in uniforme il generale Ricardo Yañez. Recentemente la Commissione Cilena dei Diritti Umani ha denunciato di fronte alla Corte Generale della Repubblica l’uso illegale di prodotti chimici da parte dei Carabinieri, e la Corte d’Appello di Santiago ha chiesto ai Carabinieri di dare informazioni sui prodotti chimici che usano i carri lancia acqua. Il carro della polizia numero 42 è stato denunciato in molteplici occasioni per aver sparso prodotti tossici sui manifestanti. Così è rimasto il suolo e un albero raggiunti dal getto del veicolo dei carabinieri:

Il veicolo numero 44 è stato tolto dalla circolazione dalla procura il 10 gennaio di quest’anno poiché era stato visto lanciare un liquido di colore giallo e con un forte odore di lacrimogeni nelle vicinanze di Plaza Dignidad.

*La foto iniziale è quella della manifestazione di questo venerdì, il fotografo è trascinato mentre riprende il suo arresto.

12/12/2020

ANRed

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
D.AlcainoLa guerra Química de Piñera contra Chile” pubblicato il 12/12/2020 in ANRed, su [https://www.anred.org/2020/12/12/la-guerra-quimica-de-pinera-contra-chile/?fbclid=IwAR1JJXTwsaicEL-tCSco5Q4Nns5zVwxCVKLPhETc__ANWQbzAY8H0jZ5hTM#.X9TGL2w4v9k.whatsapp] ultimo accesso 18-12-2020.

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