Guatemala: Un’altra giornata storica nella quale il popolo ha affrontato un sistema che continua in caduta libera


Tutti i simboli della democrazia borghese e fascistoide guatemalteca sono stati denunciati e in alcune occasioni attaccati, come è avvenuto con il Congresso dove poche ore prima la mafia parlamentare (come recentemente in Perú) aveva votato un bilancio incoerente e rifiutato. Ma si è anche chiesto al presidente Gianmattei di rinunciare, di mettere fine alle transazioni e alle sottomissioni con il FMI, e che la classe politica non continui ad ingannare il popolo. Il governo ha fatto quello di sempre: ha dato luce verde alla polizia e ha represso con la solita brutalità. Ma come sta avvenendo in Cile, Colombia, Perú, la gioventù che combatte ha resistito e non ha abbandonato le strade.

La giornata di proteste che si è vissuta in Guatemala per il rifiuto della cittadinanza del bilancio 2021 approvato dal Congresso ha lasciato come risultato persone ferite e arrestate, che sono state portate nei Tribunali per risolvere la propria situazione legale. Sono state riportate, inoltre, aggressioni contro i manifestanti e anche scontri con la Polizia Nazionale Civile (PNC), perché li hanno voluti disperdere subito.

L’Ospedale San Juan de Dios ha dichiarato di aver ricevuto alle ore 15.43 il primo ferito e di aver curato 14 persone, una donna e 13 uomini -due sono stati trasferiti nell’Ospedale Roosevelt per una trauma oculare-, come età tra i 23 e i 50 anni.

Il Ministero degli Interni ha riportato che, in totale, sono state catturate 37 persone. Nonostante ciò, Giovanni Guzmán, vicedirettore di Mediazione della Procura dei Diritti Umani (PDH) ha intervistato i detenuti che sono stati portati alla Torre dei Tribunali e attraverso una verifica ha constatato che, in totale assommano a 23 persone in carcere.

Nei video condivisi nelle reti sociali, si vede che gli agenti della PNC, mentre arrestavano i manifestanti, li trascinavano o li picchiavano in mezzo a vari poliziotti.

In rete sono circolati video dove si osserva come i poliziotti  abbiano aggredito i cittadini per disperdere le manifestazioni. In un video si vede anche che utilizzano un trasporto speciale che lancia acqua per reprimere i manifestanti che continuavano a stare nelle strade.

Un’auto di pattuglia della PNC si è scontrata con un veicolo che attraversava una strada nella zona 1 della capitale e dopo fugge dal luogo.

Anche il giornalista Carlos Sebastián è stato aggredito da agenti della PNC ed è stato portato all’Ospedale Generale San Juan de Dios, dove è stato curato a seguito di una lacerazione alla testa, ma non è stato necessario ricoverarlo.

Il giornalista Carlos Sebastián è stato aggredito da agenti della PNC durante le proteste nel Centro Storico della capitale guatemalteca per il Bilancio 2021. (Foto Prensa Libre: Carlos Hernández)

Sarà sollecitata la destituzione del ministro e del capo della polizia

Per cui il Procuratore dei Diritti Umani, Jordán Rodas, ha affermato in un’intervista a Guatevisión che chiederà la destituzione del ministro degli Interni, Gendri Reyes, e quella del capo della Polizia Nazionale Civile (PNC), José Antonio Tzubán, a seguito degli abusi che le forze di sicurezza hanno commesso durante le proteste.

Reyes durante un messaggio ha dichiarato che durante le manifestazioni un gruppo di persone con “atti terroristi” ha lanciato bombe incendiarie e pietre per distruggere gli edifici del Congresso. Nel pomeriggio, un gruppo di manifestanti è entrato nel Palazzo Legislativo e ha incendiato alcuni locali, il fuoco ha danneggiato alcuni uffici come il Salone del Popolo e la Direzione Legislativa, oltre al mobilio.

Inoltre, il recentemente nominato capo del portafoglio degli Interni ha dichiarato che anche a Quetzaltenango, Totonicapán, Cobán e San Marcos si sono registrati “disordini”. Le manifestazioni, secondo Reyes, hanno lasciato un saldo di 12 poliziotti lesi, 12 persone “civili” ferite, danni strutturali e mobilio danneggiato nel Congresso, proprietà private danneggiate, stazioni del Transmetro bruciate, distruzione di vari “monumenti” e due autopattuglie danneggiate.

Un gruppo di manifestanti distrugge il monumento all’ex presidente Álvaro Arzú, nel Centro Cittadino. (Foto Prensa Libre: Érick Ávila)

Alle ore 14.18, un gruppo di giovani indignati giungono al Congresso del Repubblica, si arrampicano sui muri e rompono i vetri delle finestre, all’entrata principale, situata nella 9a. avenida della zona 1. (Foto Prensa Libre: Érick Ávila)

Il gruppo di manifestanti tira fuori e brucia i ritratti degli ex presidenti del Congresso, nell’immagine si osserva il ritratto di Eduardo Meyer. (Foto Prensa Libre: Érick Ávila)

22 novembre 2020

Resumen Latinoamericano

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Guatemala. Se vivió una jornada histórica en la que el pueblo enfrentó a un sistema que sigue en caída libre” pubblicato il 22/11/2020 in Resumen Latinoamericano, su [https://www.resumenlatinoamericano.org/2020/11/22/guatemala-se-vivio-una-jornada-historica-en-la-que-el-pueblo-enfrento-a-un-sistema-que-sigue-en-caida-libre-fotosvideos/] ultimo accesso 24-11-2020.

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