Tapi Yawalapiti: “Mio padre è morto lottando per i popoli indigeni, per la sua terra”


Tapi Yawalapiti

Vittima di covid-19, il capo Aritana Yawalapiti, dirigente storico dell’area del fiume Xingú, è morto il 5 agosto in Brasile.

Territorio Indigeno dello Xingú / Con il decesso di mio padre [Aritana Yawalapiti, 1949-2020], tutto il territorio Xingú si è messo in lutto*. I 16 popoli indigeni che vivono nel fiume Xingú si sono messi tutti in lutto, erano addolorati per la perdita di mio padre, principalmente il popolo Yawalapiti, che è stato tre mesi in lutto, senza allegria, senza baccano.

In poco tempo, ci siamo tolti il lutto. La mia comunità si è normalizzata, ha cominciato ad usare decorazioni, a dipingersi, a gridare. Stiamo alzando la testa, guardando la vita verso il futuro. Ho già riunito il mio popolo per cominciare una nuova vita.

Con la perdita di mio padre, ci siamo ritrovati molto persi, senza parole. Ho parlato con la mia comunità su come d’ora in poi ci organizzeremo in questa situazione, molto difficile, che stiamo attraversando.

Alcuni popoli ancora non hanno sintomi [di covid-19]. Siamo preoccupati per altri popoli che ancora non hanno preso questo virus.

Mio padre è morto lottando per i popoli indigeni, difendendo il territorio, parlando di diritti dei popoli, andando al Congresso a parlare con i deputati. Gli ho detto [al popolo Yawalapiti] che sarà difficile avere un’altra persona come mio padre. Mio padre era un diplomatico. Lui aveva pazienza con le persone, sapeva conversare senza gridare o ferire la persona.

Lui è partito per un altro mondo. Oggi lui sta riposando. Questo significa che ha lasciato una storia molto gradevole nello Xingú. Lui, molto giovane, partecipò alla demarcazione del territorio indigeno Xingú, ha lasciato una storia molto carina. Nel mese di agosto, gli renderemo omaggio. Inviterò tutte le persone dello Xingú a partecipare e faremo una festa, rendendogli omaggio.

Quando vedo la mappa dello Xingú, penso che mio nonno deceduto, mio padre, mio zio, che già se ne sono andati, ci hanno dato questo territorio in regalo. Loro hanno demarcato il territorio e lo hanno dato in regalo alla nuova generazione, alla mia generazione. Lui [Aritana] diceva così: “Figlio, proteggi questa terra. Ora, è una vostra responsabilità, i giovani, proteggere la selva, il fiume e la terra. Domani, tu potrai regalare a tuo figlio questa terra, con questa selva, con questo fiume. Tuo nipote avrà bisogno di questo spazio”.

Per la nostra cultura mio padre sta insieme allo spirito della selva, allo spirito del fiume e allo spirito della terra. Lui sta accompagnando da lontano, dandoci forza, me e il popolo.

Fino ad oggi ho questo nella mia testa, quello che mio padre mi disse. Quando vedo la mappa del territorio Xingú, subito ricordo quello che diceva mio padre. Questo ha lasciato un segno nella mia testa e ricorderò sempre questo.

Per la nostra cultura, la nostra religione, mio padre sta insieme allo spirito della selva, allo spirito del fiume e allo spirito della terra. Lui sta accompagnando da lontano, dandoci forza, me e il popolo. Lui continua ad essere vivo, insieme allo spirito della terra, alla selva.

Il cacique Aritana

L’intenzione del capo è mantenere la selva, prendersi cura del fiume, prendersi cura della terra. La selva piantata dal creatore. Stiamo distruggendo il bosco, e lo spirito sta con lui. Per questo sta avvenendo questo cambiamento climatico. Oggi, coscientiziamo le nuove generazioni, affinché anche loro si prendano cura della selva. Stiamo apprendendo come riforestare. Facciamo una coltura e dobbiamo sapere riforestarla. È questa coscientizzazione che stiamo applicando nello Xingú.

Come primo figlio del capo Aritana, mio padre mi ha passato questa responsabilità. Io sono stato preparato a questo. Oggi assumo questa responsabilità.

Mio padre nacque in un mondo differente. Io nacqui in un mondo moderno. Mio padre non sapeva leggere, non sapeva scrivere, non sapeva usare il cellulare o il computer. Lui era molto tradizionale. Ma aveva in testa una coscienza chiara del mondo non indigeno, sapeva parlare portoghese.

Mio padre pensò che io studiassi. Studiare e andare all’università. Questo era l’obiettivo di mio padre. Lui mi incentivava a fare questo. Lui mi diceva: “Figlio, dovrai studiare, perché nel futuro ti farai carico dello Xingú”.

Oggi, sto studiando all’università, facendo un master in linguistica. Mio padre non vedrà la mia difesa. Questa era la volontà di mio padre. Lui era molto felice di vedere suo figlio entrare all’università, discutere con i non indigeni.

Oggi, rappresento la popolazione indigena dello Xingú, proseguendo la sua lotta. Continuerò la lotta che lui ha lasciato a me. Mantenere il territorio, prendersi cura del popolo, organizzare con il popolo e parlare con le autorità nel Congresso. È una grande responsabilità che il mio defunto padre mi ha lasciato: agire a favore dei popoli indigeni dello Xingú. 

Lui mi ha sempre detto così, e mi è rimasto registrato nella testa: “Figlio mio, tu sei un accademico. Tu hai appreso a parlare portoghese, sai scrivere, ma non per questo devi dimenticare la tua cultura. Sei nato per essere un Yawalapiti”.

* Tapi Yawalapiti è un dirigente e capo del popolo Yawalapiti, della regione dell’Alto Xingú. Questo articolo è stato scritto a partire dalla dichiarazione di Tapi concessa per telefono al giornalista Erick Gimenes, di Brasil de Fato, il 5 novembre 2020. Suo padre, il capo Aritana Yawalapiti, era morto tre mesi prima, il 5 agosto, nella città di Goiânia, nel centro del paese, vittima delle complicazioni del covid-19. Lui è stato uno dei dirigenti più importanti del Parco Indigeno Xingú, oggi conosciuto come Territorio Indigeno Xingú (TIX), che ha aiutato a demarcare a fianco dei fratelli Claudio e Orlando Villas-Bôas.

*foto: Tapi (sinistra) e suo padre Aritana.

09 novembre 2020

Brasil de Fato

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Tapi Yawalapiti, Tapi Yawalapiti: Mi padre murió luchando por los pueblos indígenas, por su tierra” pubblicato il 09/11/2020 in Brasil de Fato, su [https://www.brasildefato.com.br/2020/11/09/tapi-yawalapiti-mi-padre-murio-luchando-por-los-pueblos-indigenas-por-su-tierra] ultimo accesso 18-11-2020.

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