A sostegno di Hugo Blanco, un uomo che…


…contiene molti uomini

di Maria Teresa Messidoro

Lucha Indígena è un periodico peruviano, fondato nel 2006 dal “combattente sociale” Hugo Blanco 1), l’unica pubblicazione stampata nel Perù che racconta gli attacchi delle multinazionali alla natura e alle popolazioni indigene, con uno sguardo sulla realtà latinoamericana ed un’attenzione speciale ai movimenti sociali in tutto il mondo.

Dal 2014, di fronte alla grave crisi economica che minacciava di far chiudere questa preziosa testimonianza, alcune persone hanno deciso di creare una Minga por Lucha Indigena (nella cultura indigena, minga significa un’azione collettiva per un bene sociale) con lo scopo di sostenere economicamente e politicamente il mensile; un gruppo di persone italiane hanno deciso di aderirvi, contribuendo trimestralmente all’uscita della rivista.

Proprio questo gruppo italiano della Minga por Lucha Indigena ha deciso di diffondere attraverso tutti i canali di comunicazione l’appello lanciato dalla figlia di Hugo Blanco, Carmen Blanco Valer, dopo che gruppi dell’estrema destra peruviana hanno reagito violentemente alla proiezione del documentario “Hugo Blanco G – Rio Profundo”, della cineasta Malena Martínez ( https://www.hugoblancofilm.com/)

Hugo Blanco, che oggi ha 85 anni, è considerato uno dei più importanti leader internazionalisti per le lotte a favore della riforma agraria e contro l’estrattivismo; è un esempio di instancabile impegno per la giustizia e per i diritti delle persone, rischiando più di una volta di morire. E’ stato anche capace di comprendere l’importanza della lotta per l’ambiente; “Prima di combattere per il socialismo, oggi si tratta di lottare per la sopravvivenza della specie” ha più volte affermato. 2)

Ed alla sua vita che sembra un romanzo è dedicato il documentario, che ha causato l’inaccettabile reazione di “personaggi emblematici del cavernicolo di destra, che consolidano nei propri ranghi il più duro autoritarismo peruviano, e che temono l’esempio di questo figlio delle colline di Cusco, dove ancora oggi risuona il grido: tierra o muerte, venceremos!“ (tratto dall’appello).

È un tentativo, nemmeno troppo nascosto, di criminalizzare Blanco con l’accusa di terrorismo, facendolo apparire come collegato all’organizzazione guerrigliera  Sendero Luminoso, con cui la realtà peruviana non ha ancora chiuso definitivamente i conti.

Rifiutiamo questi attacchi meschini a Hugo Blanco e alla cineasta Martínez, esprimiamo la nostra adesione all’appello e contribuiamo alla proiezione del documentario in ogni luogo possibile, per continuare a dare voce a questo “vecchietto” che è ancora un simbolo e un esempio per tutt@ noi, los de abajos. 3)Note

1)  Una sua presentazione qui https://drive.google.com/file/d/1rXTtBz6jJZaeQ6B9zYezose9QN0BjheH/view?usp=sharing

2) La storia di Hugo Blanco nella sua autobiografia, Nosotr@s los indi@s, edito da Nova Delphi in italiano con il titolo “Noi, gli indios. Le lotte per la terra in Perù”

3) L’appello si può firmare qui https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScRC5hrZYPj6UeT5vlkXkQdOTMZXXK-3YAeK3iwXF4aLhpGVw/viewform

*Vicepresidente Associazione Lisangà culture in movimento, www.lisanga.org

27 giugno 2020

La Bottega del Barbieri

Maria Teresa MessidoroA sostegno di Hugo Blanco, un uomo che…” pubblicato il 27/06/2020 in La Bottega del Barbieri, su [http://www.labottegadelbarbieri.org/a-sostegno-di-hugo-blanco-un-uomo-che/] ultimo accesso 08-07-2020

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